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giovedì 18 giugno 2015

Felipe VI celebra il primo anno di regno con i cittadini esemplari

Va bene, a questo punto è lecito amarli. Il 19 giugno 2015, domani, insomma, Felipe e Letizia di Spagna celebreranno il loro primo anno come Reali di Spagna. Già alcuni giorni fa, la Casa Reale aveva fatto sapere che non ci sarebbe stata alcuna festa speciale: la situazione economica spagnola, non così splendida come la racconta il governo di Mariano Rajoy, non lo permette e disoccupati, pensionati e sfrattati non avrebbero apprezzato una festa, mentre loro non arrivano a fine mese.

Ma la Zarzuela è andata oltre e ha annunciato che, sebbene senza festa, l'anniversario della proclamazione di Felipe VI non passerà inosservato. Il Re e la Regina consegneranno le Medaglie al Merito Civile ossia, spiega El Mundo, "nel loro primo anniversario si circonderanno degli eroi quotidiani, che nella loro vita quotidiana mantengono un comportamento esemplare nei loro ambiti". Un altro gesto più che simbolico, che sottolinea il valore dell'esemplarità nella vita quotidiana e l'importanza che gli dà la nuova Monarchia spagnola. I premiati sono oltre 30 cittadini, di età compresa tra i 30 e gli 82 anni, attivi nei più diversi ambiti della società: tra di loro ci sono imprenditori, medici, avvocati, cooperatori, funzionari, immigrati. Tutti impegnati a far sì che questo mondo sia ogni giorno migliore.

Il desiderio della Casa del Re è che il giorno della proclamazione di Felipe VI sia il giorno della consegna delle Medaglie al Valore Civile, un modo di indicare che è il Re a rendere omaggio alla società e non viceversa. Il Re come primo servitore della Spagna, in fondo, come insiste a descriversi Felipe VI.

L'atto è previsto per domani, 19 giugno, alle ore 12, suppongo che ci sarà una diretta del Canal 24 horas. Se siete interessati, tenete sotto controllo www.rtve.es.


lunedì 15 giugno 2015

Sondaggio di El Mundo: per Felipe VI una popolarità da record

Per celebrare il primo anno di regno di Felipe VI, El Mundo pubblica oggi un sondaggio di Sigma Dos appositamente realizzato e davvero incoraggiante per il re e per la Monarchia. E' l'ultimo di una serie di sondaggi, che, già dallo scorso ottobre, segnalano alla Zarzuela che la direzione intrapresa è quella giusta.


L'approvazione per la Corona è oggi del 61,5%, superiore, addirittura, all'appoggio di cui godeva prima della caduta di re Juan Carlos nel Botswana e di tutte le crisi seguite, quando era del 60%; rispetto all'ultimo sondaggio effettuato sotto il regno di Juan Carlos, a gennaio del 2014, la ripresa è di ben 10 punti (in quel sondaggio l'indice di approvazione era stato del 49,9%). In quello stesso sondaggio di un anno e mezzo fa, la popolarità di Juan Carlos era risultata essere del 41,3% e aveva segnato il punto più basso della Monarchia in democrazia. Felipe ha un'approvazione del 74,7%, sommando il 52% di chi ha una buona opinione di lui e il 22,7% di chi ha un'opinione ottima; il miglior risultato di Juan Carlos è stato 76% nel 2012.

Interessante il commento di El Mundo: "Come ci sono sempre stati più juancarlistas che monarchici in Spagna, Felipe VI può vantarsi di aver generato una legione di felipistas, tra i quali, in modo significativo, si trovano più della metà degli elettori di Podemos". Nel mio ebook, Felipe e Letizia - Un anno sul trono di Spagna, segnalo come Pablo Iglesias, il giovane leader di Podemos, sia una sorta di specchio di una generazione, nata in democrazia, che ha un rapporto di repulsione-fascinazione con la Monarchia e con Felipe VI. E riporto un interessante pasaggio del blog El Mundo de Zarzuela di elmundo.es: "Nonostante il referendum sulla forma dello Stato nel programma, il contestatario leader di Podemos potrebbe passare per un politico neutrale sulla monarchia. Non ci sono state occasione, tentazione o provocazione del detrattore della casta, in cui abbia messo nello stesso sacco anche il giovane Monarca. E' che sa che, se da qualche parte è iniziata in Spagna la rigenerazione istituzionale, è stato dalla Corona. Questo è il vantaggio del nuovo Re".


Una contraddizione resa evidente anche dal sondaggio di El Mundo. Il 53,5% di chi ha votato Podemos appoggia infatti Felipe, con un'opinione buona (42,9%) o molto buona (10,4%) e il 55,5% lo considera un buon sovrano. Gli unici che il nuovo re non seduce sono gli elettori di Izquierda Unida, decisamente antimonarchici, dato che il loro rifiuto per l'istituzione è passato dal 72,1% di giugno dell'anno scorso al 76,5% di giugno 2015 e i favorevoli alla Corona sono passati dal 22,6% al 20,7%. Felipe VI riceve una sorta di ovazione dagli elettori del PSOE: l'80% lo sostiene e il 70% è favorevole alla Monarchia (e teoricamente i socialisti sono repubblicani, anche se, come disse una volta Felipe Gonzalez, si sentono "a proprio agio con un re"); se i numeri del successo socialista di Felipe non vi avessero convinto, pensate che in uno stesso sondaggio per El Mundo, a giugno 2014, gli elettori del PSOE favorevoli alla Monarchia erano il 52,7%; un balzo di una trentina di punti. Sono monarchici e felipistas anche gli elettori del PP, il cui sostegno alla monarchia è passato dall'80,3% all'89,4%, e di Ciudadanos, che sostengono la Monarchia al 74,2% (non ci sono termini di paragone, perché è la prima volta che vengono interpellati).

Non sono però solo rose: il successo della Monarchia e di Felipe VI è soprattutto nelle generazioni più anziane. Tra i più giovani, il nuovo re ha conquistato consensi, circa il 54% di chi ha meno di 30 anni dice di appoggiare la Monarchia per la prima volta e il successo del sovrano raggiunge il 66%, ma il 43% dei più giovani rifiuta il sistema ereditario della Monarchia e tra di loro il 63,2% vota per Podemos.

Sono dati davvero incoraggianti per Felipe, che tra quattro giorni, il 19 giugno, celebra il primo anniversario della sua ascesa al trono; sono incoraggianti anche perché il sondaggio è stato effettuato tra il 9 e l'11 giugno, poco prima, dunque, della sua decisione di togliere all'Infanta Cristina il titolo di Duchessa di Palma di Maiorca, a causa dello scandalo di corruzione in cui è coinvolta. Avendo ottenuto la misura un consenso diffuso, chissà se avrebbe influito sulla popolarità del Re. Se il primo anno è stato un successo, adesso bisogna conquistare le generazioni più giovani, con il lavoro e gli sforzi quotidiani, che Felipe ha promesso per "rendere gli spagnoli orgogliosi del loro nuovo re".


sabato 13 giugno 2015

Felipe VI torna da un viaggio, la festa di Letizia e delle figlie

Non perdetevi questa galleria di immagini diffusa dalla Casa Reale spagnola, per celebrare il primo anno di regno di Felipe VI. Sono state scattate a maggio, al rientro del re da un viaggio di due giorni in Germania, dove si era recato per assistere alla consegna del Premio Carlo Magno al presidente del Parlamento Europeo Martin Schultz.


Si vede, finalmente, la Famiglia Reale spagnola in un momento informale, che sottolinea i legami affettivi, più che i ruoli istituzionali. Si vedono Leonor e Sofia, che abbracciano felici il padre, Felipe, che cerca e abbraccia la moglie, Letizia con un sorriso aperto e spontaneo, come difficilmente si vede nella sua vita pubblica. Sono foto di grande dolcezza familiare, che testimoniano una vita privata armoniosa, in cui il re è un padre e un marito circondato da donne (e, al vederlo, verrebbe da pensare che si trova nella stessa situazione del collega olandese Willem Alexander, felicissimo di essere l'unico uomo di famiglia), la regina è una moglie e le bambine sono bambine. Sono foto che fanno pensare un paio di cose:


1 alla Zarzuela è così difficile capire che la diffusione periodica di foto informali come queste fanno per la Monarchia più di mille articoli ed editoriali e offrono un'immagine più spontanea del re e, soprattutto, della regina, che fatica a mostrarsi naturale e simpatica nella sua vita pubblica?
2 ma davvero qualcuno pensa che un uomo, che, dopo 11 anni di matrimonio, guarda così sua moglie sia disponibile a parlare di divorzio?


venerdì 12 giugno 2015

Felipe VI toglie a Cristina il titolo di Duchessa. Glielo ha chiesto lei?

Ieri, prima di andare a dormire, solito giro sulle pagine web dei quotidiani italiani e spagnoli, e grandissima sorpresa al leggere elpais.com. Re Felipe VI ha privato la sorella, l'Infanta Cristina, del titolo di Duchessa di Palma di Maiorca, concessole dal padre Juan Carlos il 26 settembre 1997, in occasione del suo matrimonio con Iñaki Urdangarin. Una decisione che la Casa Reale ha annunciato senza fornire ulteirori indicazioni. Ma non bisogna dimenticare che le autorità baleari avevano già tolto a Cristina e a Iñaki l'intitolazione di una via, nel capoluogo, e li avevano invitati a non usare più il titolo, legato al loro territorio. Gli ex Duchi di Palma di Maiorca sono coinvolti in uno scandalo di malversazione ed evasione fiscale, tra i vari reati, che potrebbe costare a Iñaki 15 anni di carcere e che porta a processo, per la prima volta, un membro della Famiglia Reale spagnola.

La sorpendente decisione di Felipe arriva alla vigilia del 50° compleanno di Cristina, il 13 giugno, e, soprattutto, a una settimana dalla sua proclamazione come re di Spagna, avvenuta il 19 giugno 2014. E' bastato meno di un anno, a Felipe, per marcare distanza dalla sorella e prendere la più difficile delle decisioni, quella di spogliarla dei titoli nobiliari: mai, prima di lui, nella monarchia restaurata dalla Costituzione del 1978, era stata presa una decisione simile. El Pais sottolineava ieri come Felipe abbia dimostrato di essere prima re e poi fratello e di avere a cuore, dunque, prima gli interessi della dinastia e della Spagna e poi i legami familiari. Una mossa, quella decisa ieri, che dovrebbe rafforzare l'immagine di Felipe VI, come Re integerrimo, pronto a rispettare la sua promessa di essere trasparente e di lottare contro la corruzione. La sorprendente, e apprezzata, ciliegina sulla torta, che corona un anno in cui Felipe ha ottenuto lodi e apprezzamenti da tutte le formazioni politiche, comprese le repubblicane.

La privazione del titolo di Duchessa di Palma di Maiorca è il primo passo per la rinuncia ai diritti di successione dell'Infanta Cristina? E, a proposito, la sorella del re non perderà mai il titolo di Infanta, che le spetta sempre e comunque, all'essere figlia legittima di un re. Sembra che Cristina sia stata invitata più volte a rinunciare ai propri diritti, anche da suo padre Juan Calros, quando siedeva sul trono; ma l'Infanta si è sempre rifiutata, per orgoglio e perché ritiene un'ingiustizia tutto quello che sta succedendo a lei e al marito; gli Urdangarin si considerano una specie di capro espiatorio e si sentono perseguitati. Dalla Zarzuela fanno sapere che l'unica persona che può privare Cristina dei suoi diritti, ma, giustamente, non i suoi figli, già nati e detentori dei propri diritti, è la stessa Cristina. "La rinuncia è un atto volontario, personale e irrevocabile" sottolineavano ieri i quotidiani spagnoli. Ed è un atto non nuovo nella Famiglia Reale spagnola, anche se le cause precedenti sono molto più nobili di quelle che provocherebbero la rinuncia di Cristina: don Juan, il padre di Juan Carlos, rinunciò ai propri diritti dinastici in favore di Juan Carlos, già re, nel 1977; le Infante Pilar e Margarita, le sorelle di Juan Carlos, rinunciarono ai propri diritti per sposare Luis Gómez-Acebo e Carlos Zurita, di condizione inferiore alla loro.

Stamattina l'Infanta Cristina ha fatto sapere, attraverso il proprio avvocato, Miquel Roca, di non essere stata privata del titolo di Duchessa per decisione di Felipe VI, ma di averglielo chiesto lei stessa, in una lettera inviata al fratello il 1° giugno. La sua rinuncia avviene "per rispetto al titolo e alla Corona", in una lettera, assicura Roca, in cui Cristina manifesta grande affetto per Palma di Maiorca e proprio per questo, per non danneggiarne l'immagine, preferisce lasciare il titolo. Naturalmente per l'Infanta, l'annuncio della sua perdita del titolo è un dispiacere personale, ma ha concluso la sua lettera con grande affetto per il fratello.

Felipe e Cristina non hanno rotto completamente i propri rapporti, anche se pubblicamente il re evita di essere fotografato con lei. L'Infanta era presente alla festa per la PrimaComunione della principessa Leonor, alla Zarzuela; l'ultima volta che si è vista in pubblico è stato pochi giorni fa, a una Messa in ricordo di Kardam di Bulgaria, a cui erano presenti Sofia, Juan Carlos e tutti i loro figli, compreso il re, con la regina.

martedì 9 giugno 2015

Felipe e Letizia, un ebook per celebrare il loro primo anno sul trono di Spagna

A dieci giorni dal primo anniversario dalla proclamazione di Felipe VI, arriva su Amazon Felipe e Letizia – Un anno sul trono di Spagna, il mio primo ebook.

In dieci capitoli racconto questi ultimi, cruciali dodici mesi, segnati non solo dall'ascesa al trono di un giovane re e della sua discussa regina, ma anche dall'irruzione di Podemos, la formazione politica che ha assestato un duro colpo al bipartitismo, dal referendum sull'indipendenza in Catalogna, che ha gelato i rapporti tra Barcellona e Madrid, dagli scandali di corruzione, che stanno minando la credibilità di tutte le istituzioni spagnole.

Si inizia dall'abdicazione di re Juan Carlos, sorprendente, ma non inaspettata, avvenuta in un "quadro shakesperiano" e dominata da "tre problemi, tutti con nome di donna", e si termina con una bandiera repubblicana che sale verso la Puerta del Sol, in una manifestazione degli indignados madrileni. Nel mezzo ci sono i ritratti di Letizia, che "non era la Principessa delle Asturie che gli spagnoli si aspettavano", e di Felipe, "il miglior partito d'Europa e il Principe più preparato della storia spagnola". Letizia, che è stata il tallone d'Achille di Felipe, per le sue insofferenze, i segreti del suo intenso passato e gli atteggiamenti altezzosi; Felipe, che ha percorso la Spagna da cima a fondo e che negli ultimi anni del regno paterno si è trovato nella triste situazione di chi paga errori commessi da altri.

Sono saliti al trono in un clima di sfiducia e desilusión, a causa della crisi economica e a causa degli scandali che hanno coinvolto la Famiglia Reale negli ultimi anni. Ma sin dal giorno della proclamazione, hanno mostrato di avere le idee chiare sulla Monarchia che volevano e hanno sorpreso gli spagnoli. Ricordate? Felipe e Letizia sono arrivati in Parlamento, per il giuramento, in una Madrid semi-deserta, ma quando sono usciti, dopo il bel discorso di Felipe, ormai re, sono stati accolti da migliaia di persone: "Non è stata la folla oceanica che ha salutato la salita al trono di Willem Alexander in Olanda, ma è stata folla inaspettata". E' un po' quello che è successo in questo primo anno di trono: non è stato un trionfo (né poteva esserlo, viste le premesse di crisi da cui è iniziato il regno di Felipe VI), ma è stato un consenso crescente, fino agli ultimi, incoraggianti sondaggi.

In Felipe e Letizia – Un anno sul trono di Spagna si raccontano i cambiamenti che Felipe VI ha mano a mano imposto nel funzionamento della Monarchia, si parla dell'ascesa di Letizia, che continua a piacere più all'estero che in patria e che continua a cercare un ruolo meno decorativo per le consorti del XXI secolo, si racconta del faticoso equilibrio che la coppia reale sta cercando tra vita pubblica e privata, non riuscendo ancora a trovare una sintesi per Leonor e Sofia, le principessine meno viste d'Europa.

Nelle pagine ci sono i pensieri degli spagnoli incontrati in questi anni, che mi hanno sempre aiutato ad avere la percezione delle persone comuni, non sempre coincidente con quella degli editoriali: a volte basta una frase, un flash, una battutaccia, come quelle che amano gli andalusi, per rovesciare una convinzione e aiutare a guardare da un altro punto di vista. Per questo devo ringraziare non gli editoriali o i libri letti, ma le persone incontrate alle fermate degli autobus di Siviglia (che magari ti vedono con Hola in mano e fanno una battuta), gli amici che sanno della mia professione e si divertono nelle conversazioni oziose, gli avventori dei bar di Triana, che commentano in libertà quello che stanno vedendo alla tv. Ho letto molti editoriali, di giornali monarchici come ABC o repubblicani come eldiario.es; ho consultato numerosi libri, anche gli instant book usciti subito dopo la proclamazione di Felipe, per avere un quadro del momento, i retroscena e le loro interpretazioni. Ho voluto tradurre in italiano il discorso dell'abdicazione di re Juan Carlos, il discorso della proclamazione e quello di Natale di Felipe VI, perché mi sembrava giusto dare le loro parole come strumento ulteriore per comprendere il momento storico (le versioni originali dei discorsi sono sui siti della Casa Reale e su youtube).

Spero ne sia uscito un ebook interessante, che incuriosisca sulla Monarchia spagnola e sul momento storico che la Spagna sta vivendo, al di là della lunghezza, non sempre adeguata, delle gonne della Regina.

Per ora Felipe e Letizia – Un anno sul trono di Spagna è in vendita su Amazon, a 9,05 euro, questo è il link; per la fine del mese, spero di poterlo proporre anche su altre piattaforme. A causa della legge sui cookies ho disattivato i commenti, ma sarò felice di leggere le vostre impressioni e di conversare con voi sui temi dell'ebook, se mi scriverete all'email o sulla pagina Facebook di Rotta a Sud Ovest.


lunedì 8 giugno 2015

Felipe VI rende omaggio ai repubblicani spagnoli, in Francia

Nelle visite di Stato dei Reali, i media si occupano quasi sempre delle regine, dei loro outfit, dei loro sorrisi. Quasi mai si racconta di quello che importa davvero: la visita del Capo di Stato. Non è successo lo stesso per la visita di Felipe e di Letizia in Francia, la scorsa settimana. Sì, Letizia ha monopolizzato le home page dei siti di informazione e di cronaca rosa e i forum dedicati alle cose reali, grazie ai suoi outfit, ma anche Felipe ha ottenuto uno spazio impensato, che testimonia l'interesse per la Monarchia spagnola e la curiosità che suscitano le prime azioni del nuovo sovrano.

A Felipe sono stati riservati grandi onori, considerato che è sul trono da nemmeno un anno. E' stato uno dei pochissimi Capi di Stato invitati a parlare davanti all'Assemblea Nazionale francese. Per capire quanto sia importante il privilegio, che gli è stato riservato: nel 1993, re Juan Carlos I è stato il primo Capo di Stato invitato dal 1919 (quando aveva parlato Thomas W. Wilson); dopo di lui hanno parlato Bill Clinton, Hassan II del Marocco, Tony Blair, Gerhard Schöder, José Luis Rodriguez Zapatero, Kofi Annan. E fosse solo questo. L'emiciclo dell'Assemblea era quasi al completo, il suo discorso è stato trasmesso in diretta televisiva su France 3 ed è terminato con una lunga ovazione; durante la giornata l'hashtag #FelipeVI ha impazzato nei TT francesi. Felipe ha difeso i valori europei, ha esaltato la libertà, l'uguaglianza e la solidarietà, che sono alla base della Repubblica Francese, ha promesso collaborazione alla Francia, sempre, contro il terrorismo e la sua violenza e ha difeso la lotta al cambio climatico, che vede la Francia in prima fila. Sia i media francesi che quelli spagnoli hanno sottolineato come Felipe abbia esaltato e difeso valori considerati generalmente repubblicani come, ad esempio, l'uguaglianza o la libertà, rendendo "obsoleta" la questione della forma dello Stato, in Spagna.


E ha esaltato quegli stessi valori nello stesso giorno, quando ha inaugurato i Jardin des combattants de la Nueve, accanto al Municipio di Parigi. Perché è altamente simbolica questa inaugurazione? La Nueve, in spagnolo, è la prima brigata di partigiani entrata a Parigi, il 24 agosto 1944, per liberarla dai nazisti. I suoi soldati erano in larghissima maggioranza spagnoli, repubblicani e anarchici, esiliati dopo la Guerra Civile. "E oggi, in una curiosa capriola della storia, un Re spagnolo ha reso loro omaggio" scrive El Mundo. Accanto re Felipe e alla regina Letizia, c'era il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, nata a San Fernando, in provincia di Cadice, da genitori repubblicani, emigrati poi in Francia. E' stata lei a ringraziare Felipe, a definirlo "il volto di una Spagna libera e unita" e ad apprezzarlo "non come sindaco di Parigi, ma come repubblicana, cresciuta nei valori repubblicani". Un altro riconoscimento è arrivato dal Presidente dell'Assemblea Nazionale Claude Bartolone, che ha definito il re, "il rinnovamento che la Spagna stava aspettando".


Sono bastati questi gesti simbolici per appassionare la stampa francese, che ha sottolineato come Felipe sia un re "discreto e prudente", che "nei suoi discorsi attacca i grandi mali della Spagna, la corruzione, la disoccupazione e l'aumento delle disuguaglianze" (Le Monde). Con i suoi "gesti simbolici e le decisioni ferme, Felipe VI ha dimostrato che non sarà un Juan Carlos II" (Le Figaro); il giovane re ha aperto il Palazzo ai collettivi gay, parla le altre lingue del regno, ha voluto un codice di condotta per la Famiglia Reale, ha aperto la Casa Reale ai social, nota sempre Le Figaro. L'omaggio ai repubblicani, nel giardino parigino "è un'immagine incongruente, impensabile in Juan Carlos" ha assicurato il quotidiano francese.

Poi c'è stato il successo di folla ai vari eventi a cui ha presenziato con Letizia, davvero perfetta e impeccabile nel suo ruolo di consorte. Ci sono stati i media di mezza Europa che hanno seguito con attenzione la visita. La cosa più bella, il rimpianto letto su elconfidencial.com, che ha bisogno di una premessa. Alla vigilia del viaggio in Francia, Felipe VI si è recato a Barcellona, per presenziare alla finale della Copa del Rey di calcio, tra Barcellona e Athletic Bilbao, le due squadre simbolo del nazionalismo catalano e basco, quelle che meno di tutte sopportano la presenza della Spagna alle proprie partite; il caso le ha volute finaliste e per di più a Barcellona. Si temevano fischi all'inno nazionale spagnolo e al Re, per questo, nei giorni precedenti, le autorità sportive avevano minacciato sanzioni. Ma non è servito: non appena è iniziata la Marcha Real, nel Camp Nou è partita una borata di fischi come mai prima, mentre Felipe VI manteneva sguardo ed espressione impassibili.

Finita la premessa, ecco il bel passaggio dell'articolo di Javier Caraballo su elconfidencial.com: "Il fatto è che qui nessuno è capace di pronunciare davanti ai Reali di Spagna un discorsocome quello del sindaco di Parigi, Ana di Cadice, Anne di Parigi, per la paura sicura di essere considerato un pericoloso fuori dal mondo. Non esiste qui quella 'repubblicanta educata nel ricordo dei repubblicani', che parla del passato senza rancore, con orgoglio; che sia capace di elogiare la Spagna senza complessi; per quello che abbiamo ottenuto, per quello che abbiamo superato. Nessuno è capace di vedere nel Re non una persona, non un erede, non una circostanza o un momento, ma un simbolo di noi, di quello che ci uinsce. Guardare oltre, guardare indietro. Che non so cosa ho sentito ieri, ma Felipe VI è dovuto andare in Francia per sentirsi Re di Spagna, senza che nessuno lo fischi".



domenica 7 giugno 2015

Letizia di Spagna seduce Parigi, con la moda made in Spain

Il viaggio di Felipe e Letizia di Spagna in Francia, la prima visita ufficiale all'estero dei nuovi sovrani spagnoli, è terminato da alcuni giorni, ma la sua eco non si è ancora spenta sui media. Il successo dei Reali a Parigi è stato chiaro e ha sorpreso gli spagnoli, abituati a criticare la propria Monarchia e abbastanza inconsapevoli della sua popolarità all'estero.

I sovrani sono stati accolti da François Hollande con tutti gli onori, suscitando anche qualche curiosità divertita. Per il loro arrivo a Parigi, infatti, per non lasciare da sola la regina, il Presidente francese, ufficialmente single, anche se notoriamente legato all'attrice Julie Gayet, ha chiamato il Ministro dell'Ambiente Ségolène Royal, che ha fatto gli onori di casa e ha accompagnato Letizia. Royal è l'ex compagna di Hollande e madre dei suoi quattro figli, la sua inedita presenza accanto a Hollande ha suscitato molta curiosità, ma è stata anche un'attenzione e una premura per Letizia, altrimenti da sola e più decorativa che mai, accanto al marito.


E a proposito di donne decorative. Letizia ha letteralmente sedotto Parigi, con i suoi outfit, con la sua eleganza, in larga parte made in Spain, con i suoi comportamenti discreti, accanto al marito. La regina ha finalmente accettato che la sua figura è soprattutto decorativa e ha dato il meglio di sé per essere impeccabile e ammirevole, assicurano i media spagnoli. Il suo viaggio francese è stato curato nei minimi dettagli e testimonia come non sia affatto vero che Letizia non sia interessata alla moda e che voglia solo essere, semplicemente, corretta (Vanity Fair España dixit). Non solo. Da alcune settimane c'è accanto a lei una consulente d'immagine, la 33enne Eva Fernández, che per questo nuovo incarico ha lasciato quello di stilista senior dell'edizione spagnola di Cosmopolitan. "Le due coincidono nello scommettere per uno stile moderno, femminile, semplice ed elegante, anche se, di tanto in tanto, piace loro completare il look con un tocco più audace" ha scritto Crónica di El Mundo. C'è già lo zampino di Eva, nei sofisticati look francesi di Letizia?


Bisogna dire che la regina deve sentire molto il peso della fama del gusto parigino ed è in Francia, più che negli altri Paesi, che ha presentato i suoi migliori look. Ricordate i viaggi di presentazione che i nuovi sovrani hanno compiuto la scorsa estate tra Monarchie e Repubbliche spagnole? L'outfit più sofisticato e di maggore impatto, Letizia lo ha presentato a Parigi, con un vestito dell'inseparabile Felipe Varela. E anche in questo primo viaggio ufficiale all'estero, Letizia è apparsa sofisticata ed elegante, ma fedele al suo stile minimal, che incanta i francesi. C'è stato ancora una volta molto spazio per Felipe Varela, autore del tailleur con cui è arrivata a Parigi, di un tailleur bianco e oro, con cui ha inaugurato i Giardini in onore dei militanti della Nueve, dello splendido vestito bordeaux della cena di gala. Pochissimi i gioielli, anch'essi minimal e dalle linee pulite. Molto made in Spain, per la regina spagnola, non solo Felipe Varela, ma anche Adolfo Dominguez, Nina Ricci e Carolina Herrera (appartenenti al gruppo spagnolo Puig), Mango e, per le scarpe, Magrit; nel suo guardaroba, però, c'è posto anche per il tedesco Hugo Boss e da qualche tempo, grazie all'astuto uso dei marchi di Puig, i suoi orizzonti si sono allargati, senza perdere un occhio privilegiato per il made in Spain. La mescolanza tra alta moda e low cost è sempre stata una delle caratteristiche non solo di Letizia, ma di quasi tutte le principesse e regine delle nuove generazioni (basti pensare all'uso che Kate Middleton fa di Zara). Nella regina spagnola si nota anche nell'uso degli accessori.


Letizia non ama i gioielli, questo è chiaro e noto, ma questo suo disinteresse per lo scrigno della Casa Reale, apre nuove prospettive. Si potrebbe dire che la regina è la migliore ambasciatrice dei marchi dell'alta bigiotteria spagnola, a cominciare da Tous, uno dei marchi più mediatci, per la sua capacità di tessere legami con le personalità più note (Eugenia Martinez de Irujo, figlia della Duchessa d'Alba, firma una delle loro collezioni). Negli outfits francesi di Letizia c'è stato spazio per Tous e anche per Folli Follie, un marchio greco che non aveva usato prima e che però era già noto al ramo greco della Famiglia Reale, avendo sia la regina Sofia che la principessa Irene già usato collane e braccialetti del marchio.

Il re ha sedotto i francesi con i suoi discorsi, con i valori che ha difeso e con la sua aitanza (si tornerà a parlare di questo, perché il successo di Felipe VI è degno di nota), la regina li ha affascinati con la sua eleganza e con la cura dei dettagli. Avendo accettato il ruolo decorativo che le toccava, e avendolo preso sul serio, è stata la migliore ambasciatrice che il made in Spain potesse aspettarsi. La prova? I suoi look sono finiti sulle Home Page dei media italiani, tedeschi e britannici (non cito i francesi e gli spagnoli perché è ovvio che le abbiano dedicato ampio spazio), così italiani, tedeschi e britannici hanno saputo che i Reali spagnoli erano in visita ufficiale in Francia. Potremmo discutere se sia giusto o corretto che si parli di una visita Reale dall'alto valore simbolico per i look della regina e non per i discorsi e i valori promossi dal re. Di questo difficile equilibrio che Felipe e Letizia stanno cercando, tra la curiosità frivola dei media e il ruolo costituzionale dell'istituzione, racconto nell'ebook Felipe e Letizia – Un anno sul trono di Spagna, in vendita dalla prossima settimana, per celebrare il primo anniversario dalla loro ascesa al trono.


martedì 2 giugno 2015

Un anno fa, l'abdicazione di re Juan Carlos: il racconto nel mio ebook

Quando, la mattina del 2 giugno 2014, il Presidente del Governo Mariano Rajoy ha annunciato l'abdicazione di re Juan Carlos, è stato come un fulmine a ciel sereno. Nessuno se lo aspettava. O meglio, la notizia è arrivata a sorpresa, ma non è stata sorprendente in sé. Della necessità dell'abdicazione del Re si parlava da almeno un anno. Lo scandalo di corruzione che coinvolgeva la figlia Cristina e il marito Iñaki Urdangarín, le numerose operazioni chirurgiche, gli errori di comportamento, la crisi economico-politico-sociale del Paese avevano indebolito la figura di Juan Carlos e rischiavano di indebolire l'istituzione, provocando una crisi dalla soluzione imprevedibile.

Inizia così Felipe e Letizia – Un anno sul trono di Spagna, l'ebook che ho scritto per raccontare i venti di cambiamento portati da Felipe VI nella Monarchia spagnola. E' il mio primo ebook, è una sorta di coronamento di otto anni di Rotta a Sud Ovest, è la mia testimonianza di un evento storico. L'ho scritto con affetto, curando le fonti, le mie sensazioni in anni di frequentazioni spagnole, il racconto attraverso le parole dei media e delle persone incontrate. Riporto le cose apprese in questi anni, traduco integralmente i discorsi più importanti pronunciati da Juan Carlos e da Felipe, affinché siano chiari i loro punti di vista, racconto luci e ombre di personalità che non sono così perfette come le raccontano i media e neanche così mediocri come le descrivono i detrattori. E' un lavoro che mi ha preso per vari mesi, che spero che incontri l'interesse di chi ama la Spagna e di chi è incuriosito dalla sua Monarchia.

Un anno fa a oggi ero impegnatissima a raccontare l'inaspettata, ma non sorprendente, abdicazione di re Juan Carlos. E come sempre accade, davanti a eventi storici di questa portata sentivo la sottile eccitazione che si sente al raccontare qualcosa di indimenticabile, cercando di capire e di spiegare le possibili conseguenze e, soprattutto, ascoltando le emozioni degli spagnoli.

Un anno dopo, Juan Carlos approfitta del nuovo ruolo di pensionato di lusso per viaggiare, per frequentare gli amici e per provare i migliori ristoranti spagnoli. Praticamente sparito di scena, il re emerito finisce sui giornali solo perché viene fotografato in qualche ristorante gourmet basco o catalano, con l'ormai inseparabile bastone e con un sorriso per chi lo avvicina chiedendogli una foto. Di tanto in tanto si fa vedere a qualche corrida, magari con Elena, l'unica dei tre figli che ha preso questa passione borbonica per los toros.

Il suo obiettivo era lasciare tutto il protagonismo a Felipe VI, affinché potesse consolidare il suo Regno, ed è stato fedele a questa promessa: nessuna intervista, in questi mesi, e una lealtà indiscutibile al nuovo Re, che rappresenta nelle cerimonie di insediamento dei Capi di Stato latinoamericani.

In questa sua nuova vita, Juan Carlos ha messo fine, in modo finalmente chiaro, anche al matrimonio con Sofia. La regina emerita ha un'agenda più intensa di quella del marito ed è probabilmente quella che ha sofferto di più per il secondo piano seguito all'abdicazione (ma sempre in modo molto discreto, senza mai togliere il protagonismo alla nuova sovrana e, anzi, sostenendola tutte le volte che ne ha avuto occasione). Da anni fanno vite separate, ma adesso la fine del loro matrimonio è ancora più eclatante: in un anno si sono visti insieme pubblicamente solo un paio di volte, il giorno della proclamazione di Felipe, sul balcone di Palazzo Reale, e alla Prima Comunione della Principessa Leonor, poche settimane fa.

In Felipe e Letizia – Un anno sul trono di Spagna, che uscirà alla vigilia del primo anniversario della proclamazione di Felipe VI, potrete leggere anche il racconto dell'abdicazione di Juan Carlos: le numerose ragioni che hanno causato le dimissioni, il quadro 'shakespeariano' in cui l'abdicazione è avvenuta, le diffidenze e i sospetti tra gli stessi membri della Famiglia Reale, con una certa insofferenza tra Juan Carlos e Letizia, il ruolo di Corinna zu Sayn-Wittgenstein, l'amante tedesca che re Juan Carlos sognava di sposare e trasformare in principessa. Stay tuned!


martedì 6 gennaio 2015

Papa Francesco, Felipe e Letizia, i più amati di Spagna

Solo papa Francesco fa meglio di Felipe e Letizia nell'ultimo sondaggio 2014 di Metroscopia per El Pais. 10 personalità, spagnole e straniere, sono state sottoposte alla valutazione degli intervistati e il risultato è che il più apprezzato di tutti è Francesco, con l'81% di approvazione e il 17% di disapprovazione (il saldo è +64). Dietro di lui, Felipe VI, con un 70% di approvazione e un 21% di insoddisfazione (+49), e Letizia, con 67% e 23% (+44). El Pais propone il risultato anche in base alle simpatie politiche degli intervistati, così Felipe piace al 91% di chi vota PP, al 77% degli elettori del PSOE e al 13% di quelli di Podemos, mentre Letizia ottiene il sì dell'85%, del 68% e dell'11% degli elettori di PP, PSOE e Podemos.

Dopo sei mesi di regno, dunque, Felipe continua ad alti livelli di popolarità (il 19 giugno 2014, quando si è insediato, il 59% degli spagnoli si sentiva sicuro con il nuovo re). Il sondaggio dice cose interessanti, al di là della popolarità dei sovrani e del papa (mai, a proposito, un papa era stato così popolare in Spagna, riporta il quotidiano). A parte i sovrani, le personalità sottoposte a giudizio degli spagnoli erano tutte straniere e gli unici ad ottenere un saldo positivo, cioè una popolarità maggiore dell'impopolarità, sono stati Barack Obama e Ban Ki Moon, Segretario Generale dell'ONU. Per i leaders europei è stata una disfatta: saldo negativo per Juncker, neopresidente della Commissione Europea (ma per anni presidente dell'Eurogruppo, che ha permesso le devastazioni della troika in Grecia, Portogallo e Spagna), per Matteo Renzi e per Angela Merkel, che, visto quello che si dice di lei, se la cava con poco (-13), considerando come è andata a Hollande (-18) e, soprattutto, a Putin (-58).

Dato il livello di antiamericanismo degli spagnoli, tra i più antiamericani che ci siano in Europa, il fatto che il Presidente degli USA sia apprezzato più dei leaders europei dice molto dei danni che l'UE si è autoinflitta con questa fallimentare gestione della crisi economica.



venerdì 19 dicembre 2014

Sei mesi di Felipe e Letizia sul trono di Spagna

Sei mesi fa, Felipe VI apriva il suo nuovo regno con una sobria cerimonia di insediamento, in una Madrid più affollata di quanto immaginato, ma ancora guardinga e diffidente, nei confronti del giovane Re. Non sono i sei mesi che hanno cambiato la Spagna, però sì che hanno cambiato la percezione della Monarchia e che le hanno dato una nuova credibilità.

Ci sono stati i viaggi di presentazione ai Capi di Stato più importanti d'Europa (compreso il Marocco, che non è Europa, ma che per la Spagna è come se lo fosse, visti gli storici legami culturali e gli evidenti vincoli geografici), ci sono state le numerose visite nella Spagna interior, per incoraggiare e sostenere attività e dialogo, l'idea di una Spagna moderna che potrà superare la crisi solo se saprà avere fiducia in se stessa, nelle proprie potenzialità e nel proprio futuro; ci sono stati i cambiamenti imposti alla Monarchia, da una contabilità più trasparente a un codice etico più rigoroso.

Accanto al Re c'è una giovane regina dinamica ed elegante, che si impegna per la Cultura, l'Educazione e la Sanità, che vuole essere il volto gentile dell'istituzione, che ha guadagnato molta popolarità, ma che non riesce ancora a convincere del tutto, a causa della passione per le operazioni estetiche e per gli orari da funzionario pubblico. Insieme hanno dimostrato di essere una squadra complementare, che ha una stessa idea della Monarchia e della Spagna. Se Juan Carlos e Sofia avevano stupito il mondo degli anni 70, con la loro gioventù e il loro coraggio, Felipe e Letizia si inseriscono perfettamente nei valori portati dai nuovi sovrani, saliti al trono negli ultimi anni: una Monarchia sobria, sottoposta ai vincoli del Parlamento, trasparente, con una Famiglia Reale presente, attenta e sensibile, per mostrare l'utilità dell'Istituzione. Felipe non è solo e non conta solo su Letizia. In queste ultime settimane hanno avuto un certo protagonismo anche Juan Carlos e Sofia, los Reyes eméritos, come li chiamano in Spagna per distinguerli dai sovrani regnanti: ci sono state settimane in cui Sofia ha avuto più atti pubblici di Letizia, recentemente re Juan Carlos ha ricevuto il Premio Tiepolo, con cui si sono riconosciuti i suoi legami con l'Italia e lui ha scherzato sui vantaggi della 'pensione'. Anche l'Infanta Elena di tanto in tanto appare in rappresentanza del fratello, pur non essendo più parte della Famiglia Reale, ma appartenendo 'solo' alla Famiglia del Re.

Sei mesi da sovrano, sei mesi di cambiamenti che danno una nuova direzione. L'ultimo è di ieri, giusto alla vigilia dei primi sei mesi da sovrani. Felipe e Letizia hanno reso noto il biglietto d'auguri che invieranno alle istituzioni, in occasione delle Feste di fine anno. Nessuna foto familiare, sorridente e affettuosa, come usavano in passato. Questa volta hanno scelto due foto del giorno dell'insediamento, una è stata scattata all'uscita dal Congreso de los Diputados e si vedono i Reali con le loro due bambine, la Principessa Leonor e l'Infanta Sofia, l'altra mostra Felipe e Letizia di spalle, mentre dal balcone del Palazzo Reale salutano la folla nella plaza de Oriente. Da anni Juan Carlos e Sofia avevano abbandonato le immagini familiari dei nipotini e ogni anno sceglievano un'opera del Patrimonio Nacional legata al Natale. Felipe ha voluto invece riaffermare la regalità del proprio ruolo, l'orgoglio del nuovo Capo di Stato, la consapevolezza che inizia una nuova tappa per la Spagna. Anche a Natale. L'attesa per il suo primo discorso di Natale non fa che aumentare, bisogna ammetterlo.



martedì 9 dicembre 2014

Chiesti 19 anni di carcere per Iñaki Urdangarin. Salva l'Infanta

La Procura Anti Corruzione di Palma di Maiorca ha rinviato a giudizio Iñaki Urdangarin e ha salvato l'Infanta Cristina. Per il Duca di Palma chiede 19 anni e mezzo di carcere, per il suo socio Diego Torres 16 anni e mezzo; il totale degli anni richiesti, per i 14 imputati, è di 103 anni. Sono richieste severissime, arrivate sul tavolo del giudice istruttore José Castro dal Procuratore Pedro Horrach. Del resto, Iñaki per il quale sono state richieste le pene più alte, è già stato ampiamente condannato dai media e, di conseguenza, dall'opinione pubblica, ancora prima di qualunque processo. E sarà molto difficile per l'opinione pubblica accettare una sentenza che preveda un numero minore di anni di carcere: gli animi sono talmente esacerbati che non si parlerà di Giustizia, ma di favoritismo e difesa dei privilegi, all'essere Iñaki genero di re Juan Carlos. La linea sottile tra Giustizia, rancore, vendetta è molto sottile, in tutta questa fosca e losca vicenda.

Secondo Horrach, l'Instituto Noos era una struttura vuota di un contenuto reale, che i soci Urdangarin e Torres gestirono a loro piacimento, al servizio dei loro interessi commerciali (i due soci avrebbero così tradito anche la definizione di Noos, registrata come ente senza fine di lucro). Attraverso Noos, il Duca e il suo socio ottennero denaro pubblico, che poi trasferirono all'estero, utilizzando altre società mercantili di loro proprietà, tra cui Aizoon, di cui Iñaki era co-proprietario al 50% con la moglie Cristina. Ed è qui che iniziano i guai dell'Infanta: Cristina possedeva, e ha utilizzato anche per spese familiari, le carte di credito di Aizoon, e, secondo il giudice Castro non poteva non conoscere le attività illegali del marito. Non la pensa così Horrach, che sostiene non ci siano prove contro l'Infanta e che i sospetti contro di lei, non sostenuti da prove, la lasciano in una posizione indifesa. A Cristina potrebbe essere applicata da Castro la doctrina Botin, che evita il processo all'eventuale imputato in mancanza di accuse promosse dalla Procura (non vale che ci siano, come in questo caso, solo azioni promosse dalla società civile, nel caso di Cristina, dal sindacato di ultra destra Manos Limpias, impegnato a vederla andare a processo sin dall'inizio della vicenda). Horrach compie però un gesto polemico al salvare Cristina e ad accusare Ana Maria Tejeiro, la moglie di Diego Torres, di riciclaggio, chiedendo per lei una condanna di 3 anni: Ana Maria sapeva e Cristina no?

Per l'Infanta, Horrach ha chiesto una multa di 600mila euro, che il suo avvocato ha già fatto sapere sarà pagata 'immediatamente'; pena pecuniaria anche per Urdangarin, che dovrà versare 3,5 milioni di euro.

Il Duca di Palma è accusato di numerosi reati: malversazione, frode all'amministrazione, truffa, riciclaggio, evasione fiscale. Ma 19 anni sembrano essere tanti per un reato fiscale: "Sembra un reato di sangue, no?" è stato il commento a caldo del suo avvocato. Mentre in qualche forum qualcuno si chiedeva se, essendo queste le richieste per chi ha proposto alle autorità pubbliche servizi ed eventi a prezzi esagerati, l'ergastolo sarebbe la pena giusta per le autorità che quelle proposte hanno accettato. L'impressione che, nella durezza delle richieste, abbia contribuito anche l'essere Iñaki chi è, è difficile da scacciare.

Conosciute le richieste del fiscale, toccherà adesso a Castro decidere con quali richieste di pene rinviare a giudizio gli imputati. A causa di questo scandalo, che ha scosso le basi della Monarchia, causandole la più grave crisi da quando è stata ristabilita in Spagna, re Felipe VI ha vietato ai membri della Famiglia Reale di avere alcun lavoro al di là della rappresentanza istituzionale.

sabato 6 dicembre 2014

Felipe VI in auto con il presidente catalano: è la foto dell'anno in Spagna

Potrebbe essere la foto del giorno, come la considerano i media spagnoli oggi, ma anche la foto dell'anno, a testimoniare due dei grandi eventi della Spagna nel 2014 e a dare loro un nuovo significato: l'indipendentismo catalano, arrivato a sfidare le leggi spagnole con il referendum del 9 novembre 2014, e la nuova Monarchia, incarnata da Felipe VI, salito al trono sei mesi fa e disposto a gesti eclatanti per sostenere una "Spagna in cui c'è posto per tutti".

Ieri Felipe è andato per l'ennesima volta in Catalogna (la seconda da quando è Re) ed è stato a Martorell, per visitare uno stabilimento della Seat e celebrare i 30 anni dal lancio della prima Seat Ibiza. In Spagna la Seat, appartenente al gruppo Volkswagen, non è un marchio qualunque: non solo consente al Paese di essere uno dei maggiori fabbricanti d'auto del continente (sì anche più dell'Italia, che ormai ha abdicato anche questa vocazione), ma moltissimi giovani, tra cui lo stesso Felipe, hanno avuto come prima auto una Seat Ibiza e molte famiglie hanno iniziato il proprio cammino con un modello di questo marchio. La Seat è, insomma, una ragione d'orgoglio che appartiene all'immaginario collettivo.

Per raggiungere lo stabilimento il re ha guidato personalmente una Seat León e ha voluto fortemente accanto a sé Artur Mas, il presidente della Generalitat catalana, l'uomo che guida l'indipendentismo catalano, che ha firmato le autorizzazioni per il referendum del 9 novembre e che adesso si trova sotto inchiesta proprio per averlo autorizzato. Il significato simbolico e politico di questa scena, con tutte le fotografie conseguenti, non è sfuggito a nessuno (alla Moncloa lo avranno recepito?!).

Il Capo dello Stato visita la Catalogna e intrattiene un dialogo cordiale con il suo Presidente, che è anche il leader del movimento indipendentista. Il Presidente della Catalogna accompagna il Re di Spagna durante la visita a una delle più importanti realtà economiche della regione (e implicitamente ne riconosce l'autorità). Felipe continua a includere la Catalogna nei suoi progetti di Spagna (è il 'nostro' catalano, ogni volta che parla della lingua ufficiale della Regione), Mas continua ad avere interesse a dialogare con Madrid. E non passa inosservato che è Felipe, il Re, a guidare l'automobile, mentre Mas, il President, siede al suo fianco, come co-pilota, con un altrettanto evidente senso gerarchico che né Felipe né Mas hanno messo in discussione.

C'è un convitato di pietra, che nella mediocrità che sta dimostrando in questi anni, neanche si sentirà tirato in causa: Mariano Rajoy. E' a lui che toccherebbero i gesti di inclusione, di ascolto e di dialogo che invece sta interpretando il Re. E' Mariano Rajoy, che, visti i risultati del referendum, per quanto illegale, avrebbe dovuto compiere gesti di comprensione e rispetto verso i catalani e avviare un dialogo con le autorità di Barcellona, invece di mandargli i giudici e di continuare a ignorare le istanze della società catalana. Non è con l'immobilità del rispetto cieco della Costituzione che si trattiene la Catalogna e che si conquista la stima dei catalani, ma è con l'ascolto e con la capacità di saper adeguare le leggi comuni e persino la Costituzione ai nuovi tempi.

"Il nostro re, lo è di tutti, anche, almeno per il momento, di Mas e di altri che non lo vogliono, ha dimostrato con quest'incontro saggezza e buon giudizio" scrive Ángel F. Fermoselle su elmundo.es "Speriamo che quelli che si mantengono, per inflessibilità o incapacità, lontano dall'assioma essenziale della necessità di comunicazione con chi pensa in modo diverso, abbiano capito che questo divorzio a cui vuole condurci il Govern, forse, solo forse, può ancora sottoporsi con successo all'ultima terapia di coppia o, meglio, di Paesi. Risulta del tutto evidente che le pretese del presidente catalano e quelle del Capo di Stato sono diverse nell'essenziale: è evidente che pretendere d trovare un felice punto d'incontro tra le aspirazioni di entrambi sembra un'impresa erculea e di risultato improbabile. Ma, in un tempo in cui in politica il dibattito è concentrato su quale partito conta più casi di corruzione; o su chi tradisce di più le promesse elettorali; o su chi è più intransigente sulle necessità dei cittadini, bisogna ringraziare e applaudire per quest'incontro tra i due statisti. L'immagine di Felipe VI e Artur Mas insieme produce l'effetto contrario di quello che provoca quasi tutto quello che riguarda il conflitto dell'indipendentismo catalano; invece di dividere offre speranza; invece di contribuire al rumore assordante di un dialogo che non esiste, promuove la concordia e la ricerca di criteri comuni, che risultino vantaggiosi per tutti. Da quando è salito al trono, Felipe sta spiegando un'indovinata serie di virtù politich eche molti non sospettavano possedesse".

Come cambiano la percezione delle cose, un gesto o una foto. Quanto sa dire un giovane Re, con un solo gesto, a un vecchio Capo di Governo inflessibile per mediocrità, incapace di interpretare i nuovi tempi e di disegnare la Spagna che il XXI secolo esige.



venerdì 5 dicembre 2014

Il nuovo codice di Felipe VI: no ai regali costosi per la Famiglia Reale spagnola

L'operazione trasparenza e rigore della Monarchia, promessa da Re Felipe VI, prosegue e stavolta investe i regali che i membri della Famiglia Reale possono ricevere e accettare. Secondo il nuovo codice adottato dalla Zarzuela, i membri della Famiglia Reale non accetteranno per sé regali che superino gli usi abituali, sociali o di cortesia, né accetteranno favori o servizi in condizioni vantaggiose, che possano condizionarli nelle loro funzioni. C'è anche una distinzione tra i regali personali e quelli istituzionali: questi ultimi saranno destinati al Patrimonio Nacional, che gestisce buona parte dei palazzi, con relativo arredamento, in cui si muove la Famiglia Reale.

Dure le regole anche sui tipi di regali che possono essere accettati: non devono avere un alto valore economico, un fine o un interesse commerciale che possa mettere in pericolo la dignità della funzione istituzionale. Insomma, sarà difficile che Felipe VI possa accettare uno yacht come il Fortuna, regalato a Juan Carlos da vari imprenditori maiorchini, per 'ringraziarlo' delle vacanze della Famiglia Reale nelle Baleari. La scelta di Felipe tiene probabilmente conto di tutte le critiche suscitate dalla propensione di Juan Carlos a farsi regalare ciò che non poteva permettersi da sovrano, un atteggiamento che in questi anni di crisi gli è costato critiche e impopolarità.

Il nuovo codice impone anche il rifiuto di certi privilegi, che possono essere interpretati con durezza dai cittadini: vietato accettare prestiti senza interessi o con interessi inferiori a quelli di mercato e tantomeno regali di denaro. Tutti i regali saranno registrati e una commissione stabilirà se sono istituzionali o personali; nel caso in cui i regali non possano essere considerati istituzionali ed eccedano l'uso personale, verranno ceduti o al Patrimonio Nacional o a entità senza fini di lucro. La lista dei regali ricevuti verrà pubblicata nel sito della Casa Reale ogni anno e comprenderà descrizione, destinazione e nome di chi l'ha regalato.

La Famiglia Reale, cioè i sovrani, le loro figlie e i sovrani emeriti, dovranno rispettare queste regole, ma non la Famiglia del Re, cioè le sue sorelle, i suoi nipoti, gli zii e le persone che appartengono al suo intorno familiare più largo. Una scelta comprensibile, perché è la Famiglia Reale che ha avuto o avrà un ruolo istituzionale, ma il fatto che non riguardi anche Elena e Cristina, le sorelle di Juan Carlos e i loro discendenti più vicini potrebbe essere fonte anche di qualche imbarazzo.

Il nuovo codice esige comportamento esemplare anche al personale che lavora alla Zarzuela. E' evidente il tentativo di Felipe VI di portare la Monarchia spagnola verso modelli più moderni, che rendono conto ai cittadini di ogni attività e che rendono pubbliche tutte le spese. E' la trasparenza che aveva promesso per far sentire la Monarchia più vicina ai cittadini: "La Corona deve cercare la vicinanza con i cittadini, saper conquistare continuamente la loro stima, il loro rispetto e la loro fiducia; e per questo, deve vegliare sulla dignità dell'istituzione, preservare il suo prestigio e osservare un comportamento integro, onesto e trasparente, come corrisponde alla sua funzione istituzionale e alla sua responsabilità sociale. Perché solo così si sarà guadagnata l'autorità morale per esercitare le proprie funzioni. Oggi più che mai i cittadini chiedono, con tutta la ragione,c he i principi morali ed etici ispirino, e la esemplarità guidi, la nostra vita pubblica. E il Re, alla guida dello Stato, dev'essere non solo un riferimento, ma anche un servitore di questa giusta e legittima esigenza di tutti i cittadini" aveva detto il sovrano nel suo discorso di insediamento.

martedì 2 dicembre 2014

Il gelo di Berlino, per Felipe e Letizia di Spagna

L'ultimo viaggio di presentazione del 2014 di Felipe e Letizia di Spagna è stato in Germania. Ieri, in una Berlino gelida, grigia e, come sempre, fascinosa, hanno incontrato il presidente Joachim Gauck e le altre autorità del Paese, compresa una sorridente Cancelliera Angela Merkel. Su Twitter, la Casa Reale ha pubblicato anche le immagini del ricevimento all'Ambasciata di Spagna, dove i giovani sovrani (non dimentichiamo che Felipe è il Capo di Stato più giovane d'Europa) hanno incontrato i rappresentanti della società civile tedesca. C'erano il sindaco di Berlino Klaus Wowereit, senza il marito, il portavoce del Governo Steffen Seibert, l'imprenditrice Liz Mohn, considerata la donna più potente della Germania dopo Angela Merkel, a capo dell'impero editoriale dei Bertelsmann. Quasi scontata la presenza di Daniel Brühl, il protagonista di Bye-bye Lenin, amatissimo in Spagna anche per la madre catalana e per la disinvoltura con cui parla lo spagnolo; tra gli altri volti popolari dell'entertainment tedesco, il regista Wim Wenders e la conduttrice televisiva Sabine Christiansen. Per Felipe e Letizia è stata una presa di contatto con la realtà tedesca e un'occasione per farsi conoscere al di là delle immagini dei media (la stampa popolare tedesca è con la francese quella che segue con maggiore costanza le vicende della monarchia spagnola e ha una particolare passione per la regina).

A Berlino, Felipe ha chiesto che tutti i Paesi dell'Unione Europea si impegnino in una crescita sostenibile, per ridare fiducia ai cittadini nelle istituzioni europee, e ha sottolineato i buoni rapporti tra Spagna e Germania; da parte sua il presidente Gauck ha ricordato il contributo degli oltre 130mila spagnoli immigrati all'economica tedesca. I rapporti tra i due Paesi sono solidi e l'arrivo dei nuovi sovrani è stato seguito con curiosità dai media. Abituati a leggere di Letizia e della sua eleganza sui loro rotocalchi, i tedeschi sembrano interessati al nuovo capitolo che la Monarchia spagnola ha aperto con l'abdicazione di Juan Carlos. Felipe e Letizia sono descritti estranei agli scandali, giovani, belli e vicini agli spagnoli nei loro primi atti ufficiali.

Anche a Berlino hanno colpito per la loro attenzione alla società tedesca e Letizia non ha deluso i media locali, presentandosi con un look firmato da Hugo Boss, marchio tedesco di cui è ultimamente una aficionada; giacca nera, già vista a Vienna nel suo primo viaggio ufficiale in solitario da regina, gonna in fantasia bianco e nera e camicetta bianca, non erano sufficienti per ripararla dal gelo di Berlino, la cui temperatura sfiorava ieri lo 0, così la regina ha indossato un bel cappotto rosso, con una soffice sciarpa dello stesso colore. Un abbinamento che ha conquistato non solo i media tedeschi, ma anche gli osservatori spagnoli. Ma, nonostante cappotto e sciarpa, ieri sia Letizia che Daniela Schadt, la first girlfriend tedesca (Glauck è ancora sposato con Gerhild Gauck, nonostante viva da una quindicina d'anni con Daniela), sono apparse intirizzite dal freddo (quando tira il vento gelido da Oriente c'è poco da fare). Il presidente e il re avevano l'aria di resistere meglio al gelo di Berlino (ma è pure vero che non indossano gonna e scarpine con i tacchi, che sono un'altra cosa, quando si tratta di sfidare il gelo).

Le fotografie di Felipe e Letizia a Berlino, dal web spagnolo. Per i più curiosi, su youtube il video della diretta del canale tedesco Phoenix per l'arrivo dei Reali alla residenza del Presidente della Repubblica (il video dura 12 minuti, Felipe e Letizia arrivano intorno al minuto 6, il resto sono conversazioni, osservazioni e analisi dei due giornalisti che commentano la visita di presentazione, peccato non capire il tedesco...).



 

giovedì 20 novembre 2014

Felipe e Letizia di Spagna conquistano (anche) Roma

Posso dirlo? Non reggo chi riduce le monarchie alla lunghezza delle gonne delle principesse/regine e che dà tutto il protagonismo alle consorti, dimenticando che chi importa è chi porta il titolo per sangue. Mi è venuto in mente in questi giorni, al leggere i media italiani e i forum in qualunque lingua (spazio dall'inglese allo spagnolo all'italiano), specializzati in Famiglie Reali.

Felipe e Letizia di Spagna sono stati molto all'estero, nelle ultime settimane, in visita ufficiale in Lussemburgo, Belgio e Italia (l'1 e 2 dicembre saranno in Germania), per presentarsi alle autorità locali come nuovi sovrani di Spagna. Cosa resta di quei viaggi? Le discussioni e le liti sugli outfit della regina Letizia. E' una delle ragioni per cui ho praticamente smesso di scrivere su Rotta a Sud Ovest: racconti cosa succede in Spagna, la crisi economica, le disuguaglianze sociali, le pretese indipendentiste della Catalogna, persino il discorso di insediamento del nuovo re, ti filano gli aficionados (gracias, chicos!). Scrivi che Letizia Ortiz aveva la gonna un po' troppo corta o che il suo ultimo outfit lasciava un po' a desiderare e vai, raddoppiano gli ingressi e il post è subito tra i più letti della settimana. Deprimente: adesso che Rotta a Sud Ovest mi occupa meno posso dirlo. Deprimente ridurre un'istituzione e una regina, siano o meno simpatiche, agli outfit (tutti esperti di moda e di protocollo i criticoni, poi!).

La visita alle autorità italiane è coincisa con il quinto mese dall'ascesa al trono di Felipe (era il 19 giugno) e il re spagnolo era decisamente allegro durante la visita romana, magari anche per questa coincidenza (forse) casuale. Un video di EFE, su youtube, sostiene che il Re è il miglior ufficio stampa di se stesso, perché, all'uscita da Palazzo Chigi, ha gestito l''assalto' di un giornalista italiano senza perdere la calma e dicendogli che ama l'Italia ed è sempre felice di tornarci, visti i profondi legami familiari con il Paese; in un altro video lo si vede allargare le braccia divertito (ma è stata tagliata la risposta, perché?!), quando Matteo Renzi ha la bella idea di chiedergli, in italiano, come sia possibile tifare per l'Atlético, essendo membro della Famiglia Reale (è provato che gli uomini finiscono sempre a parlare di calcio...).

Questi primi cinque mesi sono stati densi di eventi e cambiamenti. Si sono intuiti sin dal primo discorso di Felipe, che vagheggiava "una Spagna in cui c'è posto per tutti" e in cui parlava del catalano come di "una delle nostre lingue” (e ha insistito con questo concetto in tutte le numerose visite in Catalogna: il nostro catalano, ha sempre detto, annullando qualunque contrapposizione, chissà quanto apprezzato dal Governo centrale di Mariano Rajoy e da quello catalano di Artur Mas). Nei loro primi mesi di regno, Felipe e Letizia hanno frequentato artisti, atleti e collettivi gay, che non si erano mai visti prima a Palazzo; si sono fatti vedere spesso nella notte di Madrid, a cinema e nei ristoranti; hanno introdotto miniconcerti di musica spagnola e del Paese ospite, nelle cene di gala delle visite di Stato; sono stati fotografati nell'AVE e hanno accettato i selfies, puntualmente finiti su Twitter. Sulle reti sociali, la Casa Reale informa praticamente in tempo reale delle loro attività anche con fotografie. Le riviste riportano sorprese che i nuovi sovrani hanno tacitamente abolito la riverenza, aborrita dalla regina, pur sempre di origini repubblicane e socialiste, e che la stessa Letizia ha chiesto ai collaboratori di darle del tu.

Nei suoi primi atti da regina, Letizia si è dedicata alla Cultura e alla Salute, due dei settori maggiormente devastati dai tagli del Governo (sarà un caso? sarà un messaggio? Mi piace la seconda ipotesi, ma chi lo sa), è apparsa più disinvolta e più sorridente, disposta ai selfies e alle battute (nella visita in Lussemburgo è stato lo stesso principe ereditario Guillaume a fotografare la regina spagnola tra i concittadini residenti nel Granducato, che le chiedevano una foto: es mejor que un selfie! ha commentato divertito in perfetto spagnolo, restituendo la macchina fotografica). Ha moltiplicato le apparizioni in solitario all'estero: da Principessa delle Asturie aveva viaggiato da sola all'estero solo due volte, entrambe in Svizzera e per meno di 24 ore; da regina, nelle ultime settimane è stata a Vienna per inaugurare una mostra su Diego Velázquez, a Lisbona per partecipare a una conferenza ispanoamericana sulle malattie rare, a Roma per intervenire alla conferenza della FAO sulla nutrizione. Ha conquistato Vienna con alcune parole in tedesco e un discorso in un inglese disinvolto, che su youtube ha superato in poco tempo le 400mila visite (dopo tanti anni in cui le leggende parlavano della sua scarsa conoscenza dell'inglese, gli spagnoli hanno voluto verificare personalmente); a Lisbona si è mossa disinvolta accanto alla first lady portoghese; a Roma ha conquistato i media con un discorso a braccio, che non ha però tradito il testo consegnato ai giornalisti, con cui ha sottolineato l'importanza dell'educazione delle donne, quasi ovunque responsabili dell'alimentazione della famiglia. Il discorso romano è stata la prima grande prova da regina di Letizia, al suo debutto in un vertice internazionale, ed è stata ampiamente superata grazie anche alle sue qualità di oratrice, perfezionate negli anni da giornalista televisiva.

Il risultato di questo impegno dei nuovi sovrani è un sondaggio lusinghiero, uscito su El Pais a fine ottobre (quanto ho aspettato questo sondaggio, al vedere il nuovo clima intorno ai sovrani!). La popolarità di Felipe e Letizia sbaraglia quella di qualunque politico: lui è al 64%, lei al 62%; la somma delle opinioni positive e negative dà +44 per lui e + 42 per lei (il presidente del Governo è a -63, il leader del PSOE a -17 e raggiunge la sufficienza, con un misero +1, solo il leader di Podemos, la formazione che potrebbe vincere le prossime elezioni). Il re e la regina si propongono come punto di riferimento per un Paese in crisi: l'impegno di Felipe per rendere l'istituzione più trasparente, più rigorosa, più incorruttibile, la nuova immagine di Letizia, più disponibile, più sorridente, più complice, fanno pensare che la Monarchia sia la stabilità, il punto fermo, mentre tutte le certezze della Transición stanno crollando e una nuova generazione di leaders, appena 40enni, si affaccia alla ribalta (sarà davvero Podemos l'alternativa al bipartitismo?).

All'abdicazione di re Juan Carlos, i media già si immaginavano la Spagna prossima alla Repubblica e davano largo spazio alle manifestazioni repubblicane (mai davvero affollate), dimenticando che la Spagna non è monarchica, ma ha una pessima esperienza con la Repubblica. Anche lo spagnolo più repubblicano al momento del dunque ricorda che, in fondo, con la Monarchia juancarlista si è vissuto il momento di pace e prosperità più lungo della storia recente (non lasciatevi ingannare dalla furia con cui gli spagnoli difendono a parole la Repubblica, è quando si chiede loro del referendum che, soprattutto le generazioni più anziane, tentennano e si tengono stretta la Monarchia).

Felipe e Letizia sono giovani, stanno facendo un lavoro intenso, appaiono come una squadra affiatata, non si lesinano i gesti di affetto, che suscitano simpatia e applausi a scena aperta (è stato bello nel Teatro Campoamor, a Oviedo, quando Felipe ha annunciato emozionato che erano convocati, per la prima volta, i "Premi Principe de Asturias" invece di "Princesa de Asturias", il nuovo nome in onore di Leonor; tutti hanno sorriso, lui per primo, appena accortosi dell'errore, '"l'abitudine" si è giustificato, e Letizia gli ha regalato un bacio e una carezza, con lo stesso slancio del bacio sul balcone di Palazzo Reale, il giorno dell'insediamento). E' successo anche a Roma, ieri, quando non si sono concessi una passeggiata, come hanno riportato i media, ma sono semplicemente andati a piedi da Palazzo Chigi a Montecitorio (dovevano prendere la macchina?!) e lo hanno fatto mano nella mano, chiacchierando e sorridendosi. Sono andati in un brodo di giuggiole Hola, LOC, vari forum e persino i pochi siti web italiani che hanno parlato della visita.

Ah, ieri Letizia indossava un completo in bianco e nero del solito Felipe Varela, già indossato altrove, e alla conferenza della FAO, stamattina, era in rosso, sempre by Felipe Varela, ma è poi così importante??

sabato 13 settembre 2014

El Pais: una fondazione (e nessun divorzio) per re Juan Carlos

Nelle ultime settimane la Repubblica e Oggi si sono scatenati. La prima ha assicurato che re Juan Carlos e la regina Sofia sono prossimi al divorzio. Il secondo che il re emerito sarebbe pronto a sposare Corinna zu Sayn-Wittgenstein, con cui vivrebbe già a Londra, una volta ottenuto il divorzio da Sofia. La stampa spagnola ha riportato le novità italiane, con una certa sorpresa, perché il divorzio dei sovrani, dopo 50 anni di matrimonio e con una separazione di fatto e ufficiosamente conosciuta dall'opinione pubblica da decenni, nessuno se lo aspetta, proprio adesso che Felipe VI inizia il suo regno e che ha, casomai, bisogno di sostegno dai genitori, più che di complicazioni
.
In Spagna riportano che, generalmente, Juan Carlos e Sofia utilizzano, rispettivamente, la stampa italiana e tedesca per far sapere agli spagnoli quello che i media iberici non possono dire. Come per saggiare la reazione dell'opinione pubblica di casa attraverso la stampa straniera. Sarà vero? Vero è che la Zarzuela ha risposto alle rivelazioni di Oggi e Repubblica con il silenzio. Fino a oggi.

El Pais presenta in prima pagina un articolo in cui rivela il futuro di Juan Carlos, a tre mesi dall'abdicazione. Dopo un'estate trascorsa a Madrid, per continuare i cicli di fisioterapia e rimettersi in forze e per riprendere le frequentazioni con gli amici di sempre (Juan Carlos si è visto varie volte a cena nei ristoranti madrileni intrattenuto in piacevoli compagnie e conversazioni), il re emerito sembra pronto per il futuro. Un futuro in cui, rivela il quotidiano madrileno, non sono previsti né divorzio, né nuovo matrimonio né pensionamento. Se le prime due opzioni negate non sorprendono, la terza incuriosisce. Juan Carlos, che "è orgoglioso del passo che ha fatto" con l'abdicazione, non ha la minima intenzione di ritirarsi: è lucido, è appassionato, sta recuperando le forze fisiche, non ha mai perso le energie mentali. Ma ha anche chiarissimo che il suo ruolo è cambiato e che non può, né vuole, interferire nel regno di Felipe. Il protagonismo che chiede e vuole è minimo, perché quello vero spetta al nuovo Capo di Stato.

Per tutta l'estate Juan Carlos avrebbe lavorato alla creazione di una Fondazione, di cui sarà presidente e che avrà nel proprio consiglio "importanti personalità". "Da settimane sta lavorando a una traccia di Costituzione, che, quando sarà pronta sottoporrà all'approvazione di don Felipe e anche del Governo di Mariano Rajoy. I negoziati stanno cominciando e si realizzano con grande discrezione". Tra i principali collaboratori del re c'è Rafael Spottorno, che è stato suo capo della Casa del Re. In tutte le riunioni che sono state tenute finora "il padre di Felipe VI si mostra molto ilusionado".

"E' stata tale la discrezione che non sono mancate le speculazioni sul conto. Che passava lunghi periodi a Londra, che non viveva più nel Palazzo della Zarzuela... E' stata la stampa italiana che negli ultimi giorni ha pubblicato i titoli più sorprendenti. Prima il prestigioso quotidiano la Repubblica e poi il settimanale Oggi hanno parlato apertamente di un possibile divorzio di don Juan Carlos da doña Sofia, dopo il quale si progettava il matrimonio con l'aristocratica tedesca Corinna zu Sayn-Wittgenstein" riassume El Pais. Per dare poi la propria versione dei fatti (made in Zarzuela?). "Ques'estate don Juan Carlos, oltre a dedicare tempo a preparare questa Fondazione che intende lanciare, ha avuto tempo per il riposo. Ha fatto un paio di viaggi all'estero che il suo circolo di amicizie più intimo non vuole illustrare. Lo ha fatto con amici e nei loro aerei privati. Adesso gli risulta più difficile muoversi perché non ha più a disposizione i Falcon. Ha anche passato molti giorni alla Zarzuela, dedicandosi alla sua riabilitazione".

Un lungo e paziente lavoro sul suo corpo che sta dando i primi risultati, anche se i medici, rivela El Pais, hanno già annunciato al re che non potrà più fare a meno del bastone. In queste ultime settimane si sono moltiplicate anche le apparizioni pubbliche di Juan Carlos. Lo si è visto a un paio di partite della Spagna al Mondiale di basket (ha assistitito anche alla storica sconfitta contro la Francia), è stato fotografato a Burgos, dove ha pranzato, fatto acquisti e posato pazientemente e sorridente per i selfies (regolarmente finiti nei social) di chi lo riconosceva e si avvicinava per salutarlo. Nel suo privato, Juan Carlos vede regolarmente Felipe ed Elena: con la primogenita esce, pranza e fa qualche scappata fuori città, con Felipe si vede alla Zarzuela e, assicura El Pais, il loro rapporto si è fatto più stretto da quando hano lavorato insieme alla preparazione dell'abdicazione. Il rapporto con Sofia è inesistente come sempre, vivono in due ali della Zarzuela e non si incontrano se non per atti ufficiali, anche se la loro relazione personale pare sia migliorata nell'ultimo periodo. Il rapporto con Corinna non è quello che raccontano i media italiani: "La loro amicizia, come lei stessa ha raccontato questa settimana dalla Settimana della Moda di New York, continua, anche se non è più quella che fu. Non si vedono da tempo, ma mantengono il contatto telefonico. Il Re uscente non si è ritirato del tutto dalla vita professionale, ma da questa relazione embra di sì" conclude El Pais. E poi, sia concesso aggiungerlo, Corinna sembra amare troppo il protagonismo per poter essere la discreta seconda moglie (eventualmente morganatica?) di un re emerito e per poter essere eventualmente apprezzata dagli spagnoli, al posto della paziente Sofia.


mercoledì 6 agosto 2014

La riapparizione di re Juan Carlos, al giuramento del presidente colombiano

Dov'è il re? Dov'è il re? E il re è finalmente riapparso, a oltre un mese dalla sua abdicazione. Re Juan Carlos è arrivato a Bogotà, per partecipare, il 7 agosto, alla cerimonia di insediamento di Juan Manuel Santos, il presidente riconfermato alle elezioni di maggio.

La Zarzuela aveva già ipotizzato nelle scorse settimane che Juan Carlos avrebbe rappresentato la Spagna agli insediamenti dei Presidenti latinoamericani, prendendo il posto di Felipe. Il re emerito, come adesso lo chiama parte della stampa spagnola, ha una fitta rete di rapporti personali con i dirigenti di Latinoamérica e persino Hugo Chavez vedeva in lui un punto di riferimento imprescindibile, arrivando a chiamarlo una volta, scherzosamente, 'il nostro re'. Del resto, molti latinoamericani parlano della Madrepatria, quando si riferiscono alla Spagna. Per Juan Carlos, questo ruolo latinoamericano è come un ritorno a casa, in fondo, alla grande politica internazionale, che lo appassiona, ai rapporti stretti con il subcontinente, che sono sempre stati uno dei suoi obiettivi.

Il re è tornato, dunque. Lo ha fatto scendendo le scale dell'aereo con l'inseparabile bastone, da cui continua a sperare di allontanarsi. E' stato ricevuto dal Ministro degli Esteri colombiano María Ángela Holguín, e per lui è stato preparato un ricco calendario di incontri non solo istituzionali ma anche social-economici. Avrà un incontro con Juan Manuel Santos, si riunirà con alcuni rappresentanti della colonia spagnola in Colombia, visiterà le installazioni di Wayra, una controllata di Telefónica, cenerà con i numerosi presidenti latinoamericani che parteciperanno all'insediamento di Santos (hanno già annunciato la loro presenza il messicano Enrique Peña Nieto, il guatemalteco Otto Pérez Molina, l'honduregno Juan Orlando Hernández, il panamense Juan Carlos Varela, l'ecuadoriano Rafael Correa, il venezuelano Nicolás Maduro, il peruviano Ollanta Humala, il paraguayano Horacio Cartes).

Re Juan Carlos si muove ancora con il bastone e, raccontano i media, il suo obiettivo è poter tornare a camminare in modo indipendente. I medici gli hanno assicurato che è possibile e lui non ha smesso di crederci, concentrando tutto il suo impegno, una volta lasciato il trono, sul recupero fisico. Se in queste settimane è letteralmente sparito di scena, tanto che 'dov'è Juan Carlos?' è diventata una delle domande preferite a ogni conversazione sulla Monarchia, si deve non solo al fatto che vuole dare il dovuto protagonismo al figlio Felipe. Ma anche al suo impegno per tornare in buona forma fisica: da solo, alla Zarzuela, si sottopone a lunghe sedute di lavoro fisioterapico, per lasciare finalmente il bastone. E' questa una delle ragioni, assicurano i royal watchers, per cui quest'anno non lo vedremo in vacanza a Palma di Maiorca.

Nella foto, dal web spagnolo, l'arrivo di re Juan Carlos a Bogotà.



martedì 5 agosto 2014

Che imbarazzo per Felipe e Letizia di Spagna, in posa per i fotografi a Palma!

Primo posado della Famiglia Reale spagnola, in vacanza a Palma di Maiorca. I sovrani hanno ripreso, dopo sette anni, una vecchia tradizione familiare: posare per fotografi e tv sulle scale di Marivent, dove la Famiglia Reale ha posato in passato con ospiti importanti come Carlo e Diana d'Inghilterra e i loro bambini.

E' stato un incontro con la stampa rapido, appena una decina di minuti e un po' imbarazzato: sia Felipe che Letizia, e non parliamo delle bambine, non sapevano bene cosa fare e cosa dire. Per cui le immagini che usciranno sui media ce li mostreranno ai piedi delle scale, vicini, con le figlie davanti, tutti sorridenti, cercando di dirsi qualcosa per apparire indaffarati, e poco di più.

Il re ha avuto il tempo di ringraziare Maiorca per l'ospitalità dei prossimi giorni, perché queste brevi vacanze sono come "acqua piovuta dal cielo"; un modo come un altro per fare la pace con l'arcipelago, dopo le figuracce dello scorso anno e l'evidente antipatia della nuova regina per Marivent. Ha fatto sapere che gli piacerebbe navigare, ma non è sicuro; ha assicurato che è piuttosto "complicato" che Leonor e Sofia possano fare un corso di vela, essendo già iniziati i corsi (nei giorni scorsi i cugini Marichalar e Urdangarin si sono visti con la regina Sofia al porto proprio per i corsi); ha promesso che tornerà a Maiorca tutti gli anni, anche se "è difficile prevedere il futuro".

Molti sorrisi, molto imbarazzo, abbigliamento informale, tutto in bianco per Felipe, con pantaloni di stampato gigante, come vuole la tendenza di quest'estate (ma già indossati in passato), per Letizia, vestiti uguali, anche se in colori diversi, per Leonor e Sofia. Impressionanti le donne di famiglia, con lo stesso taglio e lo stesso colore di capelli e quasi la stessa acconciatura. Le vacanze sono iniziate, vedremo se si lasceranno vedere in giro per Palma, magari in compagnia di Sofia e di Elena, anch'esse in città.

Le foto, dal web spagnolo (gallerie fotografiche su elperiodico.com, hola.com); su telecinco.es un breve video del posado.
 




mercoledì 23 luglio 2014

La regina Letizia rallenta sui tacchi, ma conquista Parigi (e a Londra la paragonano a Kate)

Benedetti architetti, che disegnano le città senza mai pensare ai tacchi delle ragazze, complicando loro la vita più del necessario.

L'ultima 'vittima' di pietre e acciottolati, è Letizia di Spagna. In visita ufficiale a Parigi, con Felipe VI, per presentarsi alle autorità francesi come nuovi sovrani di Spagna, la regina ha percorso più lentamente del marito (ma con una certa disinvoltura), il breve tratto di strada dall'auto fino alll'ingresso all'Assemblea Nazionale. La 'colpa' del suo rallentamento è stata degli altissimi tacchi dei sandali (dotati pure di piattaforma): Felipe l'ha preceduta, come prevede il protocollo, e Letizia, vistosamente indietro, è stata accompagnata da un assistente, con cui ha conversato disinvoltamente, fino a quando ha raggiunto il marito, sulle scale d'ingresso dell'Assemblea, per le foto di rito.

In Francia Letizia gioca in casa: i media adorano il suo stile minimal da sempre e la considerano una delle regine più eleganti del mondo. Lei non li ha delusi neanche stavolta, anche perché ha studiato tutto perfettamente, affinché il made in Spain non sfigurasse proprio nella città della moda. Il vestitino nuovo di Felipe Varela, con manica a tre quarti, gonna a ruota con ricami di seta e incrostazioni di organza, non poteva non affascinare i francesi, grazie alle linee pulite e al corpo snello della regina; anche gli accessori sono prodotti spagnoli, dai sandali di Magrit agli orecchini, nuovi, di Tous, uno dei più celebri marchi catalani di gioielleria. Lo chignon basso, il make-up intenso e l'atteggiamento sobrio e gentile hanno fatto il resto: la Spagna ha conquistato la Francia. E non solo.

La stampa britannica aveva già definito Letizia 'la regina più glamour del mondo', affascinata dal suo stile del giorno della proclamazione di Felipe VI. E adesso sembra parecchio colpita dalla regina spagnola, tanto da paragonarla sempre più spesso a Kate Middleton e da considerare la Duchessa perdente (non sarà che 'sta Kate, che non è bella, non ha carisma e nella sua vita non ha mai fatto niente, a parte aspettare la proposta di matrimonio, e che-facile-avere-un-bell'armadio-con-i-soldi-che-ha-lei, è una delle donne più sopravvalutate del mondo?!). Ha iniziato il Mirror, notando le similitudini tra le due, ha proseguito il Daily Mail, che dalla proclamazione di Felipe VI, nota oggi vanitatis.com, "sembra avere una certa ossessione con questo duello improvviso": l'ultimo dei quattro articoli su Letizia e Kate è un avvertimento alla Duchessa di Cambridge. Con la sua abilità nel riciclare il guardaroba, con il suo gusto per i gioielli, usati in modo meno conseratore di Kate, Letizia sta rubando alla britannica il trono dell'eleganza e anzi, "ci sono due o tre cose che Kate potrebbe imparare da Letizia". Chi lo avrebbe mai detto, poche settimane fa.

Su elmundo.es, che non permette l'embedded, il video dell'arrivo di Felipe e Letizia all'Assemblea Nazionale francese, con il rallentamento della regina sull'acciottolato.

Dal web, un'immagine dei sovrani spagnoli, accolti all'Eliseo da François Hollande.

domenica 20 luglio 2014

Letizia di Spagna: il successo del primo mese da regina

10 anni da Principessa delle Asturie e critiche di ogni tipo: le sue origini plebee, il carattere volitivo, le battute inadeguate, l'abbigliamento ai bordi del protocollo, le espressioni insofferenti. 10 anni da Principessa delle Asturie e tante perplessità: come potrà mai sostituire Sofia di Spagna, una giovanotta asturiana che non ha mai compiuto un viaggio ufficiale all'estero da sola, che non ha mai manifestato grande interesse per le cause della società spagnola, che si è appassionata soprattutto alla chirurgia estetica, che ha imposto le uscite notturne e solitarie con le amiche, per resistere alle pressioni della Zarzuela?

Letizia Ortiz Rocasolano è diventata regina consorte di Spagna un mese fa, il 19 giugno 2014, quando suo marito è stato proclamato Re nelle Cortes. E ha iniziato a stupire, favorevolmente, sin da quella storica giornata. Il suo semplicissimo soprabito bianco, appena impreziosito da un collo in pietre colorate, e, soprattutto, i suoi atteggiamenti e i suoi sorrisi hanno sorpreso un po' tutti quelli che hanno seguito la diretta televisiva. La si vedeva, sottile e impeccabile, sorridere radiosa alla folla, guidare teneramente le figlie, ascoltare attentamente il marito, incredibilmente protagonista, grazie al sorprendente secondo piano. In tanti, che in questi anni l'abbiamo osservata, raccontando le perplessità e i malumori che suscitava, ci siamo innamorati di lei per come si preoccupava per Leonor e Sofia, strappando anche qualche sorriso divertito. I nuovi sovrani scendevano dall'automobile che li aveva condotti da qualche parte? Ecco che Letizia correva immediatamente verso l'auto che li seguiva per accogliere con un sorriso Leonor e Sofia. Impossibile resisterle e non sorridere davanti a tanta premura materna.

La regina più glamour del mondo, l'ha proclamata la stampa britannica quello stesso giorno. E, un mese dopo, non si può non essere d'accordo. Si guardano le immagini, potenti, del cambiamento che Felipe e Letizia stanno imponendo alla Monarchia spagnola: il breve viaggio a Valladolid nell'AVE, il treno ad alta velocità, con lui in maniche di camicia e lei con un twin set dai colori vivaci, con i tablet e i notebook davanti a loro e con la regina che lavora come il re e non si limita a sorridere alla macchina fotografica della Zarzuela; l'atto militare a León, con il re in uniforme e la regina in pantaloni, come mai una regina spagnola era stata prima davanti all'Esercito, ma forse è ora di smettere di pensare che donna è necessariamente con la gonna, sembra essere il messaggio dalla Zarzuela. Sono piccoli segnali, che non lasciano indifferenti.

Per sé la regina ha scelto uno stile molto sobrio, il minimal chic che le è sempre stato caro negli anni da Principessa e che l'ha resa prediletta della stampa francese; continua a non utilizzare i gioielli, che non ha mai amato, per la disperazione dei fans delle pietre preziose; non ha tradito Felipe Varela, il suo sarto di riferimento in tutti questi anni, né Hugo Boss, entrato nel suo armadio da poco, ma in pianta stabile, e non ha dimenticato i marchi low-cost spagnoli, a cominciare dall'amatissimo Mango. La regina si è fatta ammirare nelle tre visite ufficiali compiute finora all'estero, in Vaticano, Portogallo e Marocco, con uno stile dalle linee pulite, ma in grado di reggere il confronto con quello magnifico e opulento di Lalla Salma, per esempio; ha convinto nelle prime apparizioni pubbliche in Spagna, da sola o accanto al re; è rimasto nel cuore il suo intervento a un atto della Croce Rossa, in cui, in disinvolto inglese, ha invitato un delegato filippino a chiamarla ancora Regina Felicità, perché le piace l'associazione, "suona bene". Sorride, stringe mani, partecipa ai selfies, si lascia amare, le piace quello che fa.

La regina più glamour del mondo. Un mese dopo viene da pensare, incredibilmente, che di tutte le nuove sovrane, è la migliore, la più vicina, la più apprezzabile. Non ha gli eccessi di Máxima dei Paesi Bassi, sempre troppo: troppo vistosa, troppo allegra, troppo sorridente, troppo esagerata, in una parola, inelegante. Non ha la dolcezza della bellissima Mathilde del Belgio, sempre impeccabile, sempre sorridente, sempre così perfetta da far temere la confusione con la docilità. Letizia non è né inelegante né docile, lo ha dimostrato negli anni da principessa, lo sta dimostrando in queste prime settimane da Regina. E' rimasta fedele a se stessa e alle proprie convinzioni, se si parla di outfit, ha saputo modificare atteggiamenti ed espressioni, se si parla di comportamento pubblico. Se la sua immagine è costruita ad hoc dalla Zarzuela, per convincere gli spagnoli, risulta più autentica e più adatta a questo XXI secolo, di quella delle sue colleghe nordiche, perché mescola abilmente l'eleganza e il comportamento impeccabile richiesti alla moglie di un Capo dello Stato e il carattere e l'autonomia di una donna di questo secolo (in questo senso il messaggio delle foto scattate sull'AVE è chiarissimo).

E, per concludere, rivedendo la foto più popolare dell'uscita dal balcone della nuova Famiglia Reale spagnola, persino in questo Felipe e Letizia risultano più vicini dei colleghi nordici. Tanti saluti alla folla della plaza de Oriente, tanti baci a bambine e sovrani uscenti, come non si erano mai visti durante il regno di Juan Carlos e Sofia e poi, quel bacio a sorpresa, tra i nuovi sovrani. Felipe che tiene la moglie per un fianco e l'attira a sé, lei che se ne accorge e lo asseconda, accarezzandolo con una mano e porgendogli la guancia. C'è anche una certa piacevole sensualità in questo slancio dell'uno verso l'altro, al condividere questo storico momento, quest'obiettivo di una vita finalmente raggiunto, insieme, a dispetto delle crisi, delle differenze, delle diffidenze di un Paese intero.

Su bekia.es, un'ampia galleria fotografica sui primi atti ufficiali di Felipe e Letizia, Reali di Spagna; una selezione di foto, anche su revistavanityfair.es.