lunedì 19 maggio 2014

Elezioni europee: arriva la ripresa e la Spagna appoggia Rajoy, a +5,9 sul PSOE

Con una campagna elettorale che parla più delle vicende interne che delle questioni europee, anche la Spagna si prepara al voto europeo del 25 maggio. L'Europa sembra interessare poco a politici, media, tradizionali e non, e opinione pubblica. PP e PSOE si rilanciano stucchevolmente le accuse sulla crisi economica; pochi giorni fa c'è stato un dibattito tra la socialista Elena Valenciano e il popolare Miguel Arias Cañete e nessuno dei due ha parlato d'Europa, entrambi si sono lanciati accuse sulla crisi economica, sulle controriforme del Governo, in primis quella dell'aborto. Probabilmente il dibattito passerà alla storia per una frase piuttosto di Cañete, detta il giorno dopo: "Discutere con una donna è complicato, quando hai una superiorità intellettuale e la mostri rischi di sembrare maschilista e di infierire su una donna indifesa".
Il desencanto dell'opinione pubblica verso l'Europa è notevole e i politici inutilmente si sforzano di sottolineare quanto sia importante andare a votare e votare affinché si difenda la propria idea d'Europa.
Gli ultimi sondaggi sembrano parlare più di soddisfazioni e insoddisfazioni per la politica locale, sembrano un referendum sul Governo di Mariano Rajoy, più che un'idea d'Europa che si vuole vedere a Bruxelles.
Oggi l'ABC pubblica un sondaggio di GAD3, realizzato dopo il dibattito tra Elena Valenciano e Miguel Arias Cañete, secondo il quale aumenta la distanza tra il PP e il PSOE e si stabilisce intorno ai 6 punti, con il PP che si assicura 21 o 22 deputati dei 54 che toccano alla Spagna a Bruxelles, e con il PSOE che otterrebbe 17-18 deputati. Alle scorse elezioni il PP aveva ottenuto un deputato in più dei socialisti.
L'ABC presenta i risultati del sondaggio come un sostegno alla incipiente ripresa economica: tra gennaio e marzo il PIL è cresciuto dello 0,4%, più che in Francia, Portogallo, Italia, Olanda e Finlandia, come ha sottolineato Mariano Rajoy in questi giorni. Con la situazione economica che migliora, il quotidiano conservatore commenta che il messaggio più pessimista del PSOE e del suo leader, Alfredo Pérez Rubalcaba, è meno convincente anche per il suo stesso elettorato, dato che "solo il 31,5% degli elettori socialisti pensa che tra un anno si starà peggio. E nell'insieme della popolazione il suo discorso è chiaramente minoritario: il 18,6% vede il futuro nero".
Insomma, la Spagna inizia ad essere ottimista. E una conferma arriva anche dalla frenata di Izquierda Unida e UPyD, che nei mesi scorsi avevano approfittato della crisi economica e della crisi del bipartitismo, arrivando a raddoppiare, quando non a triplicare i risultati nelle intenzioni di voto: IU otterrebbe 5 deputati europei, 3 in più rispetto alle elezioni del 2009, ma 1 in meno rispetto al sondaggio di aprile; UPyD otterrebbe 3 deputati, 1 meno rispetto al sondaggio di aprile.