Posso
dirlo? Non reggo chi riduce le monarchie alla lunghezza delle gonne
delle principesse/regine e che dà tutto il protagonismo alle consorti, dimenticando che chi
importa è chi porta il titolo per sangue. Mi è venuto in mente in
questi giorni, al leggere i media italiani e i forum in qualunque
lingua (spazio dall'inglese allo spagnolo all'italiano),
specializzati in Famiglie Reali.
Felipe e Letizia di Spagna sono stati molto all'estero, nelle ultime settimane, in visita
ufficiale in Lussemburgo, Belgio e Italia (l'1 e 2 dicembre saranno in Germania), per presentarsi alle
autorità locali come nuovi sovrani di Spagna. Cosa resta di quei
viaggi? Le discussioni e le liti sugli outfit della regina Letizia. E' una
delle ragioni per cui ho praticamente smesso di scrivere su Rotta a
Sud Ovest: racconti cosa succede in Spagna, la crisi economica, le
disuguaglianze sociali, le pretese indipendentiste della Catalogna,
persino il discorso di insediamento del nuovo re, ti filano gli
aficionados (
gracias, chicos!). Scrivi che Letizia Ortiz aveva la gonna un po' troppo corta o che
il suo ultimo
outfit lasciava un po' a desiderare e vai, raddoppiano gli ingressi e il post è subito tra i più letti
della settimana. Deprimente: adesso che Rotta a Sud Ovest mi
occupa meno posso dirlo. Deprimente ridurre un'istituzione e una regina, siano o meno
simpatiche, agli outfit (tutti esperti di moda e di protocollo i criticoni, poi!).
La visita alle autorità italiane è
coincisa con il quinto mese dall'ascesa al trono di Felipe (era il 19
giugno) e il re spagnolo era decisamente allegro durante la visita romana, magari anche per questa coincidenza (forse) casuale. Un video di EFE,
su youtube, sostiene che il Re è il miglior ufficio stampa di se stesso, perché, all'uscita da Palazzo Chigi, ha gestito l''assalto' di un giornalista italiano senza perdere la calma e dicendogli che ama l'Italia ed è sempre felice di tornarci, visti i profondi legami familiari con il Paese;
in un altro video lo si vede allargare le braccia divertito (ma è stata tagliata la risposta, perché?!), quando Matteo Renzi ha la bella idea di chiedergli, in italiano, come sia possibile tifare per l'Atlético, essendo membro della Famiglia Reale (è provato che gli uomini finiscono sempre a parlare di calcio...).
Questi primi cinque mesi sono stati densi di eventi e cambiamenti. Si
sono intuiti sin
dal primo discorso di Felipe, che vagheggiava "una
Spagna in cui c'è posto per tutti" e in cui parlava del catalano
come di "una delle nostre lingue” (e ha insistito con questo
concetto in tutte le numerose visite in Catalogna:
il nostro
catalano, ha sempre detto, annullando qualunque contrapposizione, chissà quanto apprezzato dal Governo
centrale di Mariano Rajoy e da quello catalano di Artur Mas). Nei
loro primi mesi di regno, Felipe e Letizia hanno frequentato artisti, atleti e collettivi gay,
che non si erano mai visti prima a Palazzo; si sono fatti vedere
spesso nella notte di Madrid, a cinema e nei ristoranti; hanno introdotto miniconcerti di musica spagnola e del Paese ospite, nelle cene di gala delle visite di Stato; sono stati
fotografati nell'AVE e hanno accettato i
selfies, puntualmente finiti
su Twitter. Sulle reti sociali, la Casa Reale informa praticamente in tempo reale delle
loro attività anche con fotografie. Le riviste riportano sorprese che
i nuovi sovrani hanno tacitamente abolito la riverenza, aborrita
dalla regina, pur sempre di origini repubblicane e socialiste, e che la
stessa Letizia ha chiesto ai collaboratori di darle del tu.
Nei
suoi primi atti da regina, Letizia si è dedicata alla Cultura e alla
Salute, due dei settori maggiormente devastati dai tagli del Governo
(sarà un caso? sarà un messaggio? Mi piace la seconda ipotesi, ma
chi lo sa), è apparsa più disinvolta e più sorridente, disposta ai
selfies e alle battute (nella visita in Lussemburgo è stato lo stesso principe ereditario Guillaume a fotografare la regina spagnola tra i concittadini residenti nel Granducato, che le chiedevano una foto:
es mejor que un selfie! ha commentato divertito in perfetto spagnolo, restituendo la macchina fotografica). Ha moltiplicato le apparizioni in solitario
all'estero: da Principessa delle Asturie aveva viaggiato da sola
all'estero solo due volte, entrambe in Svizzera e per meno di 24 ore; da regina, nelle
ultime settimane è stata a Vienna per inaugurare una mostra su Diego
Velázquez, a Lisbona per partecipare a una conferenza ispanoamericana
sulle malattie rare, a Roma per intervenire alla conferenza della FAO
sulla nutrizione. Ha conquistato Vienna con alcune parole in tedesco
e un discorso in un inglese disinvolto, che su youtube ha superato in poco tempo le 400mila visite (dopo tanti anni in cui le
leggende parlavano della sua scarsa conoscenza dell'inglese, gli
spagnoli hanno voluto verificare personalmente); a Lisbona si è
mossa disinvolta accanto alla first lady portoghese; a Roma ha
conquistato i media con un discorso a braccio, che non ha però
tradito il testo consegnato ai giornalisti, con cui ha sottolineato
l'importanza dell'educazione delle donne, quasi ovunque responsabili
dell'alimentazione della famiglia. Il discorso romano è stata la prima grande prova da regina
di Letizia, al suo debutto in un vertice internazionale, ed è stata
ampiamente superata grazie anche alle sue qualità di oratrice,
perfezionate negli anni da giornalista televisiva.
Il risultato
di questo impegno dei nuovi sovrani è un sondaggio
lusinghiero, uscito su
El Pais a fine ottobre (quanto ho aspettato questo sondaggio, al vedere il nuovo clima intorno ai sovrani!). La popolarità di
Felipe e Letizia sbaraglia quella di qualunque politico: lui è al
64%, lei al 62%; la somma delle opinioni positive e negative dà +44
per lui e + 42 per lei (il presidente del Governo è a -63, il leader
del PSOE a -17 e raggiunge la sufficienza, con un misero +1, solo il
leader di Podemos, la formazione che potrebbe vincere le prossime
elezioni). Il re e la regina si propongono come punto di riferimento per un Paese in crisi: l'impegno di Felipe per rendere l'istituzione più trasparente, più rigorosa, più incorruttibile, la nuova immagine di Letizia, più disponibile, più sorridente, più complice, fanno pensare che la Monarchia sia la stabilità, il punto fermo, mentre tutte le certezze della
Transición stanno crollando e una nuova generazione di leaders, appena 40enni, si affaccia alla ribalta (sarà davvero Podemos l'alternativa al bipartitismo?).
All'abdicazione di re Juan Carlos, i media già si immaginavano la Spagna prossima alla Repubblica e davano largo spazio
alle manifestazioni repubblicane (mai davvero affollate), dimenticando che la Spagna non è
monarchica, ma ha una pessima esperienza con la Repubblica. Anche lo
spagnolo più repubblicano al momento del dunque ricorda che, in
fondo, con la Monarchia
juancarlista si è vissuto il momento di pace
e prosperità più lungo della storia recente (non lasciatevi
ingannare dalla furia con cui gli spagnoli difendono a parole la
Repubblica, è quando si chiede loro del referendum
che, soprattutto le generazioni più anziane, tentennano e si tengono
stretta la Monarchia).
Felipe e Letizia sono giovani, stanno
facendo un lavoro intenso, appaiono come una squadra affiatata, non
si lesinano i gesti di affetto, che suscitano simpatia e applausi a
scena aperta (è stato bello nel Teatro Campoamor, a Oviedo, quando Felipe ha
annunciato emozionato che erano convocati, per la prima volta, i "Premi Principe de Asturias" invece di "Princesa de Asturias", il nuovo nome in onore di Leonor; tutti hanno
sorriso, lui per primo, appena accortosi dell'errore, '"l'abitudine" si è giustificato, e Letizia gli ha
regalato un bacio e una carezza, con lo stesso slancio del bacio sul
balcone di Palazzo Reale, il giorno dell'insediamento). E' successo
anche a Roma, ieri, quando non si sono concessi una passeggiata, come
hanno riportato i media, ma sono semplicemente andati a piedi da
Palazzo Chigi a Montecitorio (dovevano prendere la macchina?!) e lo
hanno fatto mano nella mano, chiacchierando e sorridendosi. Sono
andati in un brodo di giuggiole
Hola,
LOC, vari forum e persino i
pochi siti web italiani che hanno parlato della visita.
Ah, ieri Letizia indossava
un completo in bianco e nero del solito Felipe Varela, già indossato
altrove, e alla conferenza della FAO, stamattina, era in rosso, sempre by Felipe Varela, ma è poi
così importante??