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mercoledì 16 luglio 2014

A Somos familia arriva Santiago. Il passato di calciatore gay di Christian Sancho

Un arrivo inaspettato, in questi giorni, in Somos familia, la bella telenovela argentina che ha per protagonisti Gustavo Bermúdez e Ana María Orozco. Alla porta di Manuela/Ramona (Orozco) ha bussato Santiago, che fu il suo primo grande amore e che è il padre di Pilar, la figlia che ha avuto 15enne e che è stata data in adozione contro la sua volontà. La telenovela ha preso il via proprio dal ritrovamento di Pilar da parte di Manuela, che, pur di star vicino alla figlia, adottata da una coppia che ha poi avuto tre figli naturali, ha deciso di farsi passare per cameriera, facendo i salti mortali con la sua reale professione di giornalista nel web.

Grazie all'incontro fortuito con il padre del suo antico amore, Santiago decide di cercare Manuela, mai dimenticata, e sapere cosa è stato della sua vita. E, ovviamente, dall'incontro tra i due ex amanti, la divertente telenovela di Telefe dovrà prendere una nuova piega e condurci verso il finale.

L'interprete di Santiago è l'attore e modello Christian Sancho, che ha ottenuto una buona notorietà internazionale interpretando un calciatore omosessuale nella telenovela Botineras. Le protaogniste di Botineras dovevano essere le giovani donne senza arte né parte, che corteggiano i calciatori, attratte dalla loro ricchezza e popolarità, riescono a farsi sposare e si sistemano per la vita; in Argentina le chiamano botineras e la loro icona è Wanda Nara, prima moglie di Maxi López e poi di Mauro Icardi. Ma, visto lo scarso successo, la telenovela fu rilanciata con una virata verso il giallo e verso l'amore proibito e omosessuale di due calciatori, entrambi sposati e con figli. L'omosessualità, si sa, è uno dei tabù più radicati nel calcio, così grazie a Botineras si è molto parlato della sua esistenza e delle capacità degli spogliatoi di accettare un eventuale giocatore gay. Le scene omosessuali della telenovela, piuttosto esplicite, ma molto curate, sono diventate un vero e proprio fenomeno. Nel web ci sono video di baci appassionati tra i due innamorati o di Christian Sancho che si spoglia, con lato B in evidenza, per entrare in una jacuzzi, in cui lo aspetta l'uomo di cui si è innamorato.

Sposato e padre di una bambina, Sancho aveva dovuto chiarire all'epoca la sua salda eterosessualità e aveva raccontato come aveva spiegato a sua figlia le scene d'amore omosessuale viste alla tv. L'Argentina viveva i tempi euforici dell'approvazione del matrimonio paritario, si sentiva l'avamposto dell'America Latina per la tutela dei diritti individuali e questa telenovela, iniziata come una storia frivola e diventata poi manifesto contro i tabù, era ragione d'orgoglio.

Passata la popolarità di quel momento, Christian Sancho interpreta adesso, in Somos familia, un personaggio controverso, che sarà centrale nelle trame future. Santiago Ferri, il suo personaggio, disputerà al protagonista, Joaquín Navarro (Bermúdez), non solo l'amore di Manuela, ma anche la supremazia nelle gare di motocross, essendo il proprietario della squadra rivale (e senza scrupoli) della sua. Ma Christian, che deve aver molto amato il suo personaggio (le riprese sono terminate mesi fa), ne legge e anticipa sfumature alla stampa argentina: "Non sarò un galán convenzionale, che disputa l'amore dell'eroina a Gustavo. Nel mio personaggio ci sono molte sfumature: avrà una grande carica emozionale, perché scoprirà di essere padre di una ragazza di 17 anni. Sarò un po' il detonante di tutta la storia, perché i nodi inizino ad arrivare al pettine e si arrivi poi alla fine". L'attore spiega le sfumature dle suo personaggio: "Santiago arriva per imporre l'onestà dell'amore. E' un imprenditore di successo, che ritrova l'amore della sua adolescenza e si rende conto che lo vuole riprendere. Ma lui è già sposato e ha una figlia di sette anni. Ma il suo passato è tornato ed è molto forte. Non è il classico cattivo, è molto vulnerabile e con molta emozione. La parte cattiva la riserva al personaggio di Gustavo, con cui si disputa le vittorie nelle gare di motocross, ma, al sapere della sua paternità, vive una grande dualità. E' duro e, allo stesso tempo, molto vulnerabile con la donna del suo passato e molto tenero con la figlia che scopre di avere e a cui non può dire di essere il padre".

Somos familia è arrivata alla 120° puntata e finora non ha mai annoiato, nonostante tra i due protagonisti non ci sia stata ancora una vera e propria dichiarazione d'amore né ci sia stato un bacio. Vi immaginate una telenovela senza baci tra i protagonisti, che arriva alla 120° puntata continuando a intrigare e a portare buonumore, allegria e sentimenti positivi e divertenti? Be', segnatevi Somos familia, con tutte le sue storie collaterali, i suoi personaggi a tutto tondo, i suoi tempi perfetti della comicità e del dramma, i suoi attori brillanti. Santiago Ferri è appena apparso in scena, ha intrigato subito e, grazie alle promettenti parole di Christian Sancho, si capisce che le prossime puntate della telenovela argentina saranno più intriganti che mai.

PS Si dice che Somos familia sarà trasmessa in Italia, da un canale all-telenovelas in fieri. Se così fosse e aveste voglia di passare 40 minuti al giorno di relax, buonumore, sentimenti familiari, segnatevi il titolo.

Dal web, un'immagine del primo incontro di Santiago e Manuela, a casa di lei.


La festa del caprone di Vargas Llosa diventa una telenovela

Le telenovelas continuano a puntare sulla della letteratura, per tradurre nel linguaggio del melodramma latinoamericano, best-seller e grandi autori. Si sono già viste telenovelas come Doña Barbara, dal capolavoro venezuelano di Rómulo Gallegos, e La reina del sur, dall'omonimo best-seller di Arturo Pérez Reverte. Attualmente la messicana Televisa sta trasmettendo La malquerida, dall'omonimo testo teatrale del Premio Nobel spagnolo Jacinto Benavente.

Ed è notizia di ieri che Televisa e la colombiana RTI produrranno insieme la telenovela El Chivo, tratta dal libro La fiesta del chivo (La festa del caprone) del Premio Nobel peruviano Mario Vargas Llosa.

La fiesta del chivo racconta gli ultimi anni della dittatura di Rafael Leónidas Trujillo, concentrandosi poi sul suo assassinio e le sue conseguenze nella Repubblica Dominicana. Un grande affresco del Paese caraibico negli anni 60, che, nonostante racconti lucidamente la dittatura, è stato accusato da alcune parti di contribuire a esaltare, in fondo, la figura del dittatore dominicano.

El chivo utilizzerà il linguaggio e le chiavi della telenovela per portare la vicenda sul piccolo schermo. Per questo la sceneggiatura ha introdotto la figura di Lázaro Conde, un fotoreporter interpretato da messicano Iván Arana, che non esiste nel libro di Mario Vargas Llosa. Conde sarà una sorta di ponte tra la letteratura e la telenovela: arriverà per lavorare per il Governo dominicano e finirà per trovarsi romanticamente coinvolto con Mariana Durán, la Primera Dama dominicana. "Inizia a scoprire cose e cercherà di rivelarle. Diventerà amico di Rafael e sentirà una specie di conflitto perché, tra le altre cose, si innamorerà di sua moglie Mariana. Vivrà grandi conflitti" ha spiegato Arana ai media.

Il cast è internazionale: Trujillo sarà interpretato dal messicano Julio Bracho, sua moglie Mariana dalla colombiana Eileen Moreno. Senza ancora una data per la messa in onda, la telenovela si sta girando in Colombia da maggio. In programma ci sono 60 puntate, durante le quali si mostrerà "come il potere cambierà Trujillo e lo renderà mezzo folle, capace di fare cose atroci". La telenovela verrà trasmessa prima negli USA e quindi in Latinoamérica.

I media latinoamericani si chiedono se con le riprese di El chivo, che arrivano durante la messa in onda di La malquerida e le repliche di La reina del sur, sia finito lo strapotere delle narco-novelas, le telenovelas ispirate al narcotraffico. Inizia lo strapotere delle telenovelas ispirate ai grandi capolavori della letteratura ispanica? Per Iván Arana il cambio non può che essere interessante: "El Chivo propone personaggi interessanti, che magari la gente non conosce, ma che sono stati importanti per la storia di Latinoamérica, mi sembra interessante che le telenovelas se ne interessino".

Da Mario Vargas Llosa, per ora, ancora nessun commento.

sabato 29 marzo 2014

Christian Meier esordisce in Messico con La Malquerida, telenovela ispirata a un'opera teatrale

In questi giorni sono iniziate nel Messico le riprese de La Malquerida, telenovela di Televisa, che andrà in onda da maggio. Prodotta da José Alfredo Castro, fratello di Verónica e famoso come El Güero (il biondo), è interessante perché si ispira a un'omonima opera teatrale, scritta dal Premio Nobel per la Letteratura Jacinto Benavente, uno dei maestri del Teatro spagnolo dell'inizio del XX secolo, ispiratore, anche, di molto teatro di Federico Garcia Lorca. La versione originale de La Malquerida si svolge nella Spagna rurale e passionale dell'inizio del Novecento: nella tenuta di El Soto, vivono la vedova Raymunda e sua figlia Acacia; la madre si risposa con Esteban, che inizia a sentire, ricambiato, una forte attrazione per la figlia. Convenzioni sociali ed educazione fanno sì che i due neghino a se stessi questo amore e lo nascondano dietro un muro di ostilità. I veri problemi, però, nascono quando Esteban inizia a liberarsi di tutti gli uomini che, mano a mano, si avvicinano ad Acacia, che inizia così a essere chiamata la malquerida (la non amata).
La telenovela, ispirata all'opera teatrale, trasporta l'azione ai nostri giorni e nello Stato di Jalisco, uno dei più tradizionali del Messico, culla del mariachi e del tequila, di due dei simboli dell'identità messicana. Non è la prima volta che le telenovelas si ispirano alla letteratura, basti pensare al tentativo di Telemundo, non riuscito, di portare sul piccolo schermo Doña Bárbara, capolavoro della letteratura venezuelana scritto da Rómulo Gallegos Freire, con i codici del genere; sempre Telemundo ha fatto un tentativo più nazionalpopolare, e molto riuscito, trasformando in telenovela un libro di Arturo Pérez Reverte, La reina del sur, che poi è risultata essere la migliore delle narconovelas da tempo in circolazione tra Miami e Bogotà.
Ma è probabilmente la prima volta che le telenovelas, sempre in cerca di novità, anche per non ripetersi all'infinito in refritos, si rivolgono al teatro spagnolo, per di più d'epoca, per di più firmato da uno dei più importanti drammaturghi del secolo scorso. Cosa ne farà Televisa, ambientando La Malquerida ai nostri giorni?
Uno dei motivi di interesse di questa produzione di Castro è anche il cast. La protagonista è Victoria Ruffo, una delle attrici predilette del pubblico messicano, una delle poche che, a 50 anni, continua a recitare nei ruoli da protagonista, accettando il tempo che passa e, dunque, adattando i ruoli alla sua età (e non inteprretando una verginella 40enne, come è capitato a molte sue colleghe). La giovane e incolpevole Acacia è interpretata da Ariadne Díaz, una delle giovani attrici su cui punta Televisa. Il protagonista maschile è Christian Meier, al suo esordio nelle telenovelas messicane, dopo essere stato uno degli interpreti prediletti di Telemundo (ha interpretato successi come El zorro, la espada y la rosa, La tormenta, Doña Bárbara, Alguien te mira). Sarà lui, l'uomo conteso da Raymunda e Acacia, l'innamorato che, non potendo avere la donna che ama, rende la vita impossibile a chiunque l'avvicini. Per l'attore peruviano essere l'oggetto del desiderio di una madre e di una figlia non è una novità: era stato Santos Luzardo in Doña Bárbara e lì se l'era dovuta vedere con un altro amore appassionato e selvaggio, nelle grandi pianure venezuelane. E adesso, superati bene i 40, di nuovo una madre e una figlia vivono una tragica passione per lui.
Nonostante le riprese siano già iniziate, il cast non è ancora stato completato, basti pensare che il nome di Christian Meier è stato annunciato solo pochi giorni fa. El Güero Castro ha già annunciato di sentire una grande responsabilità al portare una storia come La Malquerida in televisione e ha assicurato che "il lavoro di adattamento si sta facendo con molta cura e attenzione". Speriamo che le attese non vadano deluse.
Ne riparleremo a maggio, quando La Malquerida arriverà sui teleschermi messicani, al termine della telenovela Quiero amarte.

domenica 23 marzo 2014

Sorprendente Griselda Siciliani: da Farsantes alla biancheria intima di Selú

L'abbiamo lasciata nel ruolo dell'incerta, controllata e sostanzialmente insopportabile Gabriela, l'avvocata di Farsantes che fino alla fine non sa se cedere al fascino di Facundo Arana (e bisogna avere una forma mentis incomprensibile, o più facilmente non averla, per dire di no al rubio, per di più al personaggio che gli era toccato in questa telenovela). La ritroviamo, sorprendentemente sensuale e suadente nella campagna pubblicitaria di Selú. Lei, che la leggenda vuole abbia chiesto agli autori di Farsantes di scrivere meno scene d'amore possibili con Arana, perché non le piace esporsi. Invece.
In biancheria intima sexy, la 36enne attrice argentina mostra non solo di avere un corpo invidiabile e dotato di tutte le curve necessarie, ma anche di aver voglia di mostrarlo e di non avere tutti i tabù che le attribuiscono le leggende. Dopo Farsantes, nel suo futuro sembra esserci anche (finalmente) la separazione artistica dal suo compagno, Adrián Suar, padre di sua figlia Margarita. Per Telefe e Underground, lontano dunque dalla prediletta Canal 13 e dall'onnipotente Idea del Sur del compagno, Griselda dovrebbe interpretare Viudas e hijos del rock and roll. Un bel titolo e una bella promessa, che fa venire in mente Graduados e la sua storia generazionale, omaggio agli anni 80. Ma non è ancora sicuro: "Quest'anno è un po' complicato, ho già alcuni impegni per il cinema" ha detto in un'intervista, mettendo le mani avanti.
Dalla galleria fotografica di ciudad.com, un'immagine della campagna pubblicitaria di cui Griselda Siciliani è protagonista.



lunedì 17 marzo 2014

Facundo Arana ritorna alla musica, riprende il sax e conquista i fans con Salir a tocar

Terminata senza rimpianti l'esperienza sul set di Farsantes, telenovela finita poche settimane fa sul Canal 13, Facundo Arana si è dedicato a spettacoli teatrali e al progetto che aveva a cuore più di tutti. Tornare alla musica e a esibirsi dal vivo con il suo sax.
Prima che come attore, Facundo Arana nasce infatti come saxofonista: in fondo è pur sempre stato scoperto mentre, biondo e malinconico, suonava il suo sax nella metropolitana di Buenos Aires. Di tanto in tanto ha deliziato i fans con gli audio dei pezzi suonati in compagnia di amici e pubblicati su Twitter. Ma adesso ha messo su una vero e proprio progetto musicale, che ha intitolato Salir a tocar (Uscire a suonare), quasi a voler sottolineare le atmosfere di un concerto tra amici e l'idea della musica improvvisata, per godere dell'amicizia, della passione per il suono e per gli strumenti.
Con Facundo Arana suonano numerosi musicisti molto apprezzati in Argentina e riuniti per l'occasione con il nome di The Blue Light Orchestra. Tra loro ci sono il direttore Dizzy Espeche, che suona anche la chitarra, Alejandro Dixon alla batteria, Greta Moro alle tastiere, Issy Gainza alla chitarra, Aldana Aguirre al basso, Dulce Motta a fare da coro alla voce profonda di Facundo Arana. Salir a tocar ha esordito un paio di sere fa a Buenos Aires, a La Trastienda, davanti a un pubblico prevalentemente femminile; le prime recensioni dei media argentini sono gentili e apprezzano la solidità dei musicisti e l'onestà di Facundo.
Salir a tocar ha una pagina su Facebook, con un calendario dei prossimi concerti, con i commenti appassionati delle fans e con alcuni video dell'esordio. Eccone uno

venerdì 14 marzo 2014

Miguel e Daniel, protagonisti del Twitter di mamma Aracely Arámbula

Sola, da quando è terminata la relazione con il collega Sebastián Rulli, Aracely Arámbula non ha smesso di frequentare le reti sociali e di mostrare le gioie della maternità.
Miguel e Daniel, i due bambini che ha avuto da Luis Miguel, appaiono spesso nelle fotografie di Twitter, sempre con i volti debitamente nascosti, per proteggere la loro privacy, a testimoniare l'enorme affetto della celebre mamma.
L'attrice messicana da sempre l'impressione di sprizzare zucchero da tutti i pori e in questi giorni su Twitter non è stata da meno. In vacanza con i suoi bambini, per celebrare il suo 39esimo compleanno, Aracely non ha mancato di pubblicare le fotografie dei suoi due bambini che giocano in spiaggia, che la coccolano e che le hanno fatto trovare una bella sorpresa il giorno del suo compleanno. Due veri ometti, i piccoli Miguel e Daniel!
Le foto da Twitter, in una galleria fotografica raccolta da quien.com, per dimostrare "quanto sono cresciuti i figli di Luis Miguel".





mercoledì 5 marzo 2014

Somos familia è una piacevole commedia e il ritorno di Gustavo Bermúdez in tv è un successo

Somos familia è stata presentata ai media argentini come la grande telenovela del ritorno di Gustavo Bermúdez e di Ana María Orozco in tv, dopo vari anni di assenza. Lui è uno degli attori televisivi più amati degli anni 90, protagonista di telenovelas molto popolari, arrivate anche in Italia (Antonella, Celeste, La forza dell'amore, ecc); girando Alen, luz de luna, si è innamorato della Patagonia e di San Martín de Bariloche, vi si è trasferito e ha cresciuto le due figlie lontano da Buenos Aires; adesso che le bambine sono donne, terminato il suo matirmonio ventennale con la loro madre, Bermúdez è tornato nella capitale, per riprendere la carriera abbandonata. Ana María Orozco è famosa in tutto il mondo come Betty la fea, una delle telenovelas colombiane di maggior successo internazionale. Una decina d'anni fa, lasciata la Colombia per un amore argentino, si è trasferita a Buenos Aires e si è dedicata soprattutto alle figlie nate dalla relazione; qualche apparizione sporadica alla tv argentina ha fatto sì che il pubblico la tenesse in memoria, ma, adesso che le figlie sono più indipendenti, Orozco ha ripreso la sua carriera e il primo grande appuntamento è Somos familia.
Ho iniziato a vedere la telenovela per curiosità: la segnalava Mariana, blogger di Telenovelas Mania, su Facebook, mi ispirava vedere com'era diventato Gustavo Bermúdez ed eccomi qua, una quarantina di puntate dopo, aficionada di Somos familia.
Si può dire subito: è una telenovela rassicurante, sprizza buoni sentimenti, è adatta a tutta la famiglia, ha tocchi di umorismo che fanno scorrere veloce il tempo, si basa su amori e legami familiari. Il che non può che essere piacevole. Se Televisa fa delle sue telenovelas colabrodi di sceneggiatura e di buonsenso, se Telemundo punta ancora una volta su narco-novelas e trovate paranormali, ecco dall'Argentina una telenovela classica e gentile, senza violenza e senza sangue, in cui i cattivi sono piuttosto innocui e i problemi d'amore e di denaro si risolvono tutti insieme, perché "siamo una famiglia".
La storia della telenovela è presto raccontata: Joaquín Navarro è un aitante ex pilota di moto, proprietario, con Sergio Miranda, amigo de toda la vida, di una delle migliori squadre argentine di motocross. E' ricco, è scapolo, non vuole legami sentimentali seri, è dedito alla sua passione, le moto. Tutto cambia quando Sergio muore in un incidente aereo e Joaquín diventa tutore legale dei suoi quattro figli: gli adolescenti Pilar e Nacho e le più piccole Malena e Delfina. Con questo cambio traumatico per il bel Joaquín arrivano anche altre novità: suo fratello Pablo, simpatico nullafacente, torna a Buenos Aires per 'dargli una mano' e poco dopo viene raggiunto dalla figlia Olivia, anche lei adolescente, in fuga dalla Spagna e dalla madre insopportabile; nel team Navarro arrivano il nuovo ingegnere Francisco, che flirta un po' troppo con la squadra avversaria dei Ferri, e suo figlio, l'ambizioso pilota Máximo, che vuole spodestare Pedro, il pilota numero 1 della scuderia e grande amico, con aspirazioni ad altro, di Pilar; in casa Miranda arriva una nuova cameriera, Ramona, per dare una mano alla storica governante Azucena, che da sola non può badare ai quattro ragazzi rimasti orfani.
Ramona nasconde un segreto: in realtà è la giornalista Manuela Paz, madre naturale di Pilar, nata quando lei era un'adolescente e data in adozione senza il suo consenso. La figlia perduta è una ferita aperta per Manuela, che, per avvicinarla, non trova di meglio che improvvisarsi cameriera e conquistare la sua fiducia. Joaquín e Manuela/Ramona sono la coppia protagonista, prima o poi dovrà nascere l'amore tra di loro (per ora lui si fa distrarre dalle grazie del suo biondo braccio destro, Irene, dotata di irresistibile madre saggia e un po' cinica), finora tra i due si è stabilita una grandissima confidenza e complicità, ma niente di più.
Ma Somos familia è fatta così bene, è così piena di eventi, che la mancanza della storia d'amore principale non si sente. Ci sono gli amori giovanili di Pilar e Nacho, entrambi coinvolti in triangoli complicati (lei è innamorata dell'ambizioso Máximo, che compete con Pedro anche per le sue attenzioni, lui è innamorato di Olivia e non sa come fare per mollare la storica fidanzatina Camila, invadente primo amore); ci sono le bugie di Ramona/Manuela, che si complicano fino a spingerla a dire alla sua governante, l'esilarante Ramona, che non sa più chi è (l'unico che conosce la verità è Francisco, che, davanti all'ennesima complicazione che Manuela si inventa, la guarda stupefatto e commenta, "essere il tuo fidanzato è divertentissimo!", strappando una risata).
Somos familia è un soffio d'aria fresca, un momento di relax a fine giornata, un'oasi dalle complicazioni quotidiane, perché si sa che non ci saranno morti ammazzati, non ci saranno intrighi generati dalla perfidia, non ci sarà narcotraffico. Ci saranno sorrisi, quando non risate, ci sarà voglia di sapere come continua, come se la caveranno i nostri eroi nelle loro rivalità d'amore e di professione, negli equivoci che generano, nella gestione della vita, in fondo.
Gustavo Bermúdez sorprende in un ruolo brillante, con espressioni a volte comiche e un invidiabile fisico scattante di 50enne, Ana Maria Orozco mantiene l'accento colombiano e nella trasformazione in Ramona ricorda un po' troppo Betty la fea (ma è tutt'altro personaggio); gli attori che li accompagnano, sono perfetti. Qualche giorno fa la troupe ha festeggiato il successo inaspettato: Somos familia quasi non trovava posto nei palinsesti di Telefe, adesso è uno dei suoi programmi più visti della stagione.
Le puntate di Somos familia sono su telefe.com.



giovedì 13 febbraio 2014

Il finale di Farsantes: la tenerezza dell'incontro di Guillermo e Pedro. E quello che non è stato

Può esserci la felicità dopo un grande amore? E' la domanda con cui Farsantes lascia il suo pubblico, invitando, però, a una risposta ottimistica.
Farsantes aveva tutti gli elementi per essere una grande telenovela: una storia insolita, che puntava sul primo amore omosessuale raccontato con i codici di una telenovela, un cast stellare per tutte le storie principali. La vicenda aveva al centro uno studio legale, in cui lavoravano il proprietario, Guillermo Graziani (Julio Chávez), infelicemente sposato e omosessuale ancora nell'armadio, l'ambiziosa e insicura Gabriela (Griselda Siciliani), l'esperto Marcos (Alfredo Casero) e, come uomo tutto fare, Alberto Marini (Facundo Arana), giovanotto dall'oscuro passato ma deciso a migliorare il proprio futuro. La telenovela iniziava con l'arrivo di un nuovo socio, il fascinoso e ambizioso Pedro Beggio (Benjamín Vicuña), che in poco tempo rimaneva conquistato dall'esperienza professionale e dal carattere ombroso di Guillermo.
L'accettazione del pubblico per l'amore di Pedro e Guillermo, ampiamente promosso dai media, proprio per essere il primo omosessuale protagonista di una telenovela, ha travolto ogni previsione e ha lasciato in secondo piano la relazione di Gabriela con Alberto, interpretato dal gran Facundo Arana, idolo biondo delle ragazze d'Argentina. I telespettatori hanno iniziato a seguirla con passione e affetto, facendo il tifo per i due protagonisti, come se fossero una qualunque coppia innamorata protagonista di una tira, come in Argentina chiamano le telenovelas. Saranno le telenovelas a salvarci dai pregiudizi omosessuali? Se risposta c'è, Farsantes sarebbe potuta essere esemplare.
Poi cosa sia successo, è già stato raccontato su Rotta a Sud Ovest. Precedenti impegni professionali, hanno costretto Vicuña a diradare la propria presenza sul set, la produzione ha rifiutato la proposta dell'attore di allontanarsi per qualche settimana per poi tornare per il finale, gli sceneggiatori hanno dato un giro traumatico alla storia. Pedro è stato ucciso, causando l'ira del pubblico, che si era invano appellato per la sua sopravvivenza con petizioni e sit-in davanti agli studi di produzione.
I dissapori tra gli attori protagonisti, ampiamente riportati dalla stampa, hanno causato anche l'uscita di scena di Facundo Arana, che non ne ha voluto sapere di tornare per il finale. Cosa sia stato di Farsantes, non lo so, perché ho smesso di vederla quando c'è stata la certezza che Pedro sarebbe stato ucciso.
Qualche tempo fa è stato annunciato che Benjamín Vicuña sarebbe tornato per il finale: quando l'attore aveva proposto questa soluzione alla produzione era stata rifiutata, la caduta degli ascolti ha spinto gli autori a ripensarci (meno arroganza iniziale, avrebbe dato un'altra telenovela). Così c'era la curiosità di sapere come e perché sarebbe tornato Pedro: lo avrebbe fatto come vivo o come morto? in un sogno o in un incontro?
E ieri c'è stato il gran finale, con la risposta. Da una parte la storia d'amore eterosessuale, tra Gabriela e Beto, anch'essa troncata a causa dell'abbandono di uno dei due protagonisti, è finita senza Facundo Arana, ma con Gabriela decisa ad aspettare l'uscita dal carcere di Alberto, accettando anche il rischio di essere rifiutata. Dall'altra parte, Guillermo, incapace di rifarsi una vita, dopo la morte di Pedro, rivede il suo amore davanti a sé, mentre cucina: gli racconta come gli sia impossibile continuare a vivere senza di lui e Pedro lo aiuta con una frase, che è tutta una visione di vita e di morte: "Promettimi che sarai felice, io sono solo dall'altra parte del cammino". Due finali aperti, praticamente, carichi di romanticismo, amore e tenerezza, se vogliamo, ma entrambi senza le certezze necessarie agli amanti delle telenovelas, che dopo decine e decine di puntate vogliono sapere cosa sarà delle storie d'amore che hanno seguito.
"Secondo me, è stata una pena che i problemi sorti nel mondo reale, abbiano finito con il danneggiare una telenovela, che, non potendo proseguire come immaginato all'inizio, ha dato giri e giri fino ad arrivare all'emotiva puntata finale. Non so se sia successo anche a voi, ma, ieri notte, con il rincontro di Pedro e Guille, ho recuperato la mistica perduta" ha scritto Adriana Schettini su clarin.com.
"Un orgoglio essere parte di questo addio di #Farsantes. Grande puntata finale. Grazie per tanto" ha scritto Benjamín Vicuña su Twitter.
Su eltrecetv.com.ar, l'ultima puntata di Farsantes, nella sezione dei Momentos culminantes, l'incontro tra Pedro e Guillermo. Si guarda, si legge e rimane solo la sensazione dell'occasione perduta. Per l'arroganza degli autori e della produzione.


martedì 11 febbraio 2014

I bellissimi delle telenovelas di Televisa per il San Valentino delle telespettatrici, in uno spot

Si avvicina San Valentino e la messicana Televisa ha deciso di pensare alle telespettatrici delle sue telenovelas lanciando la campagna Ellos siempre están contigo (Loro sono sempre con te). I protagonisti sono i galanes, gli attori maschili per cui ogni giorno le ragazze di ogni generazione sospirano, pensando a quanto sarebbe tutto più facile se il loro bello arrivasse, quale principe azzurro, e cambiasse loro la vita.
In vari videoclip, li vediamo vestiti elegantemente, in giacca e cravatta scuri, mentre camminano insieme come modelli della pubblicità, mentre sorridono irresistibili alla telecamera, mentre guardano significativamente la telecamera, mentre si scambiano gesti di virile complicità, davanti alla telecamera.
Ogni notte le telespettatrici si innamorano di loro "e questo 14 febbraio tutte le donne saranno corrisposte dall'uomo dei loro sogni" annuncia Televisa. Vediamo William Levy, Sebastián Rulli, Cristian de la Fuente, Erick Elías, David Zepeda, i maturi e molto amati Eduardo Yáñez, Pablo Montero, Jorge Salinas, tutti proposti come l'uomo ideale, che potrebbe fare felice ogni donna. I gusti non si discutono, ma fa una certa impressione vedere i fascinosissimi Sebastián Rulli, William Levy e Cristian de la Fuente accanto al massiccio Eduardo Yáñez, che Televisa e i media messicani insistono a proporre come sexyssimo (ma davvero ci sono donne che sognano di scappare con lui?!).
Ed è curioso che gli attori più mediatici e più amati del momento, William Levy e Sebastián Rulli, che tutto devono a Televisa e alle sue telenovelas, siano in realtà stranieri: Levy è cubano, Rulli è argentino. Quando ci si chiede perché il Messico continui a essere il rifugio dei latinoamericani in fuga e il Paese a cui tutti approdano, prima o poi, si può pensare che anche l'apertura che c'è nelle telenovelas verso gli attori stranieri, e la popolarità che raggiungono, sono segno di una tolleranza rassicurante. Nonostante il nazionalismo messicano, nonostante l'insicurezza, le differenze sociali e i contrasti del Paese.
Televisa ha lanciato un sito web, con foto e video dei suoi galanes, ci sono anche vari making of su come la campagna è stata realizzata.
Qui uno solo dei numerosissimi video lanciati per San Valentino, scelto per la presenza di Sebastián Rulli e William Levy, gli unici davvero guardabili di tutti i galanes di Televisa.
Da youtube

giovedì 6 febbraio 2014

Bajemos la guardia di Alex Sirvent, nuova canzone di Alejandro e Montserrat, in Lo que la vida me robó

E' iniziata in sordina, come l'ennesimo remake di Bodas de odio ed è diventata la telenovela del momento. In questi ultimi giorni Lo que la vida me robó ha raggiunto e superato volentieri quota 30% dei telespettatori messicani, con punte, in alcuni Stati della Repubblica, del 50% di share. I suoi protagonisti, Sebastián Rulli e Angelique Boyer sono gli attori del momento, coccolati e vezzeggiati dai media e dalle reti sociali; è la seconda telenovela che recitano insieme, dopo Teresa, anch'essa accolta con molto successo dal pubblico, tre anni fa; per l'attore argentino è la terza telenovela consecutiva che fa grandi ascolti e adesso rischia davvero di essere il protagonista maschile delle telenovelas più credibile e più corteggiato di Televisa (ed è curioso che un Paese così nazionalista come il Messico porti al successo galanes stranieri come Rulli o come William Levy, per citare solo gli ultimi).
Lo stesso, straordinario successo, la telenovela lo sta raccogliendo negli Stati Uniti, dove la messa in onda è indietro di alcune settimane e dove è uno dei programmi di punta di Univisión, la più importante rete di lingua spagnola del Paese.
Al successo di Lo que la vida me robó contribuisce anche la bella colonna sonora. Il tema principale è El perdedor, cantata da Enrique Iglesias e Marco Antonio Solis (testo e traduzione in italiano, con video, sono già su Rotta a Sud Ovest); da qualche giorno, però, il pubblico ha iniziato ad apprezzare una nuova canzone, che accompagna le scene d'amore dei due protagonisti principali, in guerra per rabbia e gelosia, ma pronti a ritrovarsi per amore e per passione. Televisa riesce sempre a trovare canzoni con i testi giusti per ogni situazione.
Bajemos la guardia di Alex Sirvent è la canzone di Alejandro e Montserrat; c'è molta curiosità, da parte del pubblico che non la conosceva e ha iniziato a cercarla; qui trovate il testo in spagnolo, la traduzione in italiano e un video da dailymotion, per ascoltarla.

Bajemos la guardia
Bajemos la guardia mujer / amémonos como fue ayer / hacerle un tributo al perdón / que aún somos los mismos y en cada latido / aún te puedo sentir / Bajemos la luna esta vez / y en una estrella tal vez / viajar para nunca volver / que aún somos los mismos gritando un auxilio / que muere en la piel / Somos dos almas en guerra / llorando desde la trinchera con miedo a vivir / ondeando una bandera blanca en un pacto de olvido / volver a sentir / Mira como el tiempo vuela / es como un reloj de arena / no puede volver ondeando una bandera blanca / en un pacto de olvido volver a empezar / y hacerte el amor en un sueño tan fuerte / que estalle en tu piel / Bajemos la guardia mujer / amémonos como fue ayer / hacerle un tributo al perdón / que aún somos los mismos y en cada latido / aún te puedo sentir / Bajemos la luna esta vez / y en una estrella tal vez / viajar para nunca volver / y hacerte el amor en un sueño tan fuerte / que estalle en tu piel / Somos dos almas en guerra / llorando desde la trinchera con miedo a vivir / ondeando una bandera blanca en un pacto de olvido / volver a sentir / Mira como el tiempo vuela / es como un reloj de arena / no puede volver ondeando una bandera blanca / en un pacto de olvido volver a empezar / Bajemos la guardia mujer / Somos dos almas en guerra / llorando desde la trinchera con miedo a vivir / ondeando una bandera blanca en un pacto de olvido / volver a sentir / Mira como el tiempo vuela / es como un reloj de arena / no puede volver ondeando una bandera blanca / en un pacto de olvido volver a creer / Bajemos la guardia mujer /

traduzione in italiano
Abbassiamo la guardia
Abbassiamo la guardia, amore / amiamoci come è stato ieri / rendiamo un tributo al perdono / che siamo ancora gli stessi e in ogni battito / ti posso ancora sentire / portiamo giù la luna stavolta / e a una stella forse / viaggiamo per non tornare mai / che siamo ancora gli stessi urlando un aiuto / che muore nella pelle / siamo due anime in guerra / che piangono dalla trincea con paura di vivere / agitando una bandiera bianca in un patto per l'oblio / tornare a sentire / Guarda come vola il tempo / è come una clessidra / non può tornare agitando una bandiera bianca / in un patto dell'oblio e tornare a iniziare / e fare l'amore con te in un sogno così forte / da scoppiare nella tua pelle / abbassiamo la guardia, amore / amiamoci come è stato ieri / rendiamo un tributo al perdono / che siamo ancora gli stessi e in ogni battito / ti posso ancora sentire / Facciamo scendere la luna stavolta / e a una stella forse / viaggiamo per non tornare mai / e fare con te l'amore in un sogno così forte / che scoppia nella tua pelle / siamo due anime in guerra / che piangono dalla trincea con paura di vivere / agitando una bandiera bianca in un patto per l'oblio / tornare a sentire / Guarda come vola il tempo / è come una clessidra / non può tornare agitando una bandiera bianca / in un patto dell'oblio e tornare a iniziare / Abbassiamo la guardia, amore /  siamo due anime in guerra / che piangono dalla trincea con paura di vivere / agitando una bandiera bianca in un patto per l'oblio / tornare a sentire / Guarda come vola il tempo / è come una clessidra / non può tornare agitando una bandiera bianca / in un patto dell'oblio e tornare a credere / Abbassiamo la guardia, amore /  



Alex Sirvent - Bajemos la guardia di novalee21

sabato 1 febbraio 2014

Aracely Arámbula a Hola México: ho fatto la pace con Luis Miguel

Aracely Arámbula è una ragazza a cui piace informare i fans dei fatti propri, possibilmente attraverso un'esclusiva all'edizione messicana di Hola, che è così chic da essere solo per Very Important People. Così la bella attrice di Chihuahua ci ha informato prima della nascita dei figli avuti da Luis Miguel (e che l'esclusiva Hola sia stata un suo desiderio, soddisfatto dal cantante, lo dimostra che lui non ne ha più concesse altre, mentre lei appena può, molto volentieri), quindi dei difficili rapporti con il padre dei suoi figli, accusato di non occuparsi di loro né affettivamente né economicamente, infine del nuovo amore per il collega Sebastián Rulli. Su Twitter, su cui è attivissima, Aracely e Sebastián ci hanno tenuti informati circa i progressi della loro relazione, l'armonia della loro famiglia allargata a tre bambini della stessa età, fino alla fine a sorpresa, lo scorso settembre, annunciata con un tweet dall'attore argentino. 
Da allora Aracely ha taciuto. Parla adesso, ovviamente da Hola, che le dedica una copertina in cui appare più bella che mai (e non si capisce perché tanto Photoshop su una donna, che, a 38 anni, è molto bella e ha occhi bellissimi, anche senza essere vistosamente sottolineati). 
Arámbula sta vivendo un bel momento professionale: è stata la protagonista de La patrona, la telenovela di maggior successo di Telemundo negli ultimi anni, ha appena presentato Por qué los hombres aman a las cabronas, il suo nuovo spettacolo teatrale, con il collega Gabriel Soto, è in attesa della nuova telenovela che Telemundo ha in mente per lei, ispirata a I miserabili di Victor Hugo.
Non le va bene nell'amore, dopo il fallimento con Luis Miguel e la fine della relazione con Sebastián Rulli, ma, da vera diva messicana, allevata da Televisa, Aracely mette le cose in chiaro: "Se volessi avere compagnia, l'avrei. Ma non ho tempo, adesso è il momento di stare con i miei figli" dice a Hola. Miguel e Daniel, che hanno appena compiuto 7 e 5 anni, sono il motore della sua vita, la sua fonte di energia, assicura. "Li ho avuti con tutto l'amore che si può avere e da una relazione molto bella" spiega. Perché Aracely, perseguitata dalle fans di Luis Miguel, che la considerano la solita trepa, arrampicatrice in cerca di fama, ci tiene a far sapere, appena può, che i suoi figli sono stati desiderati e sono il frutto di un grande amore. A volte verrebbe voglia di dirle di lasciar perdere le talebane di Luis Miguel, secondo le quali nessuna donna avvicina il loro idolo, se non per interesse, fama e denaro, come se lui non fosse in grado di suscitare amore e punto.
Ma Aracely dev'essere ancora ferita da quella storia finita male. Tanto che ancora oggi le indiscrezioni, in cerca di una ragione per l'improvvisa fine della sua relazione con Rulli, dopo un anno e mezzo d'amore dichiaratissimo, sostengono che ci sia l'ombra di Luis Miguel. Luis Miguel che avrebbe imposto la rottura per raggiungere un accordo economico sul mantenimento dei figli e per iniziare a vederli (e questa, una relazione più continua tra padre e figli, sembra essere la cosa a cui l'attrice tiene di più, avendo sempre dichiarato di mantenere i figli da sola). Luis Miguel che sarebbe stato un metro di paragone che alla fine ha stufato Sebastián Rulli, tanto da farlo decidere di proseguire da solo il proprio cammino.
Su Hola Aracely non chiarisce il mistero. Lei tende a sprizzare zucchero da ogni poro, parla sempre di amore e positività, e ci tiene solo a chiarire che, passata la tempesta, i suoi rapporti con Luis Miguel sono oggi cordiali, proprio per garantire la serenità ai loro due bambini. Hanno fatto la pace, insomma.
Rimane sempre l'impressione che, se avesse davanti i suoi ex fidanzati, Luis Miguel e Sebastián Rulli, la bella attrice messicana correrebbe immediatamente tra le braccia del padre dei suoi figli. Ma speriamo di no, Aracely, non solo per questioni meramente estetiche, che lasciano il tempo che trovano.



mercoledì 29 gennaio 2014

Mediaset Spagna e Antena 3 in guerra per le telenovelas: anche la Siete diventa canale tematico

In Italia, RAI2 ha appena sospeso la messa in onda di Pasión Prohibida, la prima telenovela apparsa su una tv generalista negli ultimi 20 anni. Lo ha fatto, sostiene, per i bassi ascolti che la produzione di Telemundo ha raccolto nelle prime puntate trasmesse, più o meno una quindicina. Su Rotta a Sud Ovest si erano già manifestate le perplessità circa la telenovela scelta per il ritorno nelle tv nazionali italiane: una produzione di Telemundo, network che non brilla per originalità dei copioni e talento dei suoi attori, scelti più per canoni estetici che espressivi, senza alcun attore già noto al pubblico italiano e con una storia che non rispetta i codici tradizionali di una telenovela. E per di più, Pasión prohibida è andata piuttosto male negli Stati Uniti, tanto che delle canoniche 120 puntate si è passati alle 107 finali. E, infine, non si può presentare una telenovela realizzata da una tv ispanica con base a Miami e diretta al pubblico ispanico degli Stati Uniti, come una soap americana: 1 non è una soap (le soap sono produzioni che durano anni, le telenovelas durano un certo numero di puntate e finiscono, sono storie compiute) 2 non è una produzione statunitense se non per la sede di Telemundo: i codici di comportamento e il melodramma proposto sono tutti di matrice ispanica, non statunitense.
Se l'Italia continua a fallire, per mediocrità e disinteresse, il proprio rapporto con le telenovelas, in Spagna si racconta tutta un'altra storia.
Mediaset España ha appena confermato che La Siete sarà trasformata in un canale tematico di telenovelas,. La nuova veste del canale partirà il 14 febbraio, una data scelta probabilmente non a caso, per insistere sul romanticismo del nuovo palinsesto.
Lo scopo della nuova televisione è chiaro e semplice: fare la guerra a Nova, il canale di Antena 3 specializzato solo in telenovelas e capace di raggiungere il 4% della quota di pubblico (in Spagna i grandi successi delle tv generaliste, dalla serie Isabel ai talent-shows La voz e MasterChef possono arrivare a sfiorare il 22-24% dello share).
Se i due canali si limitassero a fronteggiarsi, non ci sarebbe nessuna novità. Ma il fatto è che Mediaset sta facendo le cose sul serio e in grande. E' notizia di questi giorni che ha appena soffiato a Nova il contratto con la messicana Televisa: dal 2015 saranno gli uomini di Silvio Berlusconi a scegliere le telenovelas che manderanno in onda e Nova potrà compre solo quelle rifiutate da Mediaset, al contrario di quello che succede oggi.
"Questo fatto ha obbligato Nova a centrare i propri palinsesti sulle telenovelas di Telemundo, l'altra grande produttrice con cui aveva già un accordo e grazie alla quale ha trasmesso La patrona, la telenovela di maggior successo della storia del canale, arrivata al 4,2% di share lo scorso 25 gennaio" scrive vanitatis.com, che, in un articolo pubblicato oggi, racconta la guerra scatenata da Mediaset contro Nova.
Una guerra dovuta al successo crescente del canale di Antena 3, che ha trasmesso telenovelas di buon successo americano come Maid in Manhattan, Victoria. Eva LunaCorazón indomable; lanciata nel 2005 come canale femminile, da alcuni anni trasmette telenovelas inedite alternate ad altre già viste in Spagna (ma, attenzione, tutte prodotte nel XXI secolo, mica come in Italia, dove impazzano serie prodotte negli anni '80 e '90!); nel 2013 ha raggiunto il 2,1% dello share, cinque decimi in più che nel 2012 e con La patrona ha sfiorato e superato il 4% (e, secondo quanto riportano blog e pagine Facebook italiani, La patrona era nel pacchetto di telenovelas acquistate da RAI2, che ha scelleratamente deciso di trasmettere prima Pasión prohibida, una telenovela che non ha funzionato in patria, e chissà quando La patrona, il maggior successo di Telemundo nel 2013).
La trasformazione de La Siete in canale di telenovelas è una vera e propria scommessa di Mediaset, che trasmetteva già telenovelas in altri canali, come Divinity o la Sexta3, mescolandole con altri programmi e non creando quindi un canale riconoscibile, che avesse le telenovelas nel proprio DNA. Divinity ha perso la metà del proprio pubblico trasmettendo la messicana Un gancho al corazón, Nueve è crollata fino allo 0,2% trasmettendo la già rivista El privilegio de amar. Però Mediaset non si è arresa e ha continuato a credere nel genere, che ha dato grande successo ai pomeriggi di TVE1 e di Antena3 (come dimenticare le strade deserte all'ora di Pasión de Gavilanes?!) e che ha fatto rinascere Nova. La sua scommessa si chiama La Siete.
Vero che gli spagnoli non hanno i costi di doppiaggio, ma è anche vero che quei costi non vanno sprecati con emissioni allo sbaraglio, senza credere nel prodotto, senza puntare sui successi del genere. 


martedì 21 gennaio 2014

Sebastián Rulli, il bel galán che Lo que la vida me robó ha trasformato in attore

Dell'ennesimo remake di Bodas de odio (Nozze d'odio) non se ne sentiva la necessità, si era scritto qualche tempo fa, presentando la nuova telenovela della messicana Televisa, Lo que la vida me robó. L'unica ragione di interesse, a parte immaginarsi volentieri Sebastián Rulli nel personaggio del protagonista, era il tentativo di trasportare la storia della telenovela nel XXI secolo. E, nonostante il grande successo che la telenovela sta riscuotendo nel Messico, si può dire serenamente che il tentativo è fallito. Intendiamoci, non è che la telenovela non sia godibile e piacevole da seguire, tutt'altro, è una delle migliori produzioni di Televisa degli ultimi anni, ma per appassionarsi bisogna dimenticare che siamo nel XXI secolo.
La storia originale si svolge nel XIX secolo e racconta della giovane e aristocratica Magdalena (qui Montserrat), innamorata dell'umile soldatino José Luis e sposata dalla sua famiglia, con l'inganno, al ricco Alejandro Almonte, per evitare la rovina economica; poco dopo il matrimonio Magdalena scopre che la famiglia le ha mentito e che José Luis non l'ha mai ingannata, mentre Alejandro scopre che la moglie è innamorata di un altro e che l'ha sposato per interesse. I neo-sposi si trasferiscono nella hacienda Almonte e qui vengono raggiunti da José Luis, che si fa passare per il nuovo fattore, conquista la fiducia e la simpatia di Alejandro e cerca di convincere Magdalena a scappare via con lui. Solo che Magdalena si sta innamorando del marito, così José Luis se ne va. Poco dopo Alejandro scopre che il fattore era in realtà l'antico rivale, si infuria, inizia a dubitare della paternità del figlio che Magdalena sta aspettando, si mette di mezzo il Messico in fiamme per l'ennesima rivoluzione e Alejandro e Magdalena devono lottare per il loro amore e per un nuovo Messico.
La trasposizione al XXI secolo ci regala un'eroina che non studia, non lavora e si passa il tempo su tacchi improponibili e fasciata in vestiti poco adatti alla vita di campagna. Non si guarda la tv, non si usa Internet, non si leggono i giornali, e la vita scorre lenta e sostanzialmente noiosa. Non ci sono stati adattamenti neanche nel triangolo dei protagonisti: scoperto l'inganno, Alejandro va comprensibilmente su tutte le furie, ma non accenna agli esami del DNA per scoprire la paternità del figlio in arrivo (meno male che altri personaggi insistono sulla possibilità).
Insomma, se in Lo que la vida me robó si cerca il XXI secolo, meglio lasciar perdere. Perché allora continuare a vederla? Perché conta su varie belle interpretazioni. Su tutte quella di Sebastián Rulli, che era una delle ragioni di curiosità per la telenovela e che interpreta l'appassionato Alejandro ed è così convincente nel suo ruolo da essersi meritato un articolo pieno di elogi del giornalista Rubén Aviña, ex columnist di Tv y Novelas, la più influente rivista messicana del settore. Nel suo blog, Aviña sottolinea come nelle telenovelas ci siano pochi galanes "con un'identità propria e una storia alle spalle. Pochi vulnerabili e davvero umani. Pochi come l'Alejandro Almonte che stiamo vedendo in Lo que la vida me robó, nobile, ma con carattere e perfino capace di farsi dominare dalla gelosia quando l'occasione lo merita, quando scrittori e adattatori gli danno le armi per questo; un principe azzurro capace di trasformarsi in carnefice della propria amata, reagendo come farebbe chiunque, davanti a certe situazioni, vittima, proprio della sua parte vulnerabile, che lo allontana dallo stereotipo del solito galán". Alejandro, secondo Aviña, si è sentito ancora più umano "specialmente quando lo abbiamo visto piangere e distruggersi dentro, senza perdere mai il suo coraggio. Un galán che, infine, nonostante i suoi errori e le sue debolezze, non perde l'atteggiamento dell'eroe e, in fondo, dell'uomo di gran cuore".
Potremmo chiederci cosa ci sia di eroico in Alejandro Almonte, finora, visto che si è comprato una moglie, non ha lottato per conquistarne l'amore e si è lasciato dominare dai sentimenti e dalla sete di vendetta, non appena scoperto l'inganno. Ma è anche vero che si è sentito vicino Alejandro e si è stati dalla sua parte, più che da quella di Montserrat, proprio nelle puntate in cui ha scoperto di essere stato ingannato e che José Luis, il rivale d'amore, era quel nuovo fattore che lui, per questioni generazionali e di condivisione degli stessi ideali di solidarietà e giustizia, aveva iniziato a considerare un amico. Che interpretazione, Sebastián Rulli! Che pianti, che occhi rossi, che gestualità controllata nella finzione dell'irrazionalità, che credibilità nell'espressione del dolore, della delusione, del tradimento! Che scoperta, questo 38enne argentino che deve il successo a Televisa e al Messico! "Da semplice galán adesso è un attore capace di mostrare le diverse sfumature, con un personaggio che è, sicuro, la sua grande opportunità e che lo consacra come uno dei migliori e più intensi protagonisti melodrammatici, dopo una crescita evidente nella sua traiettoria nelle telenovelas" scrive Aviña. "Sebastián è all'altezza di una splendida sceneggiatura e di uno dei personaggi più completi che gli siano toccati, per invidia di molti che, forse, non avrebbero potuto interpretarlo come sta facendo lui" conclude.
Al veder recitare Rulli, così intenso, ferito e despechado, ma sempre muerto de amor per la moglie (esisterebbe il despecho, il dispetto, se non ci fosse l'amore?), viene in mente William Levy. Pure lui bello e corteggiato, con nel curriculum molte telenovelas dalla trama dimenticabile, non appena si è trovato per le mani un personaggio credibile, l'Alejandro Lombardi di Sortilegio (bisogna state attenti agli Alejandro di Televisa!), ecco che ha dimostrato le mille sfaccettature di cui è capace. Che non ci sia adesso una La tempestad nel cammino di Sebastián Rulli.



mercoledì 15 gennaio 2014

Bionda, seducente e curvilinea, Aracely Arámbula sorprende tutti con un look molto sensuale

Archiviata anche la storia d'amore con Sebastián Rulli e tornata a essere mamma single degli adorati Miguel e Daniel, Aracely Arámbula è inarrestabile nella sua vita professionale. Dopo il successo de La patrona e in attesa dell'inizio delle riprese de Los miserables (cosa non farà Telemundo dell'opera di Victor Hugo?!), la bella messicana si dedica al teatro e porta in tournée nel suo Paese Por qué los hombres aman a las cabronas (Perché gli uomini amano le stronze), spettacolo tratto dal libro Why men love bitches, della statunitense Sherry Argov, e interpretato con il collega Gabriel Soto, idolo delle signore, con cui ha già lavorato nella telenovela La via del amor. Dieci anni dopo, al leggere le loro dichiarazioni, sono entrambi entusiasti di ritrovarsi su un palcoscenico.
Alla presentazione del nuovo spettacolo, Aracely è arrivata bionda, sensuale e seducente, lasciando senza fiato e senza parole. Con un vestito molto aderente, che non nascondeva nessuna curva, con un'ampia scollatura, che non lasciava molta immaginazione sul suo décolleté, con le labbra rosso fuoco e la chioma bionda sciolta, la bella attrice di Chihuahua ha sedotto i presenti e conquistato le pagine di molti siti web ispanici.
La foto, che trovate un po' ovunque, appartiene alla galleria fotografica dell'edizione messicana di Hola.



martedì 14 gennaio 2014

Bellissimi delle telenovelas, scelti da Telemundo e in corsa per un voto come attori dell'anno

Telemundo presenta una sfilata di belli delle telenovelas, tra cui scegliere il galanazo, il protagonista maschile bello e innamorato (e spesso anche tonto), che più ha fatto sognare le telespettatrici.
Si tratta dei bellissimi made in Miami: attori giovani e meno giovani, provenienti da ogni parte di Latinoamérica, tutti orbitanti  intorno a Miami, nuova Mecca del settore, grazie ai dollari e al potente pubblico ispanico degli Stati Uniti, tutti obbedienti all'estetica maschile imperante tra le ispaniche (quindi in larga parte messicane) degli States. Notevole è l'ambientazione delle foto, l'ampio uso di biancheria intima stile Dolce&Gabbana, delle lenzuola e dei jeans, come elementi di seduzione.
Sono tutti dotati di bicipiti straordinari e di braccia possenti, frutto di ore di palestra, usano sguardi seduttori, mostrano orgogliosi i loro pettorali perché sanno che di questo si tratta e non importa se si ricordano interpretazioni memorabili di pochi di loro. Ma le telenovelas miamensi sono così: alta concentrazione di bellezza aderente ai canoni delle ispaniche, sia femminile o maschile, estetica hortera, come si direbbe in spagnolo (di poco gusto), e scarsa attenzione al talento recitativo, che non è sempre così brillante.
Nella sua galleria di galanes, Telemundo non si è dimenticata proprio nessuno degli attori che recitano tra Miami, Città del Messico e Bogotà, le tre capitali di riferimento (e pazienza per Santiago del Cile o Buenos Aires, le cui telenovelas difficilmente arrivano negli States in versione originale, ma sempre attraverso inguardabili refritos). Nella lunga sfilata ce ne sono ben 64 di ogni età (alcuni, come Humberto Zurita, un tempo bellissimo e uno dei pochi presenti dotati di talento, è ormai alle soglie della pensione, con i suoi 61 anni…) e nazionalità.
Io rimango con i miei ultimi due prediletti, Diego Soldano e Sebastián Rulli, il primo ha illuminato la seconda parte de La patrona, rendendola finalmente intrigante, con la sua incorruttibilità messa alla prova da un amore impossibile e imprevedibile, il secondo è la principale ragione per cui Lo que la vida me robó, ennesimo remake di Bodas de Odio di Televisa, si fa ancora guardare. Sono entrambi argentini, di cognome italiano, emigrati verso il Nord per trovare successo. Chissà se è un caso (che i miei prediletti siano argentini, non il resto).
La galleria di foto è su msn.telemundo.com.




domenica 12 gennaio 2014

Tenerezze e sorrisi per Benjamín Vicuña e Pampita, a Punta del Este

Da quando sono una delle coppie più ammirate d'Argentina Benjamín Vicuña e Carolina Ardohain (ma chiamatela Pampita, come fanno i suoi compatrioti, ricordando le sue origini nella pampa), hanno un appuntamento irrinunciabile: le feste di fine anno e parte di gennaio, sulle spiagge di Punta del Este, nell'Uruguay.
Si potrebbe dire che le scene di tenerezze familiari che vivono nella località uruguayana sono uno dei must estivi delle riviste di Buenos Aires. Non c'è stata eccezione quest'anno: l'attore cileno e la modella argentina sono stati di nuovo tra le celebrities protagoniste del debutto dell'estate esteñas. Un paio di numeri fa, l'edizione argentina di Hola li ha messi in copertina, con i loro piccoli Bautista e Beltrán, e all'interno ha mostrato le immagini di una serenità familiare riconquistata, con sorrisi, giochi e tenerezze per i bambini. Blanca, come ha scritto teneramente Benjamín nei giorni di Natale, è una 'luce bianca che illumina il paesaggio' ed è bello rivedere i suoi genitori riprendere la vita con un sorriso.
Su foros.vogue.es, nel thread dedicato a Pampita, varie foto delle vacanze della famiglia e il servizio pubblicato da Hola.




giovedì 9 gennaio 2014

La stretta di mano di Maduro e Capriles, dopo l'assassinio di Mónica Spear: basta violenza nel Venezuela

Nicolás, ti propongono di mettere da parte le nostre profonde differenze e di unirci contro l'insicurezza, come un solo blocco. Il tweet di Hector Capriles, capo dell'opposizione venezuelana e uomo più odiato del chavismo, diretto al Presidente Nicolás Maduro, potrebbe segnare la svolta nella storia di violenza del Venezuela.
E' arrivato due giorni dopo l'assassinio di Mónica Spear, Miss Venezuela 2004, diventata star delle telenovelas, e del suo ex marito, Thomas Henry Barry, su un'autostrada del Venezuela centrale, tra Puerto Cabello e Valencia, mentre aspettavano i soccorsi per la loro auto in panne. L'uccisione della coppia, crivellata di colpi mentre era chiusa in macchina nel tentativo di resistere alla rapina, e il ferimento della figlia Maya, una bambina di 5 anni che sta offrendo la sua preziosa testimonianza alle indagini, ma non sa ancora ch ei suoi genitori non ci sono più, ha scosso il Paese.
Il Venezuela è uno dei Paesi più violenti del mondo, con un tasso di 79 omicidi ogni 100mila abitanti; una cifra aspramente contestata dal Governo, che l'ha ridotta a 39 omicidi ogni 100mila abitanti. Il che non toglie che il numero sia alto e che il senso di insicurezza dei venezuelani sia ogni giorno maggiore.
Maduro ha risposto al tweet di Capriles abbassando le armi e i toni della loro guerra personale: dal 14 aprile 2013, quando il presidente ha vinto le elezioni per soli 200mila voti, la delegittimazione tra i due è stata costante. La Colombia ha rischiato la rottura dei rapporti diplomatici per aver ricevuto Capriles, il leader dell'opposizione non perde occasione per parlare di brogli elettorali, che gli sono costati la sconfitta.
I due si sono incontrati ieri, in una riunione indetta da Maduro con i Governatori degli Stati (Capriles è governatore di Miranda) e con i sindaci delle principali città del Paese. Si sono stretti la mano e la foto campeggia in buona parte dei quotidiani e dei siti web latinoamericani. Non è una pace, è un armistizio, davanti a un Paese choccato, che dopo l'assassinio della bella attrice e di suo marito, avvenuto davanti a una bambina di 5 anni, grida alta la sua protesta ed esige maggiore sicurezza nelle sue strade.
Ieri, i primi a mobilitarsi sono stati gli artisti venezuelani, che hanno marciato nelle strade di Caracas per potare una lettera all'Assemblea nazionale, per chiedere maggiore sicurezza cittadina e condannare l'assassinio di Mónica e di Thomas. Nel documento chiedono misure affinché "chi amministra lo Stato cambi parole e azioni e assuma posizioni chiare contro la violenza". "Con tutto il rispetto e in pieno diritto, chiediamo all'esecutivo e alle sue forze difensive che finisca la violenza. Che si lotti apertamente contro la violenza sfrenata, libera e padrona delle strade, padrona del nostro tempo, padrona del nostro spazio, padrona della nostra libertà. Padrona del nostro Venezuela. Noi artisti non vorremmo arrivare a pensare che la delinquenza governa e legifera nel Venezuela" scrivono nella missiva, secondo il quotidiano di Caracas El Universal.
Al Governo, che chiede di non politicizzare la morte di Spear, dicono che "siamo artisti e non politici", ma "una morte per violenza nel nostro Paese, e in qualunque altro Paese del pianeta, è un atto politico, perché è un affronto pubblico, un'aggressione pubblica, una rottura dell'ordine pubblico. La violenza nel Venezuela è istituzionale".
Il presidente Maduro sembra essere entrato in sintonia con i sentimenti dei venezuelani e ha promesso "mano di ferro" per risolvere il caso. "Quello che è successo ha sconvolto noi tutti, è un insieme di eventi violenti, negli ultimi 15 giorni, e dobbiamo mettere fine alla violenza, nessuno può rimanere a braccia conserte".
Nella riunione con i Governatori ha proposto un maggior coordinamento e la costruzione di un nuovo modello di Polizia, omologando tutti gli enti presenti nel Paese; ha anche annunciato la creazione di un centro d'attenzione per le vittime. "Io mi assumo le mie responsabilità" ha assicurato.
Le indagini sull'assassinio di Mónica Spear e Thomas Henry Berry proseguono. La Polizia ha fermato sette persone, due delle quali minorenni, e nelle prossime ore il Ministero Pubblico le porterà davanti a un Tribunale di controllo dello Stato di Carabobo.
"Sui colpevoli cadrà tutto il peso della legge" ha promesso il presidente Maduro.
La morte della bella Miss Venezuela 2004, in questi giorni sugli schermi di Rai2 con la sua ultima telenovela, Pasión prohibida, sembra segnare un prima e un dopo per un Paese stanco di insicurezza e violenza. Il uo bel volto famoso è diventato il simbolo delle migliaia di cittadini venezuelani che ogni anno sono vittime di violenze, abusi, furti, senza ricevere Giustizia. Lo ricorda anche un cartello portato in alto da un manifestante, ieri a Caracas, durante il corteo degli artisti: Un volto famoso, migliaia di cittadini anonimi (su eluniversal.com c'è una galleria fotografica sulla manifestazione).
La stretta di mano di Maduro e Capriles, ieri a Caracas.



martedì 7 gennaio 2014

Muore assassinata nel Venezuela Mónica Spear, la protagonista di Pasión prohibida

E' arrivato anche un messaggio del presidente del Venezuela Nicolás Maduro, per salutare Mónica Spear, Miss Venezuela 2004 e star di molte telenovelas, tra Miami e Caracas, uccisa insieme all'ex-marito, ieri, sull'autostrada Puerto Cabello-Valencia, probabilmente durante un tentativo di furto, mentre aspettavano i soccorsi alla loro auto rimasta in panne.
"Vogliamo trasmettere a voi e a tutta la comunità di artisti del Paese, il dolore e la costernazione che sentiamo per questa situazione e quanto sia triste la perdita della vita di una giovane così spirituale come quest'artista che abbiamo perso" ha scritto il presidente in un comunicato.
La morte di una giovane donna di 29 anni, in un modo così violento, è sempre sconvolgente: con Mónica è morto l'ex-marito Henry Thomas Berry, mentre Maya, la loro bambina di 5 anni, per la quale continuavano a mantenere ottimi rapporti, è rimasta ferita a una gamba e, ricoverata in ospedale, è in condizioni stabili e non gravi. Lo choc e le sue conseguenze sulla sua vita futura sono un'altra cosa.
Ma la notizia della morte dell'attrice è arrivata proprio il giorno in cui la sua ultima telenovela, Pasión prohibida, ha esordito su Rai2, prima telenovela inedita su una tv nazionale italiana, in chiaro, da almeno vent'anni. Si potrebbe dire che la notizia dell'assassinio è stata resa ufficiale proprio mentre su Rai2 andava in onda la prima puntata di Pasión pohibida. E' triste che la bella notizia di una telenovela nuova, messa in onda fino a pochi mesi fa su Telemundo, network ispanico di Miami, venga associata a questa morte ingiusta e violenta, nel Venezuela. E' anche un po' choccante.
Come molte reginette di bellezza latinoamericane, Mónica, che era arrivata quarta a Miss Universo 2005, era passata alla recitazione e aveva recitato in varie telenovelas venezuelane di successo. Leggevo proprio pochi giorni fa, per preparare il post dedicato a Pasión prohibida, i titoli delle telenovelas di cui è stata protagonista: Mi prima Ciela, La mujer perfecta, Calle Luna Calle Sol. E poi il salto internazionale, l'apertura del sogno americano con Telemundo, a Miami: Flor salvaje, che non era andata benissimo, e quindi Pasión prohibida, finita pochi mesi fa senza entusiasmare particolarmente il pubblico. Ma Telemundo continuava a credere in lei e la bella venezuelana stava già preparandosi a una nuova telenovela, Superespía Latinoamericana. Non ho visto nessuna delle telenovelas interpretate da Mónica Spear, non amo particolarmente le produzioni venezuelane e di Miami, ma mi ha colpito che in vari lavori abbia interpretato giovani donne affette da malattie o sindromi rare e tutte con grande voglia di superare la malattia, di superarsi e di andare avanti. Un bel messaggio, da una Miss Venezuela.
Prima di iniziare le riprese della nuova produzione, l'attrice si era dedicata una vacanza nel suo Paese e aveva dato conto di questo viaggio su Twitter, pubblicando foto, e commenti, sempre affettuosi e orgogliosi. Ci sono tweets anche su Pasión prohibida, che in questi giorni ha esordito in Francia e in Italia. L'ultimo il 6 gennaio, il giorno della sua morte, è dedicato alla magia de los llanos, delle grandi pianure del Venezuela.
Ed è su Twitter che i suoi colleghi stanno esprimendo il loro dolore. Tra i primi c'è stato Jencarlos Canela, che è stato con Mónica il protagonista di Pasión prohibida. "Sono senza parole, sentirò la tua mancanza, amica @MonicaSpear. E mia bella Maya, ti amo. Non sei sola!" ha scritto. La compagna di Canela, la popolare attrice Gaby Espino, è venezuelana, come Mónica e in due tweets ha parlato del suo corazón roto e ha espresso le sue condoglianze alla famiglia.
Sono gli artisti venezuelani che  vivono e lavorano all'estero che hanno associato la morte di Mónica alla violenza e all'insicurezza che si vive nel loro Paese. La bellissima Marjorie de Sousa, da tempo trapiantata in Messico come attrice delle telenovelas di Televisa, ha scritto: "Che pena che per toglierti qualcosa ti uccidano! Che triste il mio Venezuela. Fino a che punto? Fino a quando? Dio ti benedica, dove ti trovi, @MonicaSpear". E la conduttrice e attrice Chiquinquira Delgado, anche lei a Miami: "Fino a quando? Quanto vale una vita nel Venezuela? Che triste notizia #MonicaSpear". Barbara Palacios, che fu Miss Universo nel 1986, anche lei venezuelana, scrive: "Che dolore sento per la morte di una persona di talento come Mónica Spear e di suo marito, che hanno lasciato una bella bambina di 5 anni. La Morte controlla il Venezuela!"
Ci sono messaggi di affetto e cordoglio da centinaia di persone della comunità latinoamericana e si capisce, al leggerli, come le telenovelas e le tv di Miami stiano davvero creando uno spirito transnazionale. Ma mi piace concludere con due tweets di Carlos Mata, attore venezuelano che è stato molto amato anche dagli appassionati italiani di telenovelas: "Stupore e dolore per il selvaggio assassinio della collega attrice Mónica Spear e di suo marito. L'orrore percorre quotidianamente il mio amato Paese. Dio!" E poi, poco dopo: "Quando piangiamo Mónica, piangiamo per ognuna delle migliaia di vittime, degli umili e degli sconosciuti assassinati".
Que en paz decanses, Mónica, una pena che nei giorni in cui i tuoi lavori arrivano in Europa, non possa più godere i risultati per cui hai tanto lavorato.
Su peopleeenespanol.com, una bella galleria fotografica, con immagini prese anche da Twitter, dedicata all'attrice assassinata.


lunedì 6 gennaio 2014

Lo stile di Sebastián Rulli all'aeroporto, dopo le vacanze con l'Extreme Team

Ammettiamolo, lo stile scelto per atterrare all'aeroporto di Città del Messico non è di quelli memorabili, ma Sebastián Rulli è talmente luminoso e fascinoso che gli si perdonano scarpette rosse e panama inseparabile.
Quello che si è invidiabile è la vacanza che l'attore argentino si è appena concesso e che ha ampiamente pubblicizzato su Twitter, con toni allegri e spensierati. E' stato nello Yucatàn con i colleghi Ferdinando Valencia (interpreta Adolfo in Lo que la vida me robó, la telenovela di cui il bell'argentino è protagonista) e Sachi Tamashiro. Ai giorni di spiaggia, i tre hanno alternato il turismo d'avventura, nuotando con gli squali, praticando flyboard, visitando i cenotes, i laghi sotterranei protetti da splendide grotte, che piacciono tanto alle telenovelas per le scene romantiche, da Sortilegio, con William Levy e Jacqueline Bracamontes, a Un gancho al corazón, con lo stesso Rulli e Danna Garcia.
I tre, denominatisi Extreme Team, si sono sfidati su quads nella selva tropicale, hanno assistito a un festival di musica elettronica e si sono regalati la fine dell'anno su una spiaggia. Il tutto ampiamente testimoniato dai tweets e dalle foto di Rulli. Al vederlo vengono idee per possibili vacanze messicane e chissà che alla fine non fosse quello lo scopo di Sebastian, al ricordare di tanto in tanto ATVExplorer, che, con ricerca su Google, si scopre essere un tour operator specializzato in escursioni atipiche nella selva dello Yucatàn.
Le foto, dal Twitter di Sebastián Rulli (tranne la foto dell'aeroporto, da Hola México).






domenica 5 gennaio 2014

Rai2 riporta le telenovelas nel pomeriggio italiano: arriva Pasión prohibida, con il sex-symbol Jencarlos Canela

Sarò sincera: Pasión prohibida non è la prima telenovela che mi verrebbe in mente da proporre al pubblico di una tv generalista italiana, a secco di produzioni sudamericane da una ventina d'anni. Né Telemundo è la prima tv da cui comprerei una telenovela, avendo quasi sempre le sue produzioni un ottimo inizio e problemi di traballante sceneggiatura nel seguito (le uniche eccezioni, tra le telenovelas che ho visto, sono La reina del sur e La patrona, entrambe raccomandabili, per ragioni diverse).
Ma Rai2 manderà in onda, dal 7 gennaio 2014 alle 14, Pasión prohibida e, dunque, parliamo di Pasión prohibida, che almeno è una telenovela non dico di questo secolo, che in Italia è già cosa eccezionale, ma addirittura andata in onda fino a pochi mesi fa.
Siccome Telemundo, difficilmente si dedica a produzioni originali e preferisce fare i remake di telenovelas cilene, argentine o colombiane, con risultati piuttosto alterni (quando non pessimi), anche Pasión prohibida è un refrito. Ma, sorpresa, e ragione d'interesse, è l'adattamento alla realtà ispanica di una telenovela turca di grande successo, Aşk-ı Memnu (Amore proibito). Andata in onda in Turchia un paio di anni fa, ha battuto ogni record d'ascolto ed è stata un grande successo anche nel Medio Oriente e nei Balcani, dove, a quanto pare, le produzioni turche vengono seguite con grande interesse (cosa non ci perdiamo in Italia, fissati solo con serie tedesche o anglosassoni e senza mai volgere lo sguardo altrove).
Come spiega il titolo, la telenovela racconta un amore proibito. Nella versione miamense i due protagonisti si chiamano Bruno e Bianca. Lei ha un rapporto decisamente conflittuale con la madre, la fredda e pragmatica Flavia, che considera responsabile della morte del padre; quando Flavia mette gli occhi sul ricco vedovo Ariel, per puro interesse, la bella Bianca decide di conquistarlo, per vendetta. Lo sposa, rompendo le uova nel paniere alla madre, e si adatta alla vita di giovane milionaria, amatissima dal maturo marito. Il copione della sua vita amorosa potrebbe essere terminato qui, se non fosse che arriva in città l'aitante Bruno, nipote di Ariel, sciupafemmine estroverso e simpatico, che in un primo momento si fa odiare da Bianca per come conquista e pianta la sorella Penélope e poi. Poi Bianca e Bruno si innamorano davvero, non vogliono fare del male al buon Ariel e vivono clandestinamente la loro passione proibita, fino all'inevitabile finale.
Non ho visto la telenovela, Telemundo non è santo de mi devoción, come ho già spiegato, ma ho avuto modo di seguire su Twitter e in vari forum lo sviluppo della telenovela in tempo reale, mentre andava in onda. I pareri sono discordanti. C'è chi ha smesso di vederla perché esalta l'infedeltà coniugale e un amore proibito e poco etico (esagerati!). C'è chi se ne è innamorato, seguendo con passione l'amore di Bianca e Bruno e sentendo pena per Ariel, che niente sa e che è un brav'uomo, innamorato della giovane moglie. C'è chi l'ha detestata, considerandola la classica produzione di Telemundo, con grande dispendio di mezzi e poca sostanza.
Pasión prohibida merita una chance per varie ragioni. La prima è che un remake di una storia turca, il che è decisamente curioso: è la prima volta che a Miami guardano verso il Medio Oriente per le loro telenovelas (se ricordo bene hanno già scopiazzato una telenovela sudcoreana, ma non posso giurarci). La seconda è il protagonista, Jencarlos Canela, l'ultimo sex-symbol prodotto da Cuba per le telenovelas latinoamericane. 25enne, alto, aitante, con maliziosi occhi verdi e un look da divo ribelle senza causa degli anni 50, il bel Jencarlos segue la scia di Francisco Gattorno, César Évora, Mario Cimarro e William Levy, costringendo ancora una volta a chiedersi se a Cuba fanno anche uomini brutti. Nato a Miami da una famiglia cubana, è stato lanciato alla fama internazionale dalla telenovela Más sabe el Diablo, in cui ha incontrato anche l'amore, l'attrice venezuelana Gabriela Espino, che ha 9 anni più di lui e gli ha già dato un figlio, Nickolas, identico a lui. Insieme alla recitazione Jencarlos gestisce una carriera di cantante pop di grande successo ispanico negli Stati Uniti (canta quasi sempre il tema principale delle sue telenovelas Pasión prohibida non fa eccezione). Per dire di quanto sia amato dal pubblico ispanico: qualche anno fa ha ottenuto lo storico risultato di essere il primo artista di Telemundo candidato a un Premio Lo Nuestro della rivale Univisión, votato dal pubblico che sceglie i candidati sul web. Ci sarà modo per tornare a parlare di lui nelle prossime settimane.
Ad accompagnare Jencarlos, nel cast della telenovela, ci sono Monica Spear, che interpreta Bianca, Roberto Vander, che dà volto ad Ariel, e, soprattutto, una vecchia conoscenza degli amanti italiani delle telenovelas, la messicana Rebecca Jones, indimenticata Vilma de La tana dei lupi, che interpreta l'arrivista Flavia.
PS non volevo vedere Pasión prohibida, ma per scrivere questo post mi è capitato di leggere una recensione entusiastica sul blog Hablemos detelenovelas e ho cambiato idea.
Da youtube, Dime, il tema principale di Pasión prohibida, cantato da Jencarlos Canela.