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mercoledì 17 dicembre 2014

Viggo Mortensen con le buste della spesa, a Madrid

Chi lo direbbe mai, quel signore carico di buste della spesa, vestito in maniera trasandata e casual, di gusto più nordico che mediterraneo, è Viggo Mortensen. Di casa a Madrid, dove vive da qualche anno con Ariadna Gil, l'attore statunitense è stato beccato a passeggio per la capitale, come un passante qualsiasi. Non lo riconoscono i fans (e se lo riconoscono non lo infastidiscono), così lui ha il tempo di guardarsi le vetrine e di fermarsi a un'edicola, per sbirciare qualche libro.

Siccome la curiosità è femmina, è d'obbligo controllare su Google che negozio sia Pasajes, il cui nome campeggia dalla maggioranza delle buste che porta Viggo, piuttosto pesanti, a giudicare dalla sua postura. E Google ha dato il suo responso: è una Libreria Internacional, a poca distanza dal centro e dalla plaza de Colón, in calle Génova (curiosità ulteriore, anche se non c'entra, è la stessa via in cui c'è la sede nazionale del Partido Popular). Eclettico, fascinoso, misterioso e carico non di buste della spesa, ma di libri. Ariadna, tienitelo stretto.

Le foto, da foros.vogue.es, nella pagina dedicata a Viggo Mortensen.

Fernando Alonso e Lara Álvarez, coppia a sorpresa di fine anno?

E' bastata una foto, una sola foto, la cui provenienza non è ancora chiara, per far scattare tutti gli allarmi: Fernando Alonso potrebbe aver dimenticato Dasha Kapustina tra le braccia dell'ennesima giornalista che bazzica intorno allo sport, Lara Álvarez. Non è ancora chiaro da dove provenga la foto, chi l'abbia scattata e come sia finita nel web. Sarebbe anche una foto del tutto innocente: si vedono Lara sorridente e, accanto a lei e di spalle, Fernando, insieme a un gruppo di altre persone, in una sorta di riunione dop la festa di Natale della Ferrari, a Maranello; non sarebbe una prova di romance, insomma. Ma nessuno sapeva che i due si frequentassero in privato.

Nuovo amore in arrivo sui media? Se fosse così, non ci sarebbe coppia più sorprendente in questo finale di anno. Che la storia d'amore tra Fernando Alonso e Dasha Kapustina non stesse vivendo il suo momento migliore lo si commentava da settimane: non solo la modella russa non si è vista agli ultimi appuntamenti della Formula 1, non solo sono ormai settimane che è in Russia, mentre Fernando ha la base a Dubai e lì ritorna tra un impegno e l'altro, non solo Dasha ha chiuso Twitter e ogni profilo sulle reti sociali, mantenendo solo Instagram, dove cancella ogni commento che si riferisca ad Alonso, ma qualche giorno fa è stato il suo compleanno e il pilota spagnolo non ha fatto alcun riferimento a lei nelle reti sociali (mentre 'prima' si scambiavano volentieri frasi e foto affettuose).

28enne, mora, dotata di uno sguardo espressivo e di un sorriso travolgente, Lara Álvarez è diventata famosa per essere stata la fidanzata tira e molla del madridista Sergio Ramos; si sono presi e lasciati così tante volte che si è perso il conto, fino agli Europei del 2012, quando Sergio le ha dedicato un gol, sperando di riconquistarla. All'epoca lei era l'inviata speciale del Moto GP, trasmesso da Mediaset, era disinvolta, sorridente e sapeva cavarsela, anche se si vedeva che non aveva mai visto prima un Gran Premio di motociclismo (mentre Sara Carbonero, che fa l'esperta di calcio, si perde in un bicchiere d'acqua e in un mare di banalità a ogni diretta). Poi la storia con Ramos è finita e, combinazione, è saltato anche il contratto con Mediaset, rotto improvvisamente e in modi amichevoli. Un ritorno nelle natali Asturie per ricaricare le energie, e poi Lara è ripartita alla conquista di Madrid, con i suoi occhi intelligenti e il suo sorriso luminoso. In attesa della giusta occasione ha accettato ospitate, ha collaborato in trasmissioni sportive dove inevitabilmente la mettevano a parlare di Ramos e della nuova compagna, l'esplosiva Pilar Rubio, e si è inventata un programma divertente su Internet, con il collega Ángel Martin. Poi è tornata nel grande giro e da qualche tempo è uno dei volti di Espejo Público, magazine mattutino di Antena 3.

Da qualche ora gira nel web la misteriosa fotografia di lei e Alonso e i media del corazón stanno cercando affannosamente spiegazioni ai rumores; a domanda dei colleghi la furba Lara risponde che non parla della sua vita privata e che i rumores questo sono, rumores (ma non è una smentita, notano in attesa, sia nel web che nei media); Fernando neanche lo contattano perché si sa come reagisce a ogni richiesta di informazioni sul suo privato. Ma.

Oggi pomeriggio Mediaset ha fatto sapere di aver contrattato di nuovo Lara Álvarez per un anno. Non si sa ancora in che ruolo. E allora partono i maligni: non è che Mediaset si è assicurata la Formula 1 e farà di Lara il suo nuovo volto? Comunque, è una malignità: fidanzata o meno di Alonso, si meriterebbe il posto più di certe bellissime che stanno dove stanno per avere per fidanzato un atleta popolare e mediatico.

Dal web spagnolo, la foto di Fernando Alonso e Lara Álvarez.

 

 

mercoledì 3 dicembre 2014

Hiba Abouk e Alex Gonzalez hot, in attesa di El Príncipe

La seconda stagione di El Principe, una delle migliori serie tv spagnole degli ultimi anni, andrà in onda nel 2015, probabilmente dalla fine di gennaio, dato che TeleCinco ha già iniziato a parlarne e a farne parlare.

Ripeta o meno il grande successo della prima, la prossima stagione sarà l'ultima, lo ha deciso la tv di Mediaset e la scelta è condivisibile: è bene che una serie saluti il pubblico essendo all'apice, senza allungamenti inutili.

Manuel Villanueva, il Direttore Generale di Contenuti di Mediaset España ha raccontato alcune novità della seconda stagione, lasciando i fans ancora più intrigati: "Se nel Príncipe niente è quello che sembra" ha affermato "in questa seconda stagione niente sarà quello che sembrava". Un'anticipazione delle sorprese della prossima stagione l'abbiamo avuta proprio sul finale della serie, quando è stato chiaro che Khaled, il fidanzato di Fátima, non era proprio quell'angelo di uomo dal dolce accento francese.

L'azione della seconda stagione parte sei mesi dopo la morte di Abdu. Fátima è sposata con Khaled e Morey torna a Ceuta, per convincerla della pericolosità del marito. Ma, è inevitabile, Fátima detesta il bell'agente del CNI, che considera responsabile della morte del fratello e Khaled è all'apparenza uno dei benefattori del Príncipe, dato che aiuta i ragazzi del quartiere a costruirsi un futuro. Possiamo però credere che Javier rinuncerà alla donna che ama o che Fátima resisterà all'amore che sente per lui? E cosa ne sarà del tenebroso Faruq, sempre boss del Príncipe, ma anche costretto, da un evento familiare, a guardare con altri occhi le lotte per il controllo del quartiere? Ci sono otto puntate per scoprirlo.

Intanto la batteria di fuoco della comunicazione è partita. Hiba Abouk e Álex González, che interpretano i due protagonisti, saranno sulla copertina di dicembre del mensile Woman, con un servizio fotografico che raccontano muy hot. Questo è il making of pubblicato dalla rivista su youtube.



lunedì 1 dicembre 2014

Alfonso Diez, il Duca d'Alba vedovo, è il nuovo fidanzato di Spagna

La Spagna ha una passione per i vedovi. Per chi è stato protagonista di una storia d'amore contrastata e mediatica e che è poi terminata tragicamente, con la scomparsa dell'amato. Isabel Pantoja è stata per anni la viuda de España, la Vedova di Spagna: suo marito, il gran torero Paquirri, era morto nell'arena, lasciandola sola con un bambino di pochi mesi, al termine di una storia d'amore molto mediatica, che univa, ancora una volta, una cantaora a un matador de toros, secondo il più classico degli stereotipi della Spagna più stereotipata. Ogni passo della giovanissima vedova (aveva 29 anni) era seguito con un affetto smisurato, con un'attenzione soffocante, e un po' tutti sentono simpatia per Paquirrin, il bambino che non ha mai conosciuto suo padre e che oggi è un giovanotto volitivo, che niente ha ereditato della bellezza paterna e materna (lui, con molta autoironia andalusa dice che la bellezza se la sono presa tutta i figli maggiori di Paquirri, Francisco e Cayetano, e che a lui è rimasta solo la simpatia).

Adesso c'è Alfonso Diez, da qualche giorno vedovo di doña Cayetana de Alba. "Bisognerebbe essere più che rozza, cieca e sordomuta per non essersi resa conto in diretta della nascita del nuovo fidanzato di Spagna" scrive Luz Sanchez-Mellado in un articolo carico di ironia e battute per El Pais "Con il dovuto rispetto per figli e amici, nel lutto per la duchessissima, il vincitore assoluto è stato l'ultimo ad arrivare alla dinastia. Né il legittimo erede, che avrà pure tutte le grandezze di Spagna, ma manca un po' di piccante. Né l'Hermano Mayor del Cristo de los Gitanos (il Fratello Maggiore della Confraternita preferita di Cayetana), che sembrava la sposa in un matrimonio, anche se giurava di odiare il protagonismo. Neanche l'ex bambina terribile Eugenia Martinez de Irujo (la figlia della Duchessa), povera, che qui tutti compiamo gli anni. L'addolorato più interessante di queste esequie è stato Alfonso Diez, duca vedovo e vitalizio d'Alba, anche se tornasse a sposarsi".

Passata la sorpresa per la morte di Cayetana, superati i coccodrillo già pronti, data l'agonia degli ultimi giorni e l'età della Duchessa, adesso i media spagnoli sono preoccupati per il futuro del 63enne ex funzionario pubblico. Si sa che per poter sposare l'amata Cayetana, 25 anni più di lui e una determinazione a ottenere il consenso di tutti quelli che le importavano al suo terzo matrimonio, da re Juan Carlos ai suoi sei figli, Alfonso ha rinunciato a ogni pretesa sul patrimonio della futura moglie. La Duchessa ha anzi diviso i suoi beni in vita, in modo da avere il via libera alle nozze. E tra mugugni, perché non tutti i figli si sono sentiti soddisfatti di quanto ricevuto, e perplessità, perché 25 anni di differenza e 85 anni per un matrimonio sono sempre tanti, i sei 'ragazzi' Alba si sono convinti. Li ha aiutati anche il comportamento di Alfonso, che ha firmato qualunque cosa gli abbiano chiesto per rinunciare all'eredità della moglie (ma può rinunciare alla legittima? E' l'incognita di questi giorni, prima dell'apertura del testamento di Cayetana). Un comportamento, che notano i maligni di Siviglia, ha tolto molte castagne del fuoco ai sei rampolli della Duchessa: nessuno di loro ha mai passato più tempo del necessario a Liria, a Madrid o in Dueñas, a Siviglia, per fare compagnia alla madre, rimasta sola, colpita dagli acciacchi e dalle malinconie della vecchiaia. Ci ha pensato Alfonso, che, da quando è apparso nella vita della Duchessa, sei anni fa, l'ha portata a cinema, l'ha accompagnata nei suoi viaggi, l'ha assistita con affetto, ha apprezzato le sue conversazioni e i suoi interessi. Con lui è rinata, assicurano gli amici.

"Non so se ho saputo dirti quanto ti ho amato, ti amo e ti amerò" ha fatto scrivere Alfonso sulla corona di rose rosse per Cayetana. Parole romantiche che hanno conquistato Siviglia e che hanno percorso tutti i media, interpretate sempre con rispetto e affetto e mai con il sarcasmo che molta stampa radical-chic riserva alle vicende care al corazón, i rotocalchi rosa, siano televisivi o cartacei. Parole che giurano un po' tutti, ogni donna vorrebbe sentirsi dire, come un'ultima dichiarazione d'amore, dall'uomo che le ha accompagnate per qualche tratto della loro vita.

E adesso, cosa sarà di quest'uomo, discreto e silenzioso, attento ed educato, che ha sempre mantenuto il secondo piano, dietro la donna più titolata del mondo, dal passo sempre più malfermo, ma dalla volontà resa più forte dalle difficoltà? Dove andrà a vivere? Di quali mezzi disporrà per mantenere il tenore di vita conosciuto durante il matrimonio? Tornerà a sposarsi? Carlos, il nuovo Duca d'Alba, ha già iniziato a dare le prime indicazioni di cosa sarà il suo Ducato. Ed è un nuovo capitolo nella secolare storia della più gloriosa dinastia aristocratica spagnola.

Dueñas, il palazzo prediletto di Cayetana, sarà chiuso, perché il neo-Duca vive a Madrid e non ha per Siviglia la passione che aveva la madre. Per ora Alfonso rimane ancora lì, ma è chiaro che dovrà andarsene, magari prima di Natale, subito dopo la messa di trigesima per Cayetana, che sarà celebrata a Madrid, alla presenza, si dice, della Famiglia Reale (del resto Felipe e Letizia devono farsi perdonare lo 'sgarbo' di non aver presenziato il funerale della più monarchica dei nobili spagnoli). Forse andrà a Sanlúcar de Barrameda, sull'estuario del Guadalquivir, dove possiede una casa che Cayetana lo stava aiutando ad arredare. Non si sa ancora se nel suo testamento la Duchessa gli ha lasciato un vitalizio, un piccolo pezzo del patrimonio di famiglia, gli strumenti per mantenere uno stile di vita decoroso, né si sa se i figli di Cayetana, in segno di ringraziamento per essere stato accanto alla madre con affetto e devozione negli ultimi anni, gli daranno una rendita, una casa, un qualcosa che ricordi a tutti che è il Duca d'Alba vedovo, l'uomo per il quale doña Cayetana de Alba se ha puesto el mundo por montera (non ha ascoltato nessuno) per l'ultima volta.

A pensare a questi suoi sei anni di notorietà pubblica, accanto alla Duchessa, si è quasi sicuri che don Alfonso non tornerà a sposarsi. Il che lo rende davvero il nuevo novio de España. Che gli dei lo aiutino.

domenica 30 novembre 2014

La carica dei politici belli in Spagna, il capitano è Pedro Sánchez

"La rinascita democratica della Spagna passa per il rinnovamento estetico dei suoi leaders" assicura La otra crónica di El Mundo, oggi, in un articolo semiserio, in cui analizza il sorprendente fascino estetico dei nuovi politici rampanti. Li capitana il 42enne Pedro Sánchez, il nuovo Segretario Generale del PSOE, che con il suo 1,90 attira subito lo sguardo e poi convince con volto e sorriso da modello (e anche la stampa italiana, quando lo ha presentato, in occasione della sua elezione e dei suoi incontri con Matteo Renzi, ha insistito più sulle sue qualità estetiche che su quelle politiche, ancora tutte da scoprire, in un PSOE con forte necessità di rinnovamento, non solo generazionale). Dietro di lui c'è il 28enne Alberto Garzón, il deputato più giovane del Parlamento, proveniente dalla galassia indignada e prossimo candidato alle primarie di Izquierda Unida, la sinistra radicale spagnola: un 28enne candidato a guidare il movimento più importante della sinistra alternativa! Il bel Garzón, che nelle interviste mostra idee chiare, critiche durissime al bipartitismo che ha retto la Spagna finora e nessun timore reverenziale per la Transición, è anche l'unico politico spagnolo con un Club di Fans omosessuali, su Facebook.

Secondo La otra crónica, il 'padre' di questa tendenza alla valorizzazione estetica dei politici è il 35enne catalano Albert Rivera. Nel 2006, quando ha presentato Ciutadans, il suo partito, con cui rivendica l'identità catalana, ma all'interno delle Spagna e in un'economia di mercato, il giovane leader si è fatto fotografare nudo, con le mani davanti alle parti intime, per dimostrare che era nato il partito in cui ci si poteva identificare. Rivera è da tempo molto vicino a UPyD, il partito centrista di Rosa Diez, e si parla sempre più spesso di una loro unificazione. Nell'UPyD milita il 49enne Toni Cantó, uno degli attori più belli degli anni 80 e 90 (ha lavorato anche in Tutto su mia madre di Pedro Almodóvar, in cui interpretava un bellissimo travestito), prestato da qualche tempo alla politica. Toni è adesso il candidato di UPyD alla presidenza della Comunitat Valenciana, dopo aver vinto le primarie. Riuscirà a farsi eleggere viste le dichiarazioni controverse che ha rilasciato in questi anni e la perplessità che suscita l'idea di un attore come presidente?

Se contasse solo la bellezza, uno che non avrebbe problemi alle elezioni è Pedro Sánchez; ai tempi delle primarie contro il collega Eduardo Madina, l'esperta Erika San Clemente, citata da LOC, ha scritto di lui: "Pedro Sánchez è molto bello, anche se a volte appare stucchevole per troppo bello, ma lo è. Ha un'immagine che in televisione viene molto bene, anche se la telecamera lo sorprendesse mentre fa la siesta sul divano. E ha un sorriso che cattura. Si potrebbe quasi dire che, come con Zapatero, ogni volta che sorride riceve mille voti in più". Sarà sufficiente per convincere che il PSOE ha davvero voltato pagina ed è tornato a essere un partito di sinistra dopo i disastri economici dell'ultimo Zapatero e dopo le titubanze dell'era Rubalcaba? Lo scopriremo solo alle prossime elezioni (le prime sono le regionali del 2015).

Quello che è certo è che la sinistra sembra disporre di più leaders belli di quanti dispone la destra: oltre a Sánchez e a Garzón, c'è anche il leader che fa più paura all'establishment in questo momento, Pablo Iglesias, stella nascente della politica spagnola, grazie all'enorme forza di Podemos, nato dalla galassia protestataria degli indignados e in cerca di una sintesi tra rabbia e proposte di governo proprio in questi mesi. Il look di Iglesias non è rassicurante come quello di Sánchez: con la sua barba lunga e i capelli raccolti in una coda, il bel Pablo ha "un'aura da rock star" scrive La otra crónica; "lo si nota nelle groupies che lo sostengono nelle reti sociali, con tweets tipo 'Pablo Iglesias è più figo di ieri, prima dello scrutinio'". L'unico leader di destra che sembra poter rispondere ai belli di sinistra è Borja Samper, portavoce popolare del Parlamento Basco: a 38 anni, con perenne barba di pochi giorni e con sorriso affascinante, è uno dei pochi leaders conservatori in grado di restituire al PP un'anima rigorosa e coerente, estranea agli scandali di corruzione che lo stanno scuotendo e a cui Mariano Rajoy risponde con l'indifferenza vergognosa che dimostra di fronte a qualunque avvenimento spagnolo.

Secondo l'esperto di comunicazione Antoni Gutiérrez-Rubí, consultato da La otra crónica, “" bellezza è una cosa soggettiva, che non si può valutare, ma sì può contare considerando l'immagine. La persona che aspira a rappresentare gli altri deve curare il proprio aspetto. Un'immagine sana e pulita genera fiducia. Costa confidare in qualcuno con un'immagine trascurata. Alla lunga il fattore estetico gioca un ruolo importante, perché viviamo in una società più attenta all'immagine. Le doti atletiche e un corpo tonificato sono altri elementi di valutazione sociale. C'è uno spostamento verso l'estetica, sempre di più la forma è il contenuto".

Da elmundo.es, al link già citato, Pedro Sánchez, Alberto Garzón e Borja Samper.

mercoledì 10 settembre 2014

La famiglia segreta di Rubén Cortada, bellissimo di El Principe

Nel giro di pochi mesi, grazie all'apparizione in El tiempo entre costuras prima (in Italia Il tempo dell'amore e del coraggio) e al ruolo di Faruk in El Principe (in onda il venerdì su Canale 5 con il titolo Il Principe - Un amore impossibile, non perdetelo!), Rubén Cortada è diventato uno degli attori più ammirati e più hot di Spagna. Lui, cubano moro dagli occhi verdi, una carriera di modello (l'avete visto nello spot di Calzedonia?) che vorrebbe lasciare per la recitazione, si lascia corteggiare e ammirare, si fa vedere nei parties e nelle inaugurazioni, rilascia interviste in cui racconta la gratitudine per il grande successo personale nella serie di TeleCinco e la passione con cui si sta preparando a conquistare piccolo e grande schermo. Ma.

C'è sempre un ma, con i bellissimi, che raccontano della propria professione e tacciono sulla propria vita privata. Come Hiba Abouk e Álex González, i due protagonisti della serie, anche Rubén è inseguito dai paparazzi, che in questi ultimi mesi gli hanno attribuito flirt e amori con colleghe e con la sua rappresentante. A raccontare la verità ci ha pensato la rivista Sálvame, nata dall'omonimo programma dimenticabile di TeleCinco. Il bel cubano è fidanzato da molti anni con la compatriota Susana Pino: si sono conosciuti a Cuba, alle scuole superiori, hanno frequentato la stessa Facoltà e, insomma, non si sono persi di vista. Vivono insieme a Barcellona, dove anche Susana lavora come modella. Un anno fa hanno avuto una bambina, Mia, che nelle foto di Sálvame, Rubén porta affettuosamente sulle spalle.

Una famiglia bella e felice e per le fans del bellissimo modello diventato attore le speranze di conquistarlo si fanno complicate (ma vedere una famiglia giovane e affiatata è sempre un'allegria).



mercoledì 16 luglio 2014

A Somos familia arriva Santiago. Il passato di calciatore gay di Christian Sancho

Un arrivo inaspettato, in questi giorni, in Somos familia, la bella telenovela argentina che ha per protagonisti Gustavo Bermúdez e Ana María Orozco. Alla porta di Manuela/Ramona (Orozco) ha bussato Santiago, che fu il suo primo grande amore e che è il padre di Pilar, la figlia che ha avuto 15enne e che è stata data in adozione contro la sua volontà. La telenovela ha preso il via proprio dal ritrovamento di Pilar da parte di Manuela, che, pur di star vicino alla figlia, adottata da una coppia che ha poi avuto tre figli naturali, ha deciso di farsi passare per cameriera, facendo i salti mortali con la sua reale professione di giornalista nel web.

Grazie all'incontro fortuito con il padre del suo antico amore, Santiago decide di cercare Manuela, mai dimenticata, e sapere cosa è stato della sua vita. E, ovviamente, dall'incontro tra i due ex amanti, la divertente telenovela di Telefe dovrà prendere una nuova piega e condurci verso il finale.

L'interprete di Santiago è l'attore e modello Christian Sancho, che ha ottenuto una buona notorietà internazionale interpretando un calciatore omosessuale nella telenovela Botineras. Le protaogniste di Botineras dovevano essere le giovani donne senza arte né parte, che corteggiano i calciatori, attratte dalla loro ricchezza e popolarità, riescono a farsi sposare e si sistemano per la vita; in Argentina le chiamano botineras e la loro icona è Wanda Nara, prima moglie di Maxi López e poi di Mauro Icardi. Ma, visto lo scarso successo, la telenovela fu rilanciata con una virata verso il giallo e verso l'amore proibito e omosessuale di due calciatori, entrambi sposati e con figli. L'omosessualità, si sa, è uno dei tabù più radicati nel calcio, così grazie a Botineras si è molto parlato della sua esistenza e delle capacità degli spogliatoi di accettare un eventuale giocatore gay. Le scene omosessuali della telenovela, piuttosto esplicite, ma molto curate, sono diventate un vero e proprio fenomeno. Nel web ci sono video di baci appassionati tra i due innamorati o di Christian Sancho che si spoglia, con lato B in evidenza, per entrare in una jacuzzi, in cui lo aspetta l'uomo di cui si è innamorato.

Sposato e padre di una bambina, Sancho aveva dovuto chiarire all'epoca la sua salda eterosessualità e aveva raccontato come aveva spiegato a sua figlia le scene d'amore omosessuale viste alla tv. L'Argentina viveva i tempi euforici dell'approvazione del matrimonio paritario, si sentiva l'avamposto dell'America Latina per la tutela dei diritti individuali e questa telenovela, iniziata come una storia frivola e diventata poi manifesto contro i tabù, era ragione d'orgoglio.

Passata la popolarità di quel momento, Christian Sancho interpreta adesso, in Somos familia, un personaggio controverso, che sarà centrale nelle trame future. Santiago Ferri, il suo personaggio, disputerà al protagonista, Joaquín Navarro (Bermúdez), non solo l'amore di Manuela, ma anche la supremazia nelle gare di motocross, essendo il proprietario della squadra rivale (e senza scrupoli) della sua. Ma Christian, che deve aver molto amato il suo personaggio (le riprese sono terminate mesi fa), ne legge e anticipa sfumature alla stampa argentina: "Non sarò un galán convenzionale, che disputa l'amore dell'eroina a Gustavo. Nel mio personaggio ci sono molte sfumature: avrà una grande carica emozionale, perché scoprirà di essere padre di una ragazza di 17 anni. Sarò un po' il detonante di tutta la storia, perché i nodi inizino ad arrivare al pettine e si arrivi poi alla fine". L'attore spiega le sfumature dle suo personaggio: "Santiago arriva per imporre l'onestà dell'amore. E' un imprenditore di successo, che ritrova l'amore della sua adolescenza e si rende conto che lo vuole riprendere. Ma lui è già sposato e ha una figlia di sette anni. Ma il suo passato è tornato ed è molto forte. Non è il classico cattivo, è molto vulnerabile e con molta emozione. La parte cattiva la riserva al personaggio di Gustavo, con cui si disputa le vittorie nelle gare di motocross, ma, al sapere della sua paternità, vive una grande dualità. E' duro e, allo stesso tempo, molto vulnerabile con la donna del suo passato e molto tenero con la figlia che scopre di avere e a cui non può dire di essere il padre".

Somos familia è arrivata alla 120° puntata e finora non ha mai annoiato, nonostante tra i due protagonisti non ci sia stata ancora una vera e propria dichiarazione d'amore né ci sia stato un bacio. Vi immaginate una telenovela senza baci tra i protagonisti, che arriva alla 120° puntata continuando a intrigare e a portare buonumore, allegria e sentimenti positivi e divertenti? Be', segnatevi Somos familia, con tutte le sue storie collaterali, i suoi personaggi a tutto tondo, i suoi tempi perfetti della comicità e del dramma, i suoi attori brillanti. Santiago Ferri è appena apparso in scena, ha intrigato subito e, grazie alle promettenti parole di Christian Sancho, si capisce che le prossime puntate della telenovela argentina saranno più intriganti che mai.

PS Si dice che Somos familia sarà trasmessa in Italia, da un canale all-telenovelas in fieri. Se così fosse e aveste voglia di passare 40 minuti al giorno di relax, buonumore, sentimenti familiari, segnatevi il titolo.

Dal web, un'immagine del primo incontro di Santiago e Manuela, a casa di lei.


mercoledì 25 giugno 2014

Hoy, il video che ha fatto innamorare David Bisbal ed Eugenia Suárez

Prendete un cantante famoso, fategli girare un video con l'attrice del momento e avrete pronta la storia d'amore della stagione. E' successo lo scorso inverno con Dani Martinez e Blanca Suárez, che hanno sorpreso tutti con il loro amore, dopo aver girato insieme il video di Emocional. E' successo a David Bisbal ed Eugenia Suárez, attrice argentina di telenovelas giovanili di molto successo, protagonista di una burrascosa storia d'amore con l'attore Nicolás Cabré, per mesi sulle copertine di tutte le riviste, fino all'inevitabile finale, nonostante la nascita della figlia Rufina.

David e la China Suárez, così è chiamata in patria la 21enne argentina, causa nonna asiatica, si sono conosciuti sul set del video di Hoy, nuovo single del cantante. Qualche settimana fa lei ha messo fine alle indiscrezioni riconoscendo l'amore per il 33enne almeriense. Oggi è toccato a lui ammettere che sì, è felicesta con Eugenia, "la ragazza che mi rende così felice". Per ora ancora nessuna apparizione pubblica, anche perché lei è in Argentina e lui è impegnato nel tour con cui sta presentando il nuovo disco in Spagna.

Ma c'è il video di Hoy, a mostrarceli romantici e innamorati, in quelli che sono, probabilmente, i loro primi sguardi.

Da youtube

sabato 29 marzo 2014

Christian Meier esordisce in Messico con La Malquerida, telenovela ispirata a un'opera teatrale

In questi giorni sono iniziate nel Messico le riprese de La Malquerida, telenovela di Televisa, che andrà in onda da maggio. Prodotta da José Alfredo Castro, fratello di Verónica e famoso come El Güero (il biondo), è interessante perché si ispira a un'omonima opera teatrale, scritta dal Premio Nobel per la Letteratura Jacinto Benavente, uno dei maestri del Teatro spagnolo dell'inizio del XX secolo, ispiratore, anche, di molto teatro di Federico Garcia Lorca. La versione originale de La Malquerida si svolge nella Spagna rurale e passionale dell'inizio del Novecento: nella tenuta di El Soto, vivono la vedova Raymunda e sua figlia Acacia; la madre si risposa con Esteban, che inizia a sentire, ricambiato, una forte attrazione per la figlia. Convenzioni sociali ed educazione fanno sì che i due neghino a se stessi questo amore e lo nascondano dietro un muro di ostilità. I veri problemi, però, nascono quando Esteban inizia a liberarsi di tutti gli uomini che, mano a mano, si avvicinano ad Acacia, che inizia così a essere chiamata la malquerida (la non amata).
La telenovela, ispirata all'opera teatrale, trasporta l'azione ai nostri giorni e nello Stato di Jalisco, uno dei più tradizionali del Messico, culla del mariachi e del tequila, di due dei simboli dell'identità messicana. Non è la prima volta che le telenovelas si ispirano alla letteratura, basti pensare al tentativo di Telemundo, non riuscito, di portare sul piccolo schermo Doña Bárbara, capolavoro della letteratura venezuelana scritto da Rómulo Gallegos Freire, con i codici del genere; sempre Telemundo ha fatto un tentativo più nazionalpopolare, e molto riuscito, trasformando in telenovela un libro di Arturo Pérez Reverte, La reina del sur, che poi è risultata essere la migliore delle narconovelas da tempo in circolazione tra Miami e Bogotà.
Ma è probabilmente la prima volta che le telenovelas, sempre in cerca di novità, anche per non ripetersi all'infinito in refritos, si rivolgono al teatro spagnolo, per di più d'epoca, per di più firmato da uno dei più importanti drammaturghi del secolo scorso. Cosa ne farà Televisa, ambientando La Malquerida ai nostri giorni?
Uno dei motivi di interesse di questa produzione di Castro è anche il cast. La protagonista è Victoria Ruffo, una delle attrici predilette del pubblico messicano, una delle poche che, a 50 anni, continua a recitare nei ruoli da protagonista, accettando il tempo che passa e, dunque, adattando i ruoli alla sua età (e non inteprretando una verginella 40enne, come è capitato a molte sue colleghe). La giovane e incolpevole Acacia è interpretata da Ariadne Díaz, una delle giovani attrici su cui punta Televisa. Il protagonista maschile è Christian Meier, al suo esordio nelle telenovelas messicane, dopo essere stato uno degli interpreti prediletti di Telemundo (ha interpretato successi come El zorro, la espada y la rosa, La tormenta, Doña Bárbara, Alguien te mira). Sarà lui, l'uomo conteso da Raymunda e Acacia, l'innamorato che, non potendo avere la donna che ama, rende la vita impossibile a chiunque l'avvicini. Per l'attore peruviano essere l'oggetto del desiderio di una madre e di una figlia non è una novità: era stato Santos Luzardo in Doña Bárbara e lì se l'era dovuta vedere con un altro amore appassionato e selvaggio, nelle grandi pianure venezuelane. E adesso, superati bene i 40, di nuovo una madre e una figlia vivono una tragica passione per lui.
Nonostante le riprese siano già iniziate, il cast non è ancora stato completato, basti pensare che il nome di Christian Meier è stato annunciato solo pochi giorni fa. El Güero Castro ha già annunciato di sentire una grande responsabilità al portare una storia come La Malquerida in televisione e ha assicurato che "il lavoro di adattamento si sta facendo con molta cura e attenzione". Speriamo che le attese non vadano deluse.
Ne riparleremo a maggio, quando La Malquerida arriverà sui teleschermi messicani, al termine della telenovela Quiero amarte.

venerdì 21 marzo 2014

Google dedica il doodle del 21 marzo al 54° compleanno di Ayrton Senna Da Silva

E' il primo giorno di primavera ed è il giorno del compleanno di Ayrton Senna Da Silva, che, se fosse vivo, compirebbe 54 anni.
Nel 2014 ricorre anche il ventennale della sua morte, avvenuta durante il Gran Premio di San Marino, a Imola, il 1° maggio 1994.
Negli anni 80 e 90 il compleanno di Ayrton è caduto più di una volta nel finesettimana di un Gran Premio, meglio se del Brasile (all'epoca i Mondiali si aprivano in Australia e in Brasile, fa ancora strano, adesso, vedere il Brasile nel finale della stagione); ci sono steloate feste e torte, ci sono stati gli scherzi di Gerhard Berger e gli auguri dei tifosi, le foto sui giornali e le battute rubate dai giornalisti. Era un giorno speciale, come allora erano spesso i compleanni celebrati ai box.
Oggi è Google a ricordare il compleanno di Ayrton, con un bel doodle, che riporta i colori del Brasile (che sono anche i colori del suo casco e vederli è ancora pensare a lui), una bandiera a scacchi, una monoposto che corre veloce e il profilo pensoso di Ayrton Senna Da Silva. Mette nostalgia e tenerezza per tante domeniche pomeriggio, per quei compleanni ai box, per il dolore e l'incredulità di quel 1° maggio. Sono già vent'anni, Ayrton. Buon compleanno.  



lunedì 17 marzo 2014

Facundo Arana ritorna alla musica, riprende il sax e conquista i fans con Salir a tocar

Terminata senza rimpianti l'esperienza sul set di Farsantes, telenovela finita poche settimane fa sul Canal 13, Facundo Arana si è dedicato a spettacoli teatrali e al progetto che aveva a cuore più di tutti. Tornare alla musica e a esibirsi dal vivo con il suo sax.
Prima che come attore, Facundo Arana nasce infatti come saxofonista: in fondo è pur sempre stato scoperto mentre, biondo e malinconico, suonava il suo sax nella metropolitana di Buenos Aires. Di tanto in tanto ha deliziato i fans con gli audio dei pezzi suonati in compagnia di amici e pubblicati su Twitter. Ma adesso ha messo su una vero e proprio progetto musicale, che ha intitolato Salir a tocar (Uscire a suonare), quasi a voler sottolineare le atmosfere di un concerto tra amici e l'idea della musica improvvisata, per godere dell'amicizia, della passione per il suono e per gli strumenti.
Con Facundo Arana suonano numerosi musicisti molto apprezzati in Argentina e riuniti per l'occasione con il nome di The Blue Light Orchestra. Tra loro ci sono il direttore Dizzy Espeche, che suona anche la chitarra, Alejandro Dixon alla batteria, Greta Moro alle tastiere, Issy Gainza alla chitarra, Aldana Aguirre al basso, Dulce Motta a fare da coro alla voce profonda di Facundo Arana. Salir a tocar ha esordito un paio di sere fa a Buenos Aires, a La Trastienda, davanti a un pubblico prevalentemente femminile; le prime recensioni dei media argentini sono gentili e apprezzano la solidità dei musicisti e l'onestà di Facundo.
Salir a tocar ha una pagina su Facebook, con un calendario dei prossimi concerti, con i commenti appassionati delle fans e con alcuni video dell'esordio. Eccone uno

giovedì 13 marzo 2014

Il giro del mondo in 80 giorni di Cayetano Rivera Ordóñez. Raccontato in un diario su hola.com

Un bel primo piano sul numero di Hola attualmente in edicola, che spiega perché Cayetano Rivera sia uno degli uomini più ammirati di Spagna. Poi, all'interno della rivista, il torero racconta i suoi progetti futuri. Lasciate le corride e terminata la storia d'amore con la presentatrice e modella Eva González, il bel matador sarà un novello Phileas Fogg.
E' infatti sua intenzione fare un giro del mondo in ottanta giorni per la sua Fondazione, Yo Niño. "Attraverserò i cinque continenti, ripercorrendo la fantasia del libro di Giulio Verne, però non dirò di più perché l'idea è che tutto sia mano a mano una sorpresa" dice Cayetano nell'intervista, realizzata a Ronda, la cittadina andalusa da cui gli Ordóñez sono partiti e a cui lui e suo fratello Francisco tornano sempre (insieme gestiscono la plaza de toros di Ronda, una delle più antiche di Spagna).
E per questo viaggio Cayetano si aggiunge alla ormai interminabile lista di famosi che firmano un blog su hola.com. Il suo sarà un diario: "Scriverò quotidianamente" promette "racconterò le mie avventure e le mie esperienze, piene di adrenalina. Sono sempre stato riservato, per cui sarà un'autentica sfida, per me".
Del resto, per quanto timido e riservato, le sfide non sono mai mancate nella vita del 37enne Rivera Ordóñez. In gioventù non ha seguito la passione per i tori che agita i due rami familiari da cui discende (è figlio, fratello e nipote, sia di nonno che di zio, di toreri), e ha preferito dedicarsi agli studi, specializzandosi nel cinema. Poi all'età in cui i toreri tracciano i primi bilanci, ha deciso di seguire il cuore ed è sceso nell'arena, conquistando molti puristi delle corride. Nel frattempo, ha anche conquistato due delle donne più belle di Spagna, la modella e attrice Blanca Romero, sposata nelle Asturie dopo un breve fidanzamento, e la modella e conduttrice Eva González, a cui è stato legato per cinque anni, fino a pochi mesi fa ("Continuiamo a essere amici, non abbiamo perso il contatto" ha detto Cayetano a Hola, ridando fiato alle speranze di chi vorrebbe rivederli di nuovo insieme). Ha lasciato le corride a sorpresa, poco più di un anno fa, ed è sparito di circolazione, riprendendo gli studi, stavolta in Economia, per seguire meglio i suoi affari. Adesso arriva questa nuova avventura, che ci racconta come dietro i suoi occhi verdi e la sua timidezza si nasconda uno spirito avventuriero e una bella volontà. Lo si leggerà, su hola.com, durante la sua avventura intorno al mondo.



lunedì 10 marzo 2014

Mario Casas e gli attori di Los 33 raccontano le condizioni in miniera e le difficoltà dell'accento cileno

Nel Cile stanno terminando le riprese de Los 33, il film di produzione statunitense dedicato alla storia dei 33 minatori cileni, rimasti sepolti per oltre due mesi nella miniera San José di Copiapó, nel deserto di Aratacama, mentre fuori, nell'accampamento Esperanza, i loro familiari aspettavano il loro salvataggio. Per tirarli fuori dalle viscere della terra, ci fu una mobilitazione internazionale, con ingegneri e attrezzature provvenienti da altri continenti, per poter perforare gli oltre 600 metri di roccia e arrivare fino al loro rifugio.
Il film racconta l'odissea dei 33, rimasti sottoterra per oltre due settimane, prima che fosse stabilito il contatto con chi stava cercando di salvarli: le temperature impossibili a causa dell'umidità, il cibo razionato, data l'impossibilità di stabilire se e quando i soccorsi sarebbero arrivati, la disciplina imposta per mantenere il ciclo del sonno, del movimento, dell'alimentazione e per non perdersi nella disperazione e nello scoaraggiamento. E racconta anche il tormento di chi era in superficie, in attesa di notizia, determinato a non lasciare che scemasse l'attenzione mediatica sui 33, e il coraggio di chi, contro vento e marea, si è assunto la responsabilità di continuare a scavare e a cercare, per stabilire il contatto con i minatori e verificare le loro condizioni.
A dirigere il film c'è la messicana Patricia Riggen, conosciuta in Italia per un piccolo e magico film indipendente, La stessa luna, con Kate del Castillo e Eugenio Derbez. Con lei un cast internazionale che riunisce alcune delle star più famose dello star system internazionale. Antonio Banderas interpreta Mario Sepúlveda, il minatore che organizzò la disciplina in attesa dei soccorsi, Juliette Binoche è Maria Segovia, tra le prime a fondare l'accampamento Esperanza, Kate del Castillo è la moglie di Mario Sepúlveda, Rodrigo Santoro interpreta il Ministro cileno delle Miniere Laurence Golborne, che acquistò grande popolarità in quei giorni, Bon Gunton è il presidente Sebastián Piñera, che si impegnò i prima persona per salvare i 33, Gabriel Byrne interpreta l'ingegner André Sougarret, che guidò le perforazioni per il salvataggio dei minatori. E, a interpretare minatori, familiari e persone che convissero nei 69 giorni tra l'accampamento Esperanza e la miniera, star di ogni dove come Mario Casas, Lou Diamond Phillips, Adriana Barraza, Cote de Pablo, Paulina García, Juan Pablo Raba, Federico Luppi, Tenoch Huerta, Martin Sheen, James Brolin.
Un incredibile cast all-stars che ha sopportato condizioni di lavoro a volte proibitive. Lo ha raccontato, in varie interviste, il 33enne attore messicano Tenoch Huerta, che interpreta il minatore indigena Carlos Mamari. "La prima parte l'abbiamo girata in alcune miniere di sale in Colombia, per raccontare tutto il dramma vissuto dai minatori sotto terra. Poi abbiamo girato nel Cile, nel deserto di Atacama, per raccontare il dramma familiare, l'intervento del Ministro delle Miniere e del Presidente e tutto il circo mediatico, fino al salvataggio dei minatori. Girare in Colombia è stato durissimo. Eravamo praticamente nudi in una miniera gelida e dovevamo fingere di avere un calore intorno ai 40 gradi e che stavamo sudando intensamente, per cui eravamo tutto il tempo bagnati, quando in realtà c'erano 10 gradi. E' stato molto faticoso, senza contare i gas delle miniere. Non voglio dire che siamo stati messi in condizioni di pericolo dalla casa di produzione: nient'affatto. Ma tutto l'insieme dava un po' le vertigini, come l'effetto dell'altura".
"E' solo quando stai là sotto, in condizioni climatiche faticosissime, che ti rendi conto di quanto sia difficile il lavoro di questi uomini, c'è qualcosa di eroico in loro. Come attore stai lì sotto un paio d'ore, in un ambiente ostile, è pesante e duro, immagina passare ore di lavoro, come loro!" ha detto Juan Pablo Raba.
Oltre alle difficoltà fisiche, gli attori hanno dovuto affrontare altre sfide, non meno complicate, come l'accento cileno. Come recitare in inglese, essendo la maggior parte di origine non anglo-sassone e, soprattutto, non cilena? Lo racconta lo spagnolo Mario Casas, uno degli attori che più si sono allenati per apprendere l'accento cileno (anche perché il buon Mario, idolo di tutte le ragazze di Spagna e molto conosciuto anche in America Latina, grazie alle serie tv di cui è stato protagonista, ha seri problemi di pronuncia anche in spagnolo: in tanti lo accusano di essere incomprensibile per non avere una buona pronuncia). "Quello che si è tentato di fare è stato parlare in inglese come un cileno e poi americanizzarlo un po'" ha spiegato. Il lavoro è iniziato vari mesi prima delle riprese e Casas ha contato, come i suoi colleghi, sulla consulenza della specialista Claudia de Vasco. "Abbiamo lavorato moltissimo" assicura l'attore spagnolo "Prima delle riprese, quando io ero ancora a Madrid, parlavo con lei su Skype. Mi registrava la voce perché potessi risentirmi. E un altro collega mi registrava l'audio dei miei testi nel copione, affinché li ascoltassi. Li ho ascoltati e riascoltati, per imitare il tono. E stato un lavoo di moltissime settimane". E d'accordo il messicano Marco Treviño, che sottolinea come si siano dovuti sforzare tutti molto, per apprendere "la pronuncia adeguata".
Il risultato sembra essere soddisfacente, almeno per il quotidiano cileno El Mercurio, secondo il quale, nella prima anticipazione del film, permessa dal produttore Mike Medavoy, "gli attori dialogano in perfetto inglese, con un lieve e spontaneo accento latino, che non suona affatto forzato".
Le riprese termineranno nei prossimi giorni, poi ci sarà la post-produzione e Los 33 dovrebbe essee pronto per la fine del 2014 o l'inizo del 2015. C'è anche chi immagina una sua presentazione al Festival di Cannes 2015.


mercoledì 5 marzo 2014

Somos familia è una piacevole commedia e il ritorno di Gustavo Bermúdez in tv è un successo

Somos familia è stata presentata ai media argentini come la grande telenovela del ritorno di Gustavo Bermúdez e di Ana María Orozco in tv, dopo vari anni di assenza. Lui è uno degli attori televisivi più amati degli anni 90, protagonista di telenovelas molto popolari, arrivate anche in Italia (Antonella, Celeste, La forza dell'amore, ecc); girando Alen, luz de luna, si è innamorato della Patagonia e di San Martín de Bariloche, vi si è trasferito e ha cresciuto le due figlie lontano da Buenos Aires; adesso che le bambine sono donne, terminato il suo matirmonio ventennale con la loro madre, Bermúdez è tornato nella capitale, per riprendere la carriera abbandonata. Ana María Orozco è famosa in tutto il mondo come Betty la fea, una delle telenovelas colombiane di maggior successo internazionale. Una decina d'anni fa, lasciata la Colombia per un amore argentino, si è trasferita a Buenos Aires e si è dedicata soprattutto alle figlie nate dalla relazione; qualche apparizione sporadica alla tv argentina ha fatto sì che il pubblico la tenesse in memoria, ma, adesso che le figlie sono più indipendenti, Orozco ha ripreso la sua carriera e il primo grande appuntamento è Somos familia.
Ho iniziato a vedere la telenovela per curiosità: la segnalava Mariana, blogger di Telenovelas Mania, su Facebook, mi ispirava vedere com'era diventato Gustavo Bermúdez ed eccomi qua, una quarantina di puntate dopo, aficionada di Somos familia.
Si può dire subito: è una telenovela rassicurante, sprizza buoni sentimenti, è adatta a tutta la famiglia, ha tocchi di umorismo che fanno scorrere veloce il tempo, si basa su amori e legami familiari. Il che non può che essere piacevole. Se Televisa fa delle sue telenovelas colabrodi di sceneggiatura e di buonsenso, se Telemundo punta ancora una volta su narco-novelas e trovate paranormali, ecco dall'Argentina una telenovela classica e gentile, senza violenza e senza sangue, in cui i cattivi sono piuttosto innocui e i problemi d'amore e di denaro si risolvono tutti insieme, perché "siamo una famiglia".
La storia della telenovela è presto raccontata: Joaquín Navarro è un aitante ex pilota di moto, proprietario, con Sergio Miranda, amigo de toda la vida, di una delle migliori squadre argentine di motocross. E' ricco, è scapolo, non vuole legami sentimentali seri, è dedito alla sua passione, le moto. Tutto cambia quando Sergio muore in un incidente aereo e Joaquín diventa tutore legale dei suoi quattro figli: gli adolescenti Pilar e Nacho e le più piccole Malena e Delfina. Con questo cambio traumatico per il bel Joaquín arrivano anche altre novità: suo fratello Pablo, simpatico nullafacente, torna a Buenos Aires per 'dargli una mano' e poco dopo viene raggiunto dalla figlia Olivia, anche lei adolescente, in fuga dalla Spagna e dalla madre insopportabile; nel team Navarro arrivano il nuovo ingegnere Francisco, che flirta un po' troppo con la squadra avversaria dei Ferri, e suo figlio, l'ambizioso pilota Máximo, che vuole spodestare Pedro, il pilota numero 1 della scuderia e grande amico, con aspirazioni ad altro, di Pilar; in casa Miranda arriva una nuova cameriera, Ramona, per dare una mano alla storica governante Azucena, che da sola non può badare ai quattro ragazzi rimasti orfani.
Ramona nasconde un segreto: in realtà è la giornalista Manuela Paz, madre naturale di Pilar, nata quando lei era un'adolescente e data in adozione senza il suo consenso. La figlia perduta è una ferita aperta per Manuela, che, per avvicinarla, non trova di meglio che improvvisarsi cameriera e conquistare la sua fiducia. Joaquín e Manuela/Ramona sono la coppia protagonista, prima o poi dovrà nascere l'amore tra di loro (per ora lui si fa distrarre dalle grazie del suo biondo braccio destro, Irene, dotata di irresistibile madre saggia e un po' cinica), finora tra i due si è stabilita una grandissima confidenza e complicità, ma niente di più.
Ma Somos familia è fatta così bene, è così piena di eventi, che la mancanza della storia d'amore principale non si sente. Ci sono gli amori giovanili di Pilar e Nacho, entrambi coinvolti in triangoli complicati (lei è innamorata dell'ambizioso Máximo, che compete con Pedro anche per le sue attenzioni, lui è innamorato di Olivia e non sa come fare per mollare la storica fidanzatina Camila, invadente primo amore); ci sono le bugie di Ramona/Manuela, che si complicano fino a spingerla a dire alla sua governante, l'esilarante Ramona, che non sa più chi è (l'unico che conosce la verità è Francisco, che, davanti all'ennesima complicazione che Manuela si inventa, la guarda stupefatto e commenta, "essere il tuo fidanzato è divertentissimo!", strappando una risata).
Somos familia è un soffio d'aria fresca, un momento di relax a fine giornata, un'oasi dalle complicazioni quotidiane, perché si sa che non ci saranno morti ammazzati, non ci saranno intrighi generati dalla perfidia, non ci sarà narcotraffico. Ci saranno sorrisi, quando non risate, ci sarà voglia di sapere come continua, come se la caveranno i nostri eroi nelle loro rivalità d'amore e di professione, negli equivoci che generano, nella gestione della vita, in fondo.
Gustavo Bermúdez sorprende in un ruolo brillante, con espressioni a volte comiche e un invidiabile fisico scattante di 50enne, Ana Maria Orozco mantiene l'accento colombiano e nella trasformazione in Ramona ricorda un po' troppo Betty la fea (ma è tutt'altro personaggio); gli attori che li accompagnano, sono perfetti. Qualche giorno fa la troupe ha festeggiato il successo inaspettato: Somos familia quasi non trovava posto nei palinsesti di Telefe, adesso è uno dei suoi programmi più visti della stagione.
Le puntate di Somos familia sono su telefe.com.



martedì 4 marzo 2014

Il video di Diez mil maneras: David Bisbal e Maria Valverde in un ufficio magico e sorprendente

Diez mil maneras, il nuovo single di David Bisbal (qui testo e traduzione in italiano), suona già nelle radio spagnole da qualche tempo, ma, bisogna ammetterlo, buona parte della curiosità riguardava il video, che il cantante almeriense ha girato agli ordini del Premio Goya Kike Maillo e con Maria Valverde come co-protagonista. Il video ha ambizioni di un piccolo corto: in realtà è davvero un cortometraggio, articolato su quattro canzoni.
Un David Bisbal più adulto e ancora in cerca d'autore per i suoi riccioli, si trova in un ufficio un po' magico, in cui succedono cose strane e sorprendenti, che hanno sempre Maria Valverde come protagonista. Per l'attrice madrilena, anche lei Premio Goya, questo non è il primo video, avendo già girato Mira la vida, a Parigi, con Dani Martin, ma è il primo concept musicale a cui prende parte.
Diez mil maneras è il primo single di Tú y yo, l'album che uscirà nelle prossime settimane, dopo tre anni dall'ultimo disco in studio. David Bisbal ha promesso suoni e testi diversi, più adulti e vicini ai suoi 33 anni: "Racconta tutto quello che mi è successo negli ultimi tre anni, racconta molto di quello che sono. Ho cambiato composizione, melodie e testi, adesso molto più metaforici; i ritmi e il basso sono stati i principali protagonisti e li ho fusi molto bene con il suono organico, con una maggior presenza di strumenti elettronici" ha spiegato.
Inutile dire che Tú y yo è uno dei dischi più attesi dell'imminente primavera.
Da youtube

domenica 2 marzo 2014

El Duque di nuovo con Catalina: Amaia Salamanca entra nel cast di Velvet

-Qualcuno al trucco vuole salutarti
-Chi?
-Uno appena entrato nel cast
Apro la porta ed è lì, colpo al cuore! che voglia!
Così Miguel Ángel Silvestre ha salutato su Twitter l'arrivo di Amaia Salamanca in Velvet, la serie di Antena 3 di cui è protagonista con Paula Echevarria.
Ormai alle ultime settimane di gravidanza, l'attrice madrilena entra nel cast di Velvet nel ruolo di Bárbara e gli autori non hanno voluto dire niente di più. Solo che se ci sarà una seconda stagione di Velvet, le cose sono state preparate affinché Barbara sia uno dei personaggi fissi del cast.
Per Miguel Ángel e Amaia è il primo incontro sul set dalla fine di Sin tetas no hay paraiso, la serie-fenomeno che li ha lanciati cinque anni fa, su TeleCinco, facendo di lui il sex-symbol prediletto di milioni di ragazzine e facendo di lei una delle giovani attrici più ammirate. Il successo di Sin tetas no hay paraiso poteva schiacciarli e incasellarli per sempre, ma entrambi sono stati abili a gestire le loro carriere. Miguel Ángel, che non poteva praticamente uscire di casa senza essere assalito da orde di adolescenti, ha passato qualche tempo all'estero, per recuperare la terra e l'anonimato; poi è tornato, ha interpretato senza troppo successo vari film e telefilm, ma è stato adocchiato da Pedro Almodóvar per Gli amanti passeggeri e ha recuperato la tranquillità per una nuova serie tv, Velvet, per l'appunto, che sta avendo un buon successo e gli ha permesso di fare pace con il pubblico televisivo. Amaia, che è stata schiacciata dal successo del collega, è riuscita a lasciare i panni di Catalina e, dopo qualche film dimenticabile, ha iniziato a farsi notare come attrice in Felipe e Letizia, criticatissima miniserie dedicata ai Principi delle Asturie di cui, per impressione generale, lei è stata l'unica cosa salvabile. Poi è arrivata Gran Hotel, la serie un po' romantica e un po' thriller, che ha mostrato come Catalina sia cresciuta e sia capace di muoversi con disinvoltura anche in altre epoche.
Se per qualche tempo Silvestre e Salamanca evitavano di farsi fotografare insieme, non per antipatia reciproca, ché i loro rapporti personali sono sempre stati fluidi e cordiali, ma per fuggire dal cliché il Duque e Catalina, al rivederli su Twitter, belli e sorridenti come allora, viene persino un po' di nostalgia. Que le vaya bien a los dos!


Il Carnevale veneziano di Francisco e Cayetano Rivera Ordóñez

Cayetano Rivera Ordóñez ha ricevuto un premio alla sua carriera di torero durante un ballo in maschera al Teatro La Fenice di Venezia. E nella città veneta ha portato con sé il fratello Francisco, con la moglie Lourdes Montes, e alcuni amici. E' stato Francisco a proporre su twitter una sorta di diario fotografico della breve vacanza veneziana. Ha pubblicato foto seduto ai tavolini di piazza San Marco, su un battello davanti al Palazzo Ducale e poi tante immagini dei preparativi per il ballo in maschera, che hanno trasformato lui e Cayetano in splendidi signori del Settecento e Lourdes in una bella damina della stessa epoca.
Francisco si è lamentato per la pioggia, che non gli ha permesso di godere le meraviglie "di questa città unica al mondo", ma ha molto apprezzato la cucina e, soprattutto, il gran ballo del Carnevale veneziano.
Le foto, dal suo profilo di Twitter, dove potete trovarne molte altre.




venerdì 28 febbraio 2014

L'addio a Paco de Lucía nel giorno della Festa dell'Andalusia: c'è anche il Principe Felipe

Oggi è il Día de Andalucía, la Festa Nazionale dell'Andalusia, che celebra il giorno in cui, nel 1981, gli andalusi votarono un referendum per la nascita della regione. Una festa che per gli andalusi è occasione di ponte festivo, sì, ma, soprattutto di grande orgoglio regionale (provate a dare un'occhiata su Twitter e, se conoscete i sivigliani, vi sentirete in casa: orgulloso de la tierra más bonita del mundo, tanto arte y tanta simpatía solo en Andalucia, sé que me envidias el privilegio de ser andaluz e via delirando, senza neanche bisogno di traduzione). Del resto, essendo una delle regioni più povere e più sbeffeggiate di Spagna, a causa di accento e stereotipi, e, nonostante questo, essendo il cuore culturale della Spagna, il più conosciuto all'estero, tra flamenco, Alhambra e spiagge, si capisce tanto orgoglio e tanto nazionalismo, a ogni 28 febbraio.
Eppure oggi el Dia de Andalucía amaneció triste (e scusate per scriverlo in spagnolo, ma è molto più poetico de la Giornata dell'Andalusia ha visto arrivare l'alba con tristezza). Oggi l'intera Spagna dice addio a uno degli andalusi più amati del mondo: Paco de Lucía sta ricevendo l'ultimo omaggio nella camera ardente, organizzata per lui all'Auditorio Nacional di Madrid. Il corpo del grande chitarrista flamenco è arrivato ieri dal Messico e da ore sta ricevendo il saluto di una grande folla. Ci sono cinque ore di attesa, giura El Mundo.
Il dolore è diffuso e generale: la morte dell'artista, arrivata a sorpresa a 66 anni, per un infarto, ha choccato il Paese. I quotidiani andalusi e di ogni regione di Spagna hanno reso omaggio a Paco, ricordando i suoi esordi, la sua semplicità, la mancanza di arroganza e di ego, il gusto di suonare per suonare e di mangiarsi una fetta di pane con olio e pomodoro seduto al bordo di un marciapiede (c'è qualcosa di più andaluso di una fetta di pane con olio e pomodoro?!). elconfidencial.com ha scritto un bell'articolo, ricordando il suo contributo all'ingresso della chitarra spagnola nel pop spagnolo: Alejandro Sanz e Carmona gli devono per primi molti dei loro suoni. E' stata la sua assenza di pregiudizi, la sua curiosità per reinterpretare il flamenco, condivisa con un altro grande che ha lasciato questo mondo pochi anni fa, Enrique Morente, che ha permesso mescole di generi e di stili, portando il flamenco oltre frontiera e facendo sì che oggi a piangerlo siano artisti di ogni parte del mondo.
A rendergli omaggio, a Madrid, sono già sfilati tantissimi volti noti dello spettacolo spagnolo, Ana Belén, Víctor Manuel, Massiel, Pepe Habichuela, Antonio Carmona, tra i tanti. E' andato anche il Principe Felipe, che ha portato il saluto della Famiglia Reale, tra le prime a esprimere le proprie condoglianze ai familiari di Paco, un paio di giorni fa.
Finito l'omaggio madrileno, Paco de Lucía verrà portato a Algeciras, la sua città natale, dove è stata organizzata un'altra camera ardente, nel Palazzo del Comune. Il funerale sarà celebrato nella chiesa di Nuestra Señora de la Palma, domani alle 12, poi il chitarrista verrà sepolto alla sola presenza della famiglia, nel cimitero di Algeciras. Que festa más triste, Andalucía!
Su vanitatis.com, le immagini dell'omaggio di famosi e gente comune nella camera ardente di Paco de Lucía.
Da youtube, Paco de Lucia e Camaron de la Isla, per augurare un Feliz Día de Andalucía a tutti gli andalusi.

mercoledì 26 febbraio 2014

E' morto Paco de Lucia. Il flamenco perde il suo chitarrista più grande

Paco de Lucia è morto nella notte europea, a Cancùn, nel Messico. Stava giocando in spiaggia con i figli, quando si è sentito male e non si è più ripreso, hanno raccontato ai media spagnoli gli amici che gli erano vicini.
Era il più grande chitarrista spagnolo, probabilmente uno dei migliori al mondo.
Il flamenco è rimasto muto, hanno già scritto in tanti (e mi viene in mente quando è morto Enrique Morente, anche lui all'improvviso, dopo un'operazione che sembrava di routine: La Alhambra ha enmudecido).
Paco de Lucia aveva 66 anni, era nato ad Algeciras, in provincia di Cadice, e portava con sé quest'anima meridionale e andalusa e i suoni del suo porto.
Per ricordarlo, il flamenco suonato alla EXPO92 di Siviglia e il Concerto di Aranjuez, registrato nel 1991 al Teatro Bulevar de la Casa de la Cultura di Torrelodones. Sono entrambi un po' lunghi, ma possono disegnarvi la giornata.
Que descanse en paz, Paco!

Il concerto di Aranjuez


Flamenco alla Expo di Siviglia


martedì 25 febbraio 2014

Esce il video di Emocional e si moltiplicano le voci di un flirt tra Dani Martín e Blanca Suárez

Si saranno davvero innamorati girando questo video, il 37enne Dani Martín e la 25enne Blanca Suárez, come assicura sempre più insistentemente il gossip made in Madrid? Loro tacciono, Dani per abitudine (e anche perché è all'estero), Blanca idem (ma si è fatta beccare con il volto gonfio di lacrime a una sessione fotografica di qualche giorno fa).
Il fatto sicuro è che Dani Martín e la fidanzata Melissa Jiménez hanno rotto poco tempo fa e che Blanca Suárez e Miguel Ángel Silvestre si sono lasciati poche settimane fa, pare con profonda pena per entrambi. Interrogata ai Premi Fotogramas, l'attrice si è limitata a dire che "Dani è una bravissima persona e un buon collega di lavoro".
Vedremo se sono rose, come sempre. Nel frattempo, il video di Emocional, il single che preannuncia il nuovo disco dell'ex cantante di El Canto del Loco. Inutile dire che è un video osservatissimo, per i più maliziosi conserverebbe anche il primo bacio di Dani e Blanca, chissà se nuova coppia di Spagna.